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“BUFERA” DOPING SULLA RUSSIA

Una nuova “bufera” si abbatte sul mondo dell’Atletica, Questa volta, a finire sotto i riflettori della WADA­– agenzia mondiale antidoping – non è un singolo atleta, bensì un’intera nazione: la Russia. Per l’ufficio investigativo dell’agenzia antidoping, il sistema d’insabbiamento dei controlli di positività degli atleti, è stato messo in atto da una vera associazione a delinquere, che vede coinvolti, oltre a numerosi esponenti politici russi, anche i vertici della Federazione Internazionale di Atletica (IIAF).

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C’è chi parla di una vera “cupola” creata con lo scopo di distruggere o scambiare le provette di sangue, prelevate durante le competizioni; infatti, dal rapporto della WADA, merge che, durante le Olimpiadi di Soshi, i servizi segreti russi si sono infiltrati nelle strutture antidoping per alterare i risultati dei test o per occultare eventuali prove accusatorie a carico degli atleti loro connazionali. Insomma, così come avveniva durante l’epoca della “Guerra Fredda” con i servizi di spionaggio e controspionaggio, quello costruito dal FSB (Servizio Segreto Russo) con la complicità del Ministro alo Sport, Vitaly Mutko, è un vero e proprio gabinetto di analisi alternativo a quello ufficiale, un contro-laboratorio che, dietro compensi, riusciva a far trafugare i test per poterli manipolare.”Lo scandalo è più grave di quanto potessimo pensare, perché scientemente si sono fatti gareggiare atleti che dovevano essere fermati per la loro positività”, dichiara Dick Pound, ex capo della WADA. Nel rapporto dell’agenzia di Ginevra, è riportato anche l’accusa al direttore del laboratorio di Mosca, Grigory Rodchenko, reo di aver distrutto 1417 test per evitare che si scoprisse il piano architettato grazie alla complicità di molti personaggi influenti della politica russa e della dirigenza IIAF. Oltre a Soshi, dal rapporto si parla anche di “sabotaggio” delle Olimpiadi di Londra, dove la maggior parte dei medagliati russi sarebbero stati dopati. A proposito, solo per ricordare, a Londra la Russia ha conquistato 83 medaglie, ponendosi al quarto posto nella classifica generale. Vien da pensare, a questo punto, quante di queste medaglie sono davvero “pulite”, poiché solo nell’Atletica, hanno vinto 8 ori, 4 argenti e 5 bronzi. Per quanto riguarda le squalifiche, a inchiesta ancora in corso, Pound aggiunge: “Esaminando il rapporto della nostra Commissione abbiamo trovato una quantità sconvolgente, incredibile di prove che dimostrano la totale manipolazione dei risultati sportivi nell’atletica di alto livello degli atleti russi dell’ultimo decennio. Lo stesso ministro dello Sport russo non poteva non sapere quello che stava succedendo: impossibile non pensare a un caso di doping di Stato.

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Il primo provvedimento che noi della Wada siamo obbligati a suggerire è la sospensione immediata della Russia dalle competizioni nell’atletica leggera, Giochi Olimpici di Rio compresi, e la chiusura sia dell’Agenzia Antidoping Rusada che del laboratorio di Mosca. O escono loro spontaneamente dal movimento internazionale o li deve bloccare il Comitato Olimpico”.

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La replica del governo di Mosca non si fa attendere e rimanda al mittente, attraverso il Ministro Mutko, fedelissimo di Putin, tutte le accuse: “E tutto un’accusa politica. La Wada non ha il diritto di sospendere. La Russia non ha mai insabbiato i problemi legati al doping. Se ci sono stati casi di corruzione legati all’uso di sostanze proibite da parte di alcuni atleti, non potevamo esserne a conoscenza prima”. Nel frattempo c’è attesa per scoprire se dal filone d’indagini dell’agenzia antidoping, emerge anche il nome di qualche atleta azzurro coinvolto in ciò che sta per diventare il più grande caso di malaffare sportivo di tutti i tempi.

Data:

11 Novembre 2015