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CANCELLATA LA COSTITUZIONE DI PINOCHET

Domenica i cittadini cileni hanno votato a favore della cancellazione dell’attuale Costituzione, risalente al 1980 e redatta durante la dittatura militare del generale Augusto Pinochet. Il referendum su cui si sono espressi i cileni chiedeva di decidere se scrivere e adottare una nuova Costituzione o mantenere quella attuale: il 78,12 per cento dei partecipanti al referendum ha detto sì alla prima opzione. La mobilitazione per il superamento della carta costituzionale di Pinochet, a lungo discussa in Cile, ha avuto un’accelerazione a seguito delle proteste che lo scorso anno avevano investito il governo di Sebastián Piñera, con il Presidente che si era ritrovato costretto a fare diverse concessioni alle richieste popolari, dopo aver tentato invano di reprimere le manifestazioni con la violenza. Proprio la Costituzione vigente era uno dei principali bersagli delle proteste, in quanto i manifestanti (che, visto il risultato referendario, sembra proprio che rappresentassero la grande maggioranza della popolazione) la ritenevano responsabile della cristallizzazione, se non del peggioramento, delle disuguaglianze e ingiustizie sociali che stanno tormentando il Cile.

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Dettaglio importante della nuova Costituzione è che essa sarà redatta da un’assemblea interamente elettiva che garantirà anche un certo numero di seggi alle popolazioni indigene, opzione anch’essa scelta dai cittadini cileni tramite un secondo foglio da compilare nell’ambito di questo Referendum. L’altra opzione, bocciata a larga maggioranza, era quella di un’assemblea “mista”, composta per la metà da membri eletti e per l’altra metà da parlamentari. Le proposte dovranno essere approvate in assemblea a maggioranza di due terzi. Dopo l’approvazione da parte dell’assemblea, la nuova Costituzione sarà sottoposta a ratifica popolare, per poi entrare in vigore in caso di approvazione.

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È davvero sorprendente che ci siano voluti trent’anni per seppellire definitivamente la Costituzione redatta da uno dei governi più disumani che si ricordino dai tempi del nazismo, ma è una notizia grandiosa che finalmente questo passo necessario sia stato compiuto. Il presidente cileno Sebastián Piñera ha dichiarato che “I cileni hanno espresso la loro volontà, scegliendo una Assemblea costituente che avrà piena uguaglianza tra uomini e donne per redigere una nuova Costituzione per il Cile”. “Ciascun voto”,ha continuato il Presidente, “ha avuto lo stesso valore. Hanno trionfato la cittadinanza e la democrazia, l’unità sulla divisione, la pace sulla violenza. Questo trionfo della democrazia ci deve riempire di gioia e speranza, perché abbiamo dimostrato che il dialogo è più fecondo dell’intolleranza”. Parole che sono la logica conseguenza della resa definitiva che mesi fa Piñera fu obbligato suo malgrado a concedere, di fronte alle proteste popolari dilaganti. Da allora, il Presidente tutt’ora in carica effettuò un rimpasto di quasi tutto l’esecutivo e cambiò radicalmente i toni, passando di fatto dall’autoritarismo al pacifismo. Fin dalla diffusione dei primi dati, migliaia di cileni si sono riversati nelle strade del centro di Santiago, e di molte altre città cilene per celebrare la vittoria. In un periodo buio come questo 2020 è stato ed è ancora, è bello sapere che ci sono popoli che continuano a scegliere la libertà, la pace e l’eguaglianza, senza farsi affascinare dall’odio e dalla violenza.

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26 Ottobre 2020