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Bufera social su ’Povera Patria’

Bufera social su ’Povera Patria’

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C’è chi fa i complimenti a Carlo Freccero perché finalmente si è parlato di signoraggio in tv e chi stronca senza appello la scheda mandata in onda per illustrare la questione. Dopo l’annuncio della trasmissione di Grillo anche l’esordio del programma ’Povera Patria’, andato in onda ieri su Rai2, è al centro di una bufera sui social.

“Su #Rai2 stanno parlando di #signoraggio… Non ho altro da aggiungere.. Grazie Freccero #PoveraPatria”, twitta Eugenio Rebones, vicino al Movimento 5 Stelle. “MIRACOLO! E’ andato in onda ieri sera su RAI2, finalmente una TV di Stato che informa! #Rai2 #PoveraPatria #signoraggio”, scrive tale Alessandra. “Se anche la #RAI inizia a parlare apertamente di #Signoraggio significa che siamo vicini alla liberazione. Brava #Rai2”, rincara Fabrizio Il Viandante, che nel suo profilo scrive “non avevo mai visto una moneta usata per distruggere un’economia. L’€uro ha cancellato equità sociale e prosperità”.

Ma molti di più sono i pareri che bollano la scheda trasmessa da ’Povera Patria’ come scorretta: “Manco nelle peggiori università che esistano sul globo terracqueo ti spiegano un concetto del genere con così tanto pressapochismo #PoveraPatria #signoraggio #Rai2”, scrive su Twitter lo studente di economia palermitano Emanuele Paladino. “Arrivano gli effetti della elezione di @MarcelloFoa a presidente della #Rai: la tv sovranista, che inventa balle per avallare le strampalate tesi degli avventurieri al governo. Il vero #signoraggio è quello di Putin su di noi, grazie ai nazionalpopulisti”, twitta il deputato Pd Enrico Borghi.

“La bufala complottista del #signoraggio è la nuova mistificazione che viene diffusa per distrarre dal disastro in cui stanno precipitando il paese: più disoccupati, meno crescita, più odio sociale e razziale. E #Freccero la propaganda su #Rai2 insieme all’inchino a #Grillo”, gli fa eco Gennaro Migliore. Mentre lo studente della Bocconi Niccolò Chiti afferma: “La quantità di mezze verità, inesattezze, per non dire complete falsità, e complottismo in questo video, del SERVIZIO PUBBLICO, è aberrante. #signoraggio #PoveraPatria”. Mentre un utente di formazione economica, Saverio Greco, si rivolge direttamente all’autore della scheda Alessandro Giuli dicendo: “ma non si vergogna del servizio che ha firmato sul #signoraggio e il debito pubblico?”

“Non pagare il canone sta diventando a tutti gli effetti un atto di resistenza #signoraggio”, sentenzia un certo Stefano. Mentre il giornalista economico Michele Scozzai, curatore del blog ’ilvolodelleoche’ bolla così la scheda in questione: “Una porcheria. Questa roba andata in onda sul secondo canale #rai si può chiamare solo così. Ma un giorno anche loro dovranno spiegare perché. Lo dovranno spiegare ai propri figli. E lo dovranno spiegare a se stessi”.

Non è tardata ad arrivare la replica dell’autore del servizio criticato, Alessandro Giuli, che all’AdnKronos ha detto: “La prima parola l’ho detta io ma non è affatto l’ultima. Ci saranno altri pareri nelle prossime puntate. Abbiamo tutta l’intenzione di affrontare i vari temi in maniera pluralistica”.

“Quella di ieri sera non era una scheda ma un’editoriale. L’ho firmata io e ne farò una a settimana. E le metterò a disposizione di chi le vorrà contrastare. Povera Patria non è una trasmissione settaria”, ha sottolineato Giuli.

La scheda metteva in successione dei fatti con un’interpretazione molto profilata, quella appunto di un giornalista che doveva fare un editoriale. Ma il dibattito è solo iniziato. Mi rimproverano di non aver parlato dell’inflazione? Verrà qualcuno a farlo nelle prossime puntate. Ieri in studio c’era il ministro Savona e quindi ha portato il suo parere. Ma io rientrando in studio dopo l’editorialie ho detto ’indietro non si torna’ a proposito dell’euro. Insomma, vedrete che il pluralismo sarà assicurato. Ma ad una cosa tengo moltissimo: ’Povera Patria’ è una trasmissione che vuole avere una grammatica e uno stile che escludono toni aggressivi e ancora di più gli insulti. Ma state certi che forniremo una rappresentazione pluralista di ogni tema, perché i temi in movimento vengono ripresi nelle puntate successive. Ieri sera abbiamo parlato per la terza volta di mafia nigeriana, ad esempio”, ha concluso il giornalista.

Scintille Salvini-toghe

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“Prendete le arance perché se mi portano a San Vittore…”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Interno, rivolgendosi direttamente ai sostenitori presenti al gazebo della Lega in piazza Oberdan a Milano. Il riferimento è all’indagine che vede protagonista il ministro per il caso Diciotti e su cui si attende la decisione del Senato rispetto a quella che per Salvini è un “evidente invasione di campo di qualche giudice di sinistra che vuol fare politica. Ho il cellulare pieno di messaggi di magistrati, avvocati, giudici e uomini di chiesa liberi. Andiamo avanti a testa alta con coraggio e onestà”, dice tra gli applausi. Passando, due ragazze però gli urlano: “Fascista e omofobo”.

“Tav? Stiamo lavorando per ridimensionare i costi e tagliare gli sprechi nel pieno rispetto del contratto di governo”. E’ quanto dichiara il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Siamo attenti all’ambiente: per questo vogliamo togliere i tir dalle strade e far viaggiare merci e persone sui treni“. “Stiamo lavorando a un progetto che come da contratto di governo tagli sprechi, opere sovrastimate. Se uno vuole un’Italia che cresce e aiutare le imprese e difendere l’ambiente deve togliere i Tir e le macchine dalle strade e dalle autostrade e far viaggiare merci e uomini in treno e quindi non è un derby si o no”.”Stiamo lavorando a un progetto che ridimensioni i costi e i volumi del progetto precedente, però, continuo a essere convinto e farò di tutto, settimana prossima sarò personalmente a Chiomonte, perché l’Italia sia collegata con il resto del mondo, anche perché sotto le Alpi sono in corso di lavorazione 7 tunnel e quindi non si capisce perché dovremmo essere gli unici a rimanere isolati”.

MIGRANTI – A chi gli chiede se procederà alla denuncia per immigrazione clandestina dell’equipaggio della Sea Watch, Salvini risponde: “Ci stiamo lavorando, stiamo valutando nelle prossime ore il fatto che si possa salire a bordo per acquisire tutti gli elementi utili per indagare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina persone che aiutano nei fatti gli scafisti”. E a proposito della disponibilità della Cei a ospitare i minori presenti sulla Sea Watch, Matteo Salvini replica: “Ne abbiamo visti tanti di ospitati poi a spese degli italiani e di scomparsi in giro per l’Italia. Non c’è un solo motivo al mondo per cui gli immigrati clandestini, tutti maschi, presenti su una nave olandese di una Ong tedesca debbano sbarcare in Italia. Ritengo -insiste il ministro dell’Interno a un gazebo della Lega a Milano- di applicare le leggi, le regole e il buon senso”.

CRISI CON M5S? – “Abbiamo tanto da fare, tanto da lavorare, tante tasse da abbassare, quindi non ci sono crisi, problemi dietro l’angolo, io sono assolutamente tranquillo” ha replicato Salvini all’ipotesi, avanzata da alcuni grillini, di votare sì al Senato per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti sul caso Diciotti. Ai giornalisti che gli chiedono se indicherà alla Lega cosa votare, Salvini, risponde: “Il Senato è libero, il Parlamento è libero, gli italiani sono un popolo libero. Giudichino se sto facendo bene il ministro o se ho commesso un reato. Io in piena coscienza penso di lavorare ogni giorno per difendere i confini, le leggi, le regole e la sicurezza del mio Paese”.

REGENI – “Penso che il Governo stia facendo il massimo – dice Salvini, rispondendo a domande sul caso Regeni -. Il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri stanno facendo tutte le pressioni possibili sul Governo egiziano”.

GLI ’INTELLETTUALONI’ – “Guarda un po’…! Se gli ’intellettualoni’ che oggi firmano contro di me sono gli stessi che firmavano a favore dell’assassino Battisti” twitta il vicepremier, commentando la foto dello scrittore e giornalista Giuseppe Genna, tra quelli che firmarono l’appello per la liberazione di Cesare Battisti e che oggi firma l’apertura dei porti italiani ai migranti. “Sono ancora più convinto di essere nel giusto e di fare l’interesse degli italiani perbene -cinguetta -. Avanti tutta”.

Caso Diciotti, Silvio fa il garantista

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“Noi siamo garantisti e continuiamo ad esserlo…’’. Silvio Berlusconi, a L’Aquila per tirare la volata al candidato di centrodestra per la presidenza della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, risponde così quando gli chiedono un commento sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini trasmessa dal tribunale dei ministri di Catania per il caso Diciotti.

“Qui si continua a far credere che l’immigrazione sia il primo problema del Paese. Io non vedo francamente che cosa possa svilupparsi con la discesa di 47 altri migranti che sono in una situazione precaria su una nave con un tempo non buono, di fronte alla presenza di oltre 600mila clandestini che sono ancora in Italia e che si dovevano inviare nei loro Paesi di origine’’ aggiunge poi ai microfoni del Tg2 commentando il caso della Sea Watch.

Ma in Abruzzo, il presidente di Fi dedica ampio spazio soprattutto al capitolo Europee: “Scendo in campo, perché dobbiamo riportare l’Italia ad avere un ruolo forte in Europa. Farò valere il mio prestigio e la mia esperienza” ribadisce Berlusconi, che si dice “veramente commosso anche perché cade il 25 esimo anniversario della fondazione di Forza Italia. Ieri ho fatto un video e ho ricordato l’annuncio che feci nel ’94 ’l’Italia è il Paese che amo’, quando scesi in campo contro il pericolo comunista”. Oggi, di fronte al pericolo M5S, “ho deciso di tornare in campo e sarò in campo affinchè queste elezioni diano un segnale netto e preciso di chi siano questi signori grillini… Sono spaventato dalla loro ferocia giustizialista’’. Per questo, ’’ho deciso di scendere in campo e lo sarò fino alla fine, con energia, impegno ed entusiasmo”.

“Abbiamo visto come pensano questi signori dei Cinque stelle – prosegue il Cav -. Hanno le stesse idee dei comunisti di allora, anzi, loro si proclamano i comunisti veri, ma non da salotto, da strada, ma rispetto alla sinistra di allora non hanno nessuna competenza, esperienza. Questi signori grillini hanno una ferocia giustizialista incredibile. Sono arrivati addirittura a cambiare con le ultime leggi la presunzione di innocenza: l’hanno trasformata in presunzione di colpevolezza. Di fronte al pericolo grillino, ho assunto la decisione contro tutti, i medici, la mia famiglia, di essere di nuovo in campo…’’.

Il Cav ha quindi invitato gli azzurri a darsi da fare perché i pentastellati stanno perdendo consenso: ’’Abbiamo avuto un piccolo segnale di chi sono davvero i Cinque stelle in Sardegna” alle suppletive della Camera, “dove i grillini sono precipitati da un numero esagerato al 28%. Quindi, ci sono stati molti sardi che hanno cominciato a capire, spero che gli italiani riescano a capire chi siano davvero questi signori”. “Con la mia campagna elettorale – sottolinea il leader azzurro – voglio far capire agli italiani che dobbiamo andare a nuove elezioni e mettere al governo il centrodestra con il suo programma’’.

Berlusconi ostenta poi ottimismo sul ritorno a palazzo Chigi della coalizione e lancia più stoccate all’indirizzo dei grillini: “Ci apprestiamo a tornare al governo e vogliamo andare in Europa per riprendere in mano il progetto dei padri fondatori – prosegue il Cav -. Mi sono sentito ancora la responsabilità e il dovere, dopo 25 anni, di affrontare la battaglia di una campagna elettorale. Sarà na battaglia dura e difficile’’, ma ’’io ci sarò’’. ’’Questi che abbiamo in Parlamento sono degli scappati di casa…non hanno mai lavorato. Io mi domando quando penso a Di Maio, il leader di tutti questi, non ha mai studiato, non ha mai lavorato, non è sposato, non ha figli, ma quando deve prendere una decisione su quale esperienza fa riferimento? Sono molto, molto pericolosi perché non hanno esperienza e un’assoluta ignoranza e noi questo dobbiamo sottolineare in campagna elettorale”, avverte l’ex premier.

’L’Onda’ new entry, da de Magistris a Toti è arancio-mania

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L’arancione torna di moda in politica. Dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris al governatore ligure Giovanni Toti, alla new entry ’L’Onda’, promossa da una delle ’madamin’ torinesi pro-Tav. Tutti, anche se in momenti storici diversi, si ritrovano uniti dalla stessa nota cromatica. Come simbolo di rinnovamento politico e culturale. Come è capitato per il rosso comunista, l’azzurro berlusconiano, il verde leghista e il giallo grillino, l’arancio è diventato logo, brand partitico. E soprattutto, nell’era della politica 2.0, più che mai arma di propaganda e marketing elettorale, di forte impatto visivo anche sui social.

Tinta moderata, a metà tra il rosso e il giallo, l’arancione prende spunto dalla bandiera della rivoluzione Ucraina del 2004. Questa tonalità debutta in Italia alle amministrative del 2011 con l’elezione di Giuliano Pisapia e di De Magistris alla guida, rispettivamente, di Milano e Napoli. Questo colore viene poi adottato dall’azzurro Toti, attuale governatore della Liguria, per le sue liste e non è escluso che sarà rilanciato alle prossime europee.

Variante dell’arancio, i ’Salmoni’ di Benedetto Della Vedova, che con Marco Taradash guidò i Riformatori liberali. L’arancione è simbolo anche di lotte di piazza, come quella recente dei gilet arancioni, indossati da oltre tremila agricoltori ed olivicoltori pugliesi che hanno invaso Bari con i trattori per protestare contro il governo. E quella, appunto, dei pro tav torinesi riuniti nel comitato ’Sì Torino va avanti’.

Grillo torna in Rai, è polemica

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(Antonella Nesi) – “Cercasi coraggioso infiltrato che ci elenchi i prodotti pubblicizzati dalla #Rai durante il programma del fascista #Grillo, perché possano essere boicottati da tutti i #facciamorete. Grazie, sarà ricordato come un eroe”. O ancora: “Fateci conoscere le aziende che sponsorizzeranno il tributo a #Grillo le boicottero’ #facciamorete”. Così gli attivisti dell’opposizione social al governo, riuniti da mesi sotto l’hashtag #facciamorete, lanciano il boicottaggio del programma ’C’è Grillo’ su Rai2, previsto per lunedì il prima serata. Per la verità, come già spiegato ieri dalla Rai, il programma non prevede il ritorno live di Grillo ma solo un montaggio di pezzi dei suoi monologhi sui palcoscenici Rai o teatrali.

’C’è Grillo’ segue il ’C’è Celentano’ di una settimana fa e anticipa un ’C’è Benigni’ che andrà in onda prossimamente. Tutti messi insieme con la stessa formula. Mentre però la puntata sul Molleggiato andò in onda di sabato, quella di Grillo è stata spostata dal direttore di Rai2 Carlo Freccero a lunedì, quando andrà a fare concorrenza proprio all’Adrian di Adriano Celentano su Canale 5.

Ieri, già diversi esponenti politici aveva tuonato contro la decisione di Freccero di dedicare una puntata del nuovo format al fondatore del M5S: “Uno speciale-revival su #Grillo su @RaiDue ? Il servilismo malattia senile del comunismo”, aveva twittato il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia. “Il nuovo regime giallo-verde ha trovato il suo nuovo cantore da valorizzare sul servizio pubblico: è Beppe Grillo. Non è lai Rai, è una specie di Istituto Luce”, aveva detto il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.

Finché l’annuncio del deputato Pd Roberto Morassut di un’interrogazione al ministro Tria come principale azionista della Rai sul “contratto tra la Rai e Grillo” aveva provocato la risposta di Viale Mazzini: “Non si tratta di uno spettacolo di Grillo – precisava la nota della Rai – ma di una puntata che ripercorrerà oltre 40 anni della sua carriera di comico, attraverso filmati di repertorio. Non c’è nessun tipo di contratto né compenso per Grillo, né per gli altri protagonisti del nuovo format della Rai“.

Sulla vicenda interviene oggi anche il direttore di Rai2, Carlo Freccero: “Quella di #facciamorete è tutta pubblicità. Io riporto i personaggi storici della tv sullo schermo di Rai2, da Celentano a Grillo a Benigni e loro li vorrebbero censurare. Fate un po’ voi...” dice Freccero all’AdnKronos. “Io mi occupo di audience – sottolinea il direttore di Rai2 – e porto risultati. Altro che politica. In pochi hanno notato che lavorando per la Rai ho spostato il programma su Grillo al lunedì per controprogrammare Celentano,nonostante sia un grandissimo estimatore e direi debitore di Adriano, perché mi ha regalato una della più belle avventure televisive della mia carriera che è stata ’Rockpolitik’. Io devo far sopravvivere Rai2 anche di fronte alla programmazione dei mostri sacri della concorrenza. E non guardo in faccia a nessuno. Faccio il mio mestiere”.

E a proposito di mestiere e risultati aggiunge: “Invece di parlare di programmi di montaggio che ho messo campo per risparmiare soldi, come appunto ’C’è’, parliamo invece del nuovo programma di informazione ’Povera Patria’, che ieri ha ottenuto il 5,9%, cioè 3 punti in più del predecessore ’Night Tabloid’, realizzato con gli stessi conduttori”. “A tutti questi commentatori delle mie scelte vorrei chiedere come mai nessuno si scandalizza per l’assenza dalle tv di un vero approfondimento sul Venezuela. Ma niente paura, ve lo porterò io nella prima puntata dell’Ottavo Blog, il nuovo programma che si occuperà dell’informazione sul web, delle news invisibili e delle fake news, che partorirò nel mio ritiro durante il festival di Sanremo. Ad ogni modo, buon lavoro a tutti!”, conclude Freccero.

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27 Gennaio 2019