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CAOS BRASILE

Si aggiungono ulteriori eventi dopo le massicce proteste, sfociate poi nell’attacco ai palazzi del potere brasiliano dai sostenitori di Bolsonaro. Ultimo in ordine cronologico è quello dell’identificazione dei finanziatori dell’assalto che ha scaturito i mandati di arresto. A darne notizia, secondo il sito online del quotidiano Estadao, è stato il ministro della Giustizia brasiliano Flavio Dino. I nomi delle persone coinvolte non sono stati resi noti. Il ministro ha specificato che la responsabilità riguarda anche coloro che non erano presenti agli assalti: finanziatori e organizzatori. In tal senso già in 10 Stati del Paese la Polizia Federale ne avrebbe identificati alcuni. Proprio queste persone, colpevoli di aver sovvenzionato la rivolta, avrebbero finanziato il noleggio di autobus per portare gli estremisti nella capitale verde-oro. Per gli eventi di ieri finora sono stati accertati e certificati circa 1.500 arresti. Ovviamente sono ancora in corso indagini di ogni tipo con oltre 50 squadre al lavoro per raccogliere testimonianze.

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A certificare ancor di più il pugno di ferro che il governo Lula vuole apporre su questi avvenimenti, il dicastero della Giustizia ha fatto sapere di aver aperto un canale apposito per l’invio di denunce via mail da parte di chiunque voglia segnalare eventuali ipotesi di reato. Attraverso questo metodo sono già state recapitate più di 13.000 segnalazioni. Durante gli avvenimenti, Jair Bolsonaro era stato ricoverato all’Advent Health Celebration, in Florida. Arrivano comunque rassicurazioni sulla sua situazione direttamente dal suo chirurgo, Antonio Luiz Macedo, che ha spiegato all’agenzia Reuters che “Il quadro medico che presenta è una sub occlusione intestinale, e probabilmente non dovrebbe essere necessario un intervento chirurgico. Un trattamento clinico dovrebbe risolverlo, ha infine detto, “come quando è stato ricoverato a San Paolo. Per cui non è una situazione grave”.

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Mentre la giustizia prosegue nel suo intervento contro i manifestati, in molti sono scesi in piazza, nella giornata di ieri, per manifestare contro questo attacco alla democrazia. L’affluenza è stata altissima, con molte città e strade bloccate dalla grande mole di persone. Tanti i cori e canti a favore di Lula e della giustizia, e molti cartelli recitavano: ’Nessuna amnistia per i golpisti’ o prigione per Bolsonaro’. Si è mosso ovviamente anche il Presidente in carica Lula, che tra ieri e oggi ha parlato direttamente al telefono con l presidente americano Joe Biden, l’ex presidente Usa, Bill Clinton, con il premier del Portogallo, António Costa, e con il presidente cubano, Miguel Diáz-Canel.

Data:

10 Gennaio 2023