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CAOS DURANTE L’ENNESIMA MANIFESTAZIONE “BLACK LIVES MATTER”

Quanto registratosi ieri a New York è un evento che sopraggiunge all’improvviso, come spesso succede durante attentati e sparatorie: ad un certo punto qualcuno si fionda su una folla, mietendo vittime all’impazzata. In questo caso, al volante c’è una donna di 52 anni, con a fianco la figlia di 29, che si lancia a velocità folle su una moltitudine di persone, uccidendone sei. Tutto ciò mentre proprio lì, a Manhattan, sta infuriando l’ennesima protesta del movimento Black Lives Matter, mobilitato per richiedere l’osservanza dei diritti di tutti al di là del colore della pelle, ribadendo che una convivenza civile possa partire esclusivamente dal rispetto del prossimo.

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Chiaramente in America è ancora ben rilevante la problematica del razzismo: nonostante i miglioramenti degli ultimi decenni, sussiste una interferenza di sottofondo data dalla incapacità di accettare la diversità unita ad un egoismo di base tipico dell’autoattribuita onnipotenza umana. La lotta per i diritti di tutti esiste da sempre in America; a partire dai nativi americani, massacrati impunemente quasi fino all’ultimo, passando dagli americani, che hanno dovuto lottare per liberarsi dal predominio inglese, e finendo con gli africani, rubati alla propria terra, sfruttati e trattati in maniera più che incivile dal popolo americano. Insomma, siamo solo ad un punto della storia che necessita di una svolta più incisiva, che invece di soffocare i diritti dia spazio al genio e all’anima di ciascuno.

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George Floyd, afroamericano di 46 anni, muore asfissiato sotto il ginocchio di un poliziotto mentre continua a ripetere supplicante di non riuscire a respirare; così il movimento Black Lives Matter si ribella, insieme a molti americani stanchi delle sofferenze patite da chi, nei fatti, non le merita. George ha già pagato in carcere le sue precedenti responsabilità nel momento in cui viene fermato e, per di più, è disarmato. Semmai dovesse pagare ancora, non mostra neppure aggressività nei confronti dei poliziotti, bensì solo paura. È nero e, per quanto possa stare tranquillo, paga insieme ad altri il prezzo di “valere di meno” secondo i sostenitori del razzismo: George sa cosa succede spesso agli afroamericani fermati dalla polizia e probabilmente ha già vissuto questi momenti. Eppure prova terrore, qualche istante prima di morire soffocato.

Che poi, se madre natura fosse realmente razzista, avrebbe creato un mondo di egualità privo di diversità. Invece lei è più creativa dell’uomo e sa che non c’è razza che tenga di fronte alla bellezza della diversità che caratterizza l’umanità. Se solo l’uomo lo capisse…

Data:

13 Dicembre 2020