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Cadaveri mutati in statue di pietra e cenere

Riecheggia in ogni parte del mondo la notizia di due imponenti eruzioni vulcaniche che si sono verificate nel Centroamerica quasi in contemporanea. Stiamo parlando di quella del Kilauea, nell’isola centrale delle Hawaii, e del Fuego, in Guatemala, che nelle ultime ore stanno destando grande preoccupazione.

La situazione più drammatica è sicuramente quella del Guatemala. Un’esplosione del Fuego – 3.763 metri di altezza, situato tra i dipartimenti di Escuintla, Chimaltenango e Sacatepequez – ha devastato interi paesi di una regione che conta un milione e 700.000 abitanti. Le vittime sarebbero 75, di cui solo 17 sono state identificate. La colata lavica ha raggiunto pericolosamente un raggio di 20 chilometri, con una nube alta 10.000 metri. Si temono altri dispersi e vittime. Il Conared, organo internazionale che si occupa di disastri ambientali, ha definito quella del Fuego come l’eruzione più pericolosa dal 1974. Jimmy Morales, presidente del Guatemala, si è recato nei luoghi più colpiti dal disastro e ha indetto tre giorni di lutto nazionale.

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Intanto, le Nazioni Unite hanno confermato la loro disponibilità a inviare aiuti nelle zone colpite, dato l’alto numero di persone costrette a lasciare le proprie case; sono infatti 3100 gli evacuati. Ma nelle prossime ore il numero delle vittime potrebbe aumentare. Intanto, i soccorritori stanno tentando di fare l’impossibile per salvare le persone intrappolate nei paesi situati nei pressi del vulcano, su cui aleggiano allarmanti pennacchi di fumo.

Secondo gli esperti di vulcanologia, la potenza devastante dell’eruzione del Fuego, con tanto di flussi piroclastici, ricorda molto quella di Pompei, con le vittime mutate in vere e proprie statue pietra. I flussi piroclastici sono infatti un mix di rocce incandescenti che scendono ad altissima velocità, anche 100km/h, lungo le pendici di un vulcano; proprio per questa loro rapidità risulta difficile mettersi in salvo. Va anche aggiunto che il Fuego era già attivo dal 2002 e il mese scorso c’erano già state delle esplosioni.

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I vulcanologi ritengono che le cause delle due eruzioni avvenute nel Centroamerica siano da ricercare in alcuni processi geologici, in cui sono coinvolte le placche continentali. Infatti, il processo di subduzione, ossia affondamento della placca di Cocos sotto quella caraibica, sarebbe responsabile della maggior parte delle attività vulcaniche dell’America Centrale. L’eruzione del Kilauea è caratterizzata da flussi di lava costanti perché i vulcani delle Hawaii sono molto più bassi, ma la loro attività ha un raggio d’azione più esteso. L’eruzione del Fuego invece si presenta molto più esplosiva e imprevedibile, in quanto lo sprofondamento di 100 km della placca di Cocos causa un maggiore assorbimento di lava da parte della camera magmatica, fino alla fuoriuscita di pericolosi flussi piroclastici. Ma, nonostante si possano trovare dei punti in comune in queste due eruzioni, le cause sono comunque specifiche e diverse per ogni singolo vulcano.

Eruzioni, terremoti e tsunami: il Centroamerica resta ad oggi il continente più colpito da queste calamità naturali, a causa della profonda instabilità geologica che lo attraversa, in una zona che ad ampio raggio comprende anche l’area del Pacifico, fino a raggiungere le Filippine e il Giappone.

Data:

7 Giugno 2018