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Cacciatorpediniere Usa verso la Siria

Cacciatorpediniere Usa verso la Siria

cms_8912/Cacciatorpediniere_Usa_Afp.jpgSi alza la tensione intorno al conflitto siriano. Almeno un cacciatorpediniere Usa con missili guidati – rende noto il Wall Street Journal – sta navigando verso la costa della Siria, dopo che Donald Trump ha anticipato una risposta forte contro il regime di Bashar al Assad per l’attacco con armi chimiche di Douma.

Detto fatto, quindi. Trump aveva promesso una risposta “forte” all’attacco chimico di tre giorni fa a Douma, attribuito alle forze del regime. Ed eccola.

In un incontro nella notte italiana con i leader militari americani, il presidente ha ribadito: “Prenderemo una decisione stasera o comunque a breve. Non possiamo permettere che questo accada nel mondo, soprattutto quando siamo in grado, grazie alla potenza degli Stati Uniti, di fermare tutto questo”. “Siamo la più grande forza combattente nel mondo – ha rivendicato ancora Trump, rivolto ai militari -. Questi uomini e queste donne sono persone incredibili, dal talento incredibile. E stiamo prendendo decisioni a proposito di cosa fare con l’attacco orribile avvenuto nei pressi di Damasco. E risponderemo, risponderemo con la forza. Non dico quando, perché non mi piace parlare dei tempi”.

Trump ha annullato il suo viaggio in Perù e Colombia in programma in settimana. Rimarrà a Washington, rende noto la Casa Bianca, per “supervisionare la risposta americana alla Siria e per monitorare gli sviluppi nel mondo”. “Il presidente non parteciperà all’ottavo Summit delle Americhe a Lima, in Perù”, il 13 e il 14 aprile e non volerà a Bogotà, in Colombia, “come inizialmente programmato”, si legge nella nota diffusa dalla portavoce Sarah Sanders. Al summit andrà il vicepresidente Mike Pence.

La Francia annuncerà “nei prossimi giorni” quale sarà la sua riposta al presunto attacco chimico in Siria. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, durante la conferenza stampa con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman. Macron ha precisato che le eventuali misure non prenderanno di mira alleati di Damasco, ma colpiranno “le capacità chimiche” del regime di Bashar al Assad.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu voterà tre risoluzioni sulla Siria. Lo riferiscono fonti diplomatiche, spiegando che due risoluzioni sono state presentate da Mosca e una dagli Stati Uniti. Quella americana chiede la creazione di un nuovo meccanismo investigativo per chiarire la responsabilità degli attacchi chimici. I russi hanno presentato una risoluzione sullo stesso argomento e un’altra per chiedere che l’Organizzazione per il divieto di armi chimiche (OPCW) verifichi le accuse di un attacco chimico.

La Russia ha posto il veto alla risoluzione americana, presentata al consiglio di Sicurezza Onu per un meccanismo che chiarisca la responsabilità degli attacchi chimici in Siria.

Intanto è arrivata una seconda telefonata in due giorni con Emmanuel Macron. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti e il presidente francese hanno avuto un colloquio telefonico – dopo quello di domenica – “per continuare il loro coordinamento nella risposta all’atroce uso di armi chimiche da parte della Siria”. La Francia annuncerà “nei prossimi giorni”, ha detto Macron, quale sarà la sua riposta al presunto attacco chimico in Siria, precisando che le eventuali misure non prenderanno di mira alleati di Damasco, ma colpiranno “le capacità chimiche” del regime di Bashar al Assad. “In questa cornice – conclude – continueremo lo scambio di informazioni tecniche e strategiche con i nostri partner, specie i britannici e gli americani, e annunceremo la nostra decisione nei prossimi giorni”.

“Ho sbagliato”, il mea culpa di Zuckerberg

cms_8912/Zuckerberg_fb_congresso_afp.jpgHo sbagliato e “sono dispiaciuto”. Nell’audizione al Senato Usa, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg si assume le sue responsabilità per lo scandalo Cambridge Analytica.

“E’ chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti fossero usati anche per fare danno– ha detto Zuckerberg, parlando di Facebook- questo va dalle fake news, alle interferenze straniere nelle elezioni, le incitazioni all’odio, la privacy dei dati”. “Non abbiamo avuto una visione abbastanza ampia delle nostre responsabilità ed è stato un grande errore. E’ stato un mio errore e ne sono dispiaciuto – conclude -. Ho fondato Facebook, lo gestisco e sono responsabile di quanto vi accade”.

“Abbiamo chiesto a Cambridge Analytica di cancellare e smettere di usare i dati in loro possesso” ha detto il fondatore di Facebook, riconoscendo davanti al Senato americano di aver sbagliato a credere nelle rassicurazioni della società Cambridge Analytica. “Ci hanno detto che l’avevano fatto – spiega -. In retrospettiva credergli è stato chiaramente un errore, avremmo dovuto controllare”. “La mia principale priorità è sempre stata la nostra missione sociale di collegare le persone, costruire una comunità”, ha sottolineato Zuckerberg.

Nell’audizione al Senato Usa, ha detto che alcuni esponenti di Facebook sono stati interrogati dal procuratore speciale Robert Mueller che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Zuckerberg ha precisato di non essere stato personalmente interrogato da Mueller, ma che altri esponenti della sua società lo sono stati. “Il nostro lavoro con il procuratore speciale è confidenziale e voglio essere sicuro di non rivelare nulla di confidenziale”, ha concluso.

Hotel di lusso nello spazio: si prenota

cms_8912/orionspan_FB_screen.jpgDodici giorni che vi cambieranno la vita. Sedici albe in un giorno. L’esperienza della gravità zero e lo spettacolo delle aurore boreali. Tutto questo, comodamente sdraiati nel letto di un albergo di lusso. A molte stelle. Anzi, a tutte stelle: lo space hotel ’Aurora Station’.

Sviluppato dalla società americana Orion Span, il modulo spaziale potrà ospitare sei persone alla volta – di cui 2 membri d’equipaggio – e, secondo quanto annunciato, aprirà le sue porte (o meglio, i portelloni) nel 2022.

PRENOTAZIONI – Da ora è possibile prenotare il proprio posto tra le stelle: “La nostra lista d’attesa è aperta – si legge sul sito -. Man mano che si avvicinerà il lancio, contatteremo chi si è registrato con le potenziali date per il viaggio”.

PREZZO – Bastano 80mila dollari (a persona) per ottenere il diritto ad essere inserito nella lista di attesa. “Il deposito – si legge sul sito – è completamente rimborsabile” se si cambia idea (o se non si riesce a raggiungere tutta la somma richiesta per partecipare) e “rimane a garanzia fino a 6 mesi prima del lancio”.

ALL INCLUSIVE – Il prezzo totale, del resto, è stellare: circa 9,5 milioni di dollari. Ma, sottolinea la compagnia, “molto al di sotto di quello che altri hanno pagato per andare nello spazio”. Un prezzo, naturalmente, ’tutto compreso’. Prima della vacanza sono poi previste sessioni di allenamento e formazione per capire come si vive su una stazione spaziale.

BOOM – Ma intanto è già boom di posti riservati: “Siamo entusiasti di annunciare – si legge su Facebook – che abbiamo già ricevuto 4 mesi di prenotazioni ad appena 72 ore dall’annuncio” dell’apertura dell’Aurora Station. Final destination, lo spazio.

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11 Aprile 2018