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BUONA LA PRIMA DI CAMPLONE – E’ PARI AL “PICCO” DI LA SPEZIA.

Inizia con un pareggio, (0-0), l’avventura di Camplone sulla panchina del Bari. Un punto importante perché, finalmente, dopo tre sconfitte consecutive, i biancorossi avanzano, sia pure lentamente, in classifica (36 p.) e riprendono il cammino interrotto, bruscamente, nel disastroso mese di dicembre. Un pareggio giusto conquistato al “Picco” (così intitolato, in omaggio ad Alberto Picco, alpino caduto eroicamente nel corso della I guerra mondiale e primo marcatore in senso assoluto del club ligure), su un campo difficile, contro una squadra forte e con giocatori di qualità. Un Bari convincente sotto l’aspetto dell’approccio alla gara e della manovra corale. Si è visto, anche se a tratti, il pressing alto e il gioco con azioni manovrate, limitando, allo stretto necessario, i lanci lunghi.

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Aggressiva e rapida, la squadra è piaciuta al neo mister del Bari, Andrea Camplone: “Sono abbastanza soddisfatto – ha dichiarato sulle reti Sky – per quanto visto in campo, soprattutto considerando i nove giorni, appena, di lavoro. Abbiamo fatto troppi errori in uscita. Ma ho visto giocate palla a terra e non lanci lunghi. Tuttavia, dobbiamo cambiare mentalità e abbiamo la qualità per farlo”.

Effettivamente il Bari è piaciuto, soprattutto nella prima frazione di gioco, dove non ha rischiato nulla e ha più volte impensierito, la squadra di casa, con giocate rapidi e con le conclusioni di Maniero (in un paio di circostanze), di Porcari e di Defendi, il cui tiro è deviato in angolo dal portiere Chichizola. In realtà, il Bari era anche andato in vantaggio con Boateng, ma la rete (sembrata regolare) è stata annullata dall’arbitro Di Paolo, di Avezzano.

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Una decisione a lungo contestata dai biancorossi e anche dal presidente del Bari, Gianluca Paparesta: “Il gol era regolarissimo – ha commentato a Radionorba. – Nessuno aveva chiesto la distanza e l’arbitro ha fischiato dopo parecchio tempo, ma è inutile recriminare. Dopo nove giorni si è visto già qualche cambiamento. Buona la fase difensiva. Ma applaudo ai nostri tifosi che, anche in questa trasferta così distante, ci hanno seguito in tanti”.

Nel secondo tempo, invece, i liguri sono entrati in campo più decisi e hanno giocando un calcio più concreto. Non a caso le prime vere occasioni per lo Spezia arrivano, dopo l’intervallo, con Pulzetti di testa e Krvzic, il cui tiro dalla distanza è deviato in corner da Guarna. Poi, sul finire del match, ancora gli ospiti vicino al gol con Sansone e Maniero (bravo Chichizola in entrambi i casi a respingere la sfera), ma il risultato non cambia.

Chi si aspettava stravolgimenti sarà rimasto deluso. Infatti, lo schieramento iniziale non presentava differenze, rispetto agli undici messi in campo dall’ex Nicola, sia nel modulo (4-3-3), che nei nomi. Ma, in un certo senso, lo avevamo anticipato. Così, Camplone, non potendo, in appena nove giorni, stravolgere una squadra che, in ogni caso, aveva conquistato ben 35 punti, ha optato per una formazione collaudata, mostrando tanto buon senso.

Certo, il tecnico abruzzese dovrà ancora lavorare parecchio per far assimilare alla squadra le proprie idee, ma sembra essere sulla strada giusta. In attesa di una manovra offensiva più fluida e rapida e di una maggiore continuità (che arriverà con il tempo), i ragazzi hanno dimostrato di seguire i dettami del nuovo tecnico. Ma il Bari deve tornare alla vittoria, quanto prima, se vuole cercare di avvicinarsi alla vetta. Buona la fase difensiva dei biancorossi, anche se lo Spezia ha confermato i propri limiti in fase offensiva dove, tra le mura amiche, ha realizzato appena 10 reti. Pochine per una società che, ad inizio stagione, era partita per raggiungere traguardi più ambiziosi.

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Data:

16 Gennaio 2016