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C’ ERA UNA VOLTA IL PRESEPE

Da diversi anni ormai, la celebrazione del Natale non vive quel clima di serenità e di trepida attesa che l’approssimarsi della festa riusciva a infondere nell’animo anni addietro quando l’Italia e l’Europa non erano ancora stati invasi da una massiccia immigrazione che ha dovuto in parte modificare usi e costumi dei nativi, ritenuti offensivi per i nuovi arrivati in quanto portatori questi ultimi, di tradizioni religiose diverse da quelle del paese ospitante. Oggi , più di ieri, l’aria natalizia che si respira un po’ ovunque è come viziata da un senso di nostalgico torpore che diventa desiderio struggente di ritornare a vivere le gioie antiche del Natale quando tutto sembrava preannunciare la nascita del ‘bambino divino ’ immersi nella gioia infantile dell’attesa.

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I suoni delle ‘pastorali ‘e i profumi intensi delle leccornie natalizie che si espandevano nell’aria serpeggiando lungo le botteghe dei centri storici, per le strade dei quartieri , nelle piazze semideserte o affollate , le stelle cometa luminose sui portali delle chiese, erano come presenze vive pronte a ricordarci che l’antico evento, quasi richiamato dalle nostre nenie , fosse già alle porte. A rendere ancor più suggestiva l’attesa, erano le novene natalizie che coloravano di gioia nuova gli animi immergendoti in quello stato di grazia appagante che la funzione religiosa riusciva a donarti .

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E poi, l’immancabile preparazione del presepe , con il quale ricostruire luoghi e ambienti: laghetti realizzati con pezzi di specchi tondeggianti, deserti, grotte, botteghe e casupole arroccate sulle montagne di carta , pastori e pecorelle, artigiani, finestrelle illuminate , cieli azzurri trapuntati di stelle .. . La contemplazione poi, del bambinello sulla paglia tra il bue e l’asinello e i volti di Maria e Giuseppe avvolti nella penombra di una fioca luce nella grotta , trasmettevano quelle dolci sensazioni di tenerezza … e tutto serviva a ricreare l’atmosfera e la magia dell’evento divino in terra . Quella ricostruzione fiabesca era sufficiente per dare calore e gioia intensa al cuore dei bambini e degli adulti. Tutto del Natale parlava di amore e di serenità . Nelle scuole l’allestimento dei presepi con gli insegnanti di artistica diveniva per alcuni giorni un laboratorio attivo dove gareggiare nel realizzare statuine con bottigliette rivestite o dipinte, casupole di cartone colorato e tutto quanto serviva per accogliere alunni e genitori nel giorno degli auguri con canti , recitazioni e poesie.

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Dopo circa venticinque anni di sporadiche polemiche sulla necessità di eliminare il presepe nelle scuole , oggi anche il Natale sembra aver perso quella magica atmosfera di un tempo. E’ come se qualcosa di quell’antico incanto si fosse incrinato e, scricchiolando lentamente stesse per rompersi definitivamente. A minare l’armonia di una consuetudine che per secoli si era ripetuta intatta come fosse ormai una parte di noi stessi, sono state le contestazioni di immigrati islamici , genitori esigenti che , ritenendo di non dover condividere alcun evento che fosse legato alla religione del paese ospitante, chiedevano con insistenza che ai loro figli fosse risparmiata la visione di un corpo morto su una croce o la rappresentazione della natività in quanto estranea alla loro cultura religiosa. E così le polemiche si sono ripetute di tanto in tanto ora in questa ora in quella scuola al punto che gli stessi insegnanti e presidi, in verità impreparati ad affrontare dibattiti interreligiosi, hanno trovato più semplice arrendersi e piegarsi alla volontà degli islamici piuttosto che indire assemblee ove discutere con i genitori immigrati, sulla importanza della conoscenza reciproca anche in questioni religiose.

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Il recente divieto di allestire un presepe nella scuola De Amicis di Bergamo da parte del Preside Luciano Mastrorocco ha sollevato ancora una volta un mare di polemiche e l’indignazione dei genitori italiani che hanno pesantemente contestato l’ordine del preside. Quali aberranti pericoli possa nascondere un presepe la cui intrinseca simbologia è chiaramente quella di ricordare agli uomini il miracolo continuo della nascita di un bimbo sulla terra, dovrebbe poterlo spiegare il preside stesso, il quale, nella sua evidente mediocrità, non sapendo come elevarsi al di sopra della ignoranza ,imperante nelle scuole italiane in materia di storia delle religioni, ha tirato in ballo la solita frase fatta: il multiculturalismo. Suona strano però, che, tra tutte le culture religiose nel nostro paese, con buddisti, induisti, ebrei, taoisti,confuciani e persino sufisti (quest’ultimo il ramo più spirituale ed emancipato dell’Islam),alla fine, si cerchi sempre di difendere una sola cultura: quella islamica. Tutte le altre vivono nell’ombra come se non esistessero.Questo avviene perché i genitori islamici sono controllati dagli Imam strizza cervelli, i quali, (non tutti ovviamente) dal ‘pulpito’ delle impenetrabili moschee, insegnano a non lasciarsi contaminare dalla cultura cristiana nelle scuole.

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‘Gli attacchi ‘dei cristiani infatti, sarebbero così pressanti che il loro ‘grido di dolore’ è stato raccolto anche dal paladino turco Erdogan il quale, sbeffeggiando la democrazia, alle Nazioni Unite nel 2011 ha difeso la causa islamica chiedendo che l’islamofobia fosse punita al pari di un crimine. ‘No comment ‘ovviamente ! Ma oggi , 15 dicembre 2014 finalmente ‘ Erdogan , leader da sempre corteggiato dagli europei, fa un altro passo falso che lo discredita agli occhi del Mondo . Proprio in un periodo prenatalizio , sempre in barba alla democrazia, ha imprigionato 27 giornalisti lanciando la sua offensiva alla stampa che osa sfidare il suo governo. Chissà se anche questa volta l’Europa fingerà di non vedere e non sentire e continuerà a caldeggiare l’ingresso della Turchia in Europa e a maltrattare la Russia di Putin che di energia potrebbe fornircene molto più che la Turchia!!!

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Questa parentesi, necessaria per comprendere quanto distanti siano ancora i due mondi ( Islam –cristianesimo) è anche prova evidente di come , all’interno della stessa Europa ,non si riescano ancora a superare le incomprensioni e i pregiudizi che permangono nelle rispettive culture religiose. La diffidenza e la mancanza di un dialogo sincero, infatti, costituiscono gli unici veri ostacoli alla integrazione , alla collaborazione e alla fratellanza in nome di un unico Dio. La consapevolezza di un tale divario potrebbe essere stimolo per avviare un coraggioso percorso di studi insieme. Se il Preside Mastrorocco, invece di vietare il presepe nel suo Istituto avesse organizzato un seminario formativo prenatalizio invitando alunni , studenti e genitori per discutere quali siano in verità gli obiettivi di un presepe affrontandolo da un punto di vista laico, più che di fede , sicuramente tutti i partecipanti sarebbero stati arricchiti da una nuova reciproca esperienza culturale. Se poi il preside bergamasco , come tanti altri presidi italiani e non, avesse tentato di ricercare la Verità al di fuori delle istituzioni religiose di stato e avesse letto , il libro di W. Williamson (pseudonimo di Scott –Elliot ): La legge Suprema : Storia delle Origini delle religioni e loro Unità fondamentale”o avesse letto della teosofa Helena Blavatski, avrebbe compreso quali e quante verità, cristiani, islamici, buddisti, induisti avessero in comune e, tramite lo strumento della conoscenza sarebbero fiorite amicizie, empatie, collaborazioni, integrazioni ….

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L’evento della Natività, anche se in modi diversi, ha , infatti,un comune denominatore tra cristiani, buddisti e induisti. Nel Buddismo e l’Induismo, la nascita dei rispettivi maestri spirituali: Buddha(600 A. C. ) e Krishna (3000 Avanti Cristo), annunciata da un angelo ,avviene tramite una madre vergine. Proprio dagli studi della teosofa russa Blavatski, molti eventi della vita di Buddha e di krishna si ritrovano in modo analogo in quella di Gesù. Krishna, di stirpe reale, nasce in una grotta riscaldato da un bue (simbolo dello Spirito) e l’asino (simbolo della materia). La madre di Krishna si chiamava Devaki , che significa Vergine Immacolata. La nascita di Buddha fu annunciata anche essa da un angelo. La madre , ancora in cinta di Buddha, si reca in visita alla cugina anch’ella in cinta di colui che diverrà il figlio prediletto: Ananda. Dunque ,se il concepimento ad opera dello Spirito Santo è vero per i maestri nati prima di Gesù, allora l’ipotesi più probabile è che eventi di così grande rilevanza spirituale, si presentino ciclicamente nella storia delle manifestazioni così come lo sono i corsi della storia enunciati dal Vico. Ecco! Questo è un esempio di come affrontare un dialogo interreligioso che non spaventi gli immigrati ma vengano coinvolti nella ricerca e nella comparazione delle rispettive conoscenze religiose. In conclusione, il Natale evento universalmente riconosciuto e festeggiato anche da molti popoli non cristiani per il fascino , lo stupore , il miracolo che sempre la nascita di ogni bambino nel suo incontro con la vita, simboleggia, è l’unico vero messaggio di amore e di pace che possa penetrare i cuori di ogni uomo buono e soprattutto di tutti i bambini contro il terrore della morte che, anche oggi come al tempo di Erode, uccide e fa stragi di piccoli innocenti . Tutti , popoli e nazioni dovrebbero inchinarsi di fronte al meraviglioso e misterioso evento della vita , quel prodigio immenso che non ha confini temporali e fisici ; quel prodigio che naviga negli spazi siderali e si ricongiunge all’uomo tramite la nascita di un bimbo .

Data:

24 Dicembre 2014