Traduci

Caos in Aula, patto non regge. Pd: legge elettorale è morta

cms_6447/boldrini_aula_montecitorio_fg.jpgLa legge elettoraletorna in Commissione alla Camera. E’ quanto ha deciso l’aula di Montecitorio alla fine di una giornata convulsa con non pochi colpi di scena.

IL TABELLONE – C’è stata bagarre in Aula alla Camera sulla legge elettorale quando, in mattinata, il tabellone elettronico situato in alto nell’emiciclo mostra per errore l’andamento della votazione a scrutinio segreto sull’emendamento Biancofiore che poi ha mandato momentaneamente in pezzi l’alleanza elettorale tra Fi-Pd-M5S-Lega.

Il ’problema tecnico’ dura pochi secondi ma quei pochi istanti (grazie alle lucine rosse del voto contrario, alle verdi di quello favorevole e bianche per l’astensione) bastano a far vedere come hanno votato i vari deputati. Pochi istanti per ’svelare’ voti favorevoli nei banchi del Pd e di Forza Italia.

Il ’giallo’ del tabellone manda in tilt l’Assemblea di Montecitorio e scatena un polverone di polemiche. Nel mirino anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, accusata da alcuni parlamentari di non aver avvisato per tempo che stava per scattare una votazione segreta.

cms_6447/caosa-camera.jpg

Alla vista del tabellone Boldrini si è scusata: ’’C’è stato un problema tecnico, avevo già detto che era un voto segreto, colleghi c’è stato un disguido”. Ma il clima ormai si è fatto incandescente.

RENZI– “O la legge elettorale si fa entro il 7 luglio o non si fa più”. Matteo Renzi lo aveva spiegato con chiarezza nei giorni scorsi e oggi, dopo il caos alla Camera e la fine del patto elettorale ’a 4’, al Nazareno il leader dem ha potuto ribadire le sue ragioni. Ma senza arrivare a conseguenze definitive. Renzi aveva già convocato la segreteria per oggi e la riunione è andata avanti tra ’stop and go’ di pari passo ai lavori di Montecitorio, in attesa che parlamentari come Lorenzo Guerini e Ettore Rosato (ma c’era anche Luigi Zanda) portassero notizie di prima mano dall’aula. Renzi, spiega oggi chi ha parlato con lui, ha le idee molto chiare sulle responsabilità del ’kaputt’ del tedesco: “Il Pd ha avuto un comportamento molto serio, ha fatto tutto il possibile. Sono i M5S che cambiano idea ogni giorno, non vogliono decidere”.

GRILLO– “Oggi la legge elettorale è stata affossata. Ma è una cosa meravigliosa: noi chiedevamo una legge elettorale per tutto il Paese ma è stata presentata una mozione, non vi dico chi ha detto ’non la vogliamo per tutta l’Italia, la vogliamo diversa per il Trentino e allora io ho detto: andiamo tutti in Trentino”. Così Beppe Grillo ad Asti per una iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco Massimo Cerutti.

ALFANO– “Il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio sappiano di potere contare, in questa fase così delicata, ancora una volta, su Alternativa Popolare come una forza politica seria, affidabile per le istituzioni e che ha a cuore l’interesse nazionale, a partire dalle grandi questioni di politica economica”. Lo dichiara Angelino Alfano, il presidente di Alternativa Popolare, al termine della riunione della segreteria politica, che si è svolta presso la sede di Ap.

BERLUSCONI – “Sta ora alle forze politiche dalle quali quell’accordo era nato, prima di tutto il Pd, continuare sulla sola strada che consente elezioni rapide con una legge elettorale adeguata” scrive Berlusconi in una nota. “Se il partito di Renzi non lo facesse, prendendo a pretesto un incidente d’aula, si assumerebbe una grave responsabilità. Mi auguro che il senso di responsabilità verso gli italiani prevalga anche nel M5S, che se davvero è interessato ad andare presto al voto, e non agisce solo strumentalmente, dovrebbe favorire la rapida approvazione di una legge ampiamente condivisa”.

FIANO – E su Twitter il deputato democratico e responsabile riforme e sicurezza segreteria nazionale Pd, Emanuele Fiano, scrive: “I Cinque stelle fanno fallire la legge elettorale. Per pochi secondi il voto è stato palese, loro hanno votato a favore questa è la prova”.

GUERINI – “Per noi non ci sono le condizioni per andare avanti, i 5 stelle hanno ucciso la legge elettorale ” ha detto il deputato Pd Lorenzo Guerini parlando con i cronisti alla Camera. In precedenza, al termine della seduta in aula, aveva detto: “Ora bisogna fare una valutazione, vanno verificate le condizioni minime per andare avanti”.

“Due terzi del gruppo M5S esultava nel momento del voto” dell’emendamento Biancofiore che poi ha mandato momentaneamente in pezzi l’alleanza elettorale tra Fi-Md-M5S-Lega, basti dire che si tratta “di un emendamento che lo stesso M5S aveva bocciato in commissione”, ha ricordato Guerini. “Se Fico vuole essere conseguente con quanto affermato in aula ritiri gli emendamenti M5S, sennò è complicato andare avanti”.

Equitalia kaput, come cambia la riscossione

cms_6447/equitalia_palazzo_FTG.jpgCon il decreto fiscale n.193/2016, successivamente convertito nella Legge 225/2016, e approvato insieme alla Legge di Bilancio nell’ottobre scorso, è stata prevista la soppressione diEquitalia. A partire dall’1 luglio 2017 tutti i rapporti giuridici pendenti, comprese le cause in corso, si trasferiranno al nuovo soggetto che ne prenderà il posto, ossia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Questo passaggio porterà in sostanza a una rottamazione delle cartelle inevase, aprendo una sorta di sanatoria su more e sanzioni in favore dei cittadini, che ora dovranno pagare il dovuto e non più gli interessi sullo stesso. Ma cosa cambierà in concreto per i contribuenti?

LA RISCOSSIONE NON SPARISCE– “Al fine di garantire la continuità e la funzionalità delle attività di riscossione – si legge nel primo articolo del decreto – il nuovo ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle societa’ del Gruppo Equitalia”. Tra le principali novità spicca il potenziamento delle modalità di riscossione del nuovo ente, che avrà più poteri rispetto a Equitalia. Il decreto legge consente infatti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di utilizzare banche dati e informazioni già in uso all’Agenzia delle Entrate “anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale”. Una procedura non consentita ad Equitalia.

PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE – “La ’nuova’ Equitalia made in Renzi avrà il potere di procedere al pignoramento dei conti correnti in modo diretto, prendendo i soldi direttamente dalle banche, senza dover richiedere l’apposita autorizzazione al giudice”. Qualche giorno fa il blog di Beppe Grillo denunciava così la facoltà della nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione di accedere alle banche dati. In realtà, ha precisato Equitalia in una nota, le norme sulle procedure per i pignoramenti esistono da 12 anni.Il pignoramento presso terzi, ha spiegato l’ente, è disciplinato da una norma del 2005, che prevede l’azione diretta da parte di Equitalia sui crediti del debitore detenuti da terzi “comprese le eventuali somme sul conto corrente”. La norma prevede “l’intervento dell’Autorità giudiziaria in via eventuale laddove il terzo pignorato o il contribuente stesso abbiano elementi validi per contestare l’azione dell’Agente della riscossione”. In particolare, Equitalia procede ad azioni esecutive “solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati(cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”.

CHE FINE FARANNO LE CARTELLE PENDENTI?
Le cartelle e i debiti pendenti con Equitalia, comprese le imposte erariali e locali – come Tasi, Imu, Tari o il bollo auto – non spariranno con la soppressione di Equitalia, ma verranno trasferite all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo significa che verrà a crearsi una situazione di continuità nei crediti, poiché il cambio di soggetto non cancella il debito. I cittadini che hanno ricevuto una cartella di pagamento o che hanno tuttora un piano di rateazione dovranno corrispondere quanto dovuto al nuovo ente.

I NUMERI – Con la rottamazione del meccanismo, il governo punta a incassare oltre 4,2 miliardi, mentre saranno 3,1 i milioni di contribuenti coinvolti con rateizzazione in corso.

CHE SUCCEDE AI DIPENDENTI DI EQUITALIA CON L’ACCORPAMENTO? – I dipendenti di Equitalia non corrono alcun rischio con l’accorpamento tra l’ente di riscossione e le Entrate che scatterà il primo luglio. “Il personale delle società del Gruppo Equitalia – si legge nel decreto – proveniente da altre amministrazioni pubbliche è ricollocato nella posizione economica e giuridica originariamente posseduta nell’amministrazione pubblica di provenienza la quale, prima di poter effettuare nuove assunzioni, procede al riassorbimento di detto personale, mediante l’utilizzo delle procedure di mobilità”.

Statali, spunta soluzione ’salva 80 euro’

cms_6447/lavoro_pc_Fg-kZ7E--1280x960@Web.jpgCon gli aumenti contrattuali in arrivo per gli statali ilbonus di 80 eurointrodotto dal governo Renzi potrebbe, per i dipendenti pubblici che ne beneficiano, azzerarsi o ridursi. Si corre quindi ai ripari per evitare questo effetto paradosso. Una soluzione potrebbe essere quella di prevedere una sorta di compensazione per la perdita del bonus. E’ l’ipotesi indicata nell’Atto di indirizzo sui rinnovi contrattuali che il ministero della Pubblica Amministrazione invierà all’Aran, l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva nazionale.

Nella bozza di 17 pagine si legge che in relazione “alle finalità cui destinare le risorse finanziarie destinate alla contrattazione e, segnatamente, agli incrementi contrattuali, le parti valuteranno l’ipotesi di riconoscere, ad una platea di beneficiari individuata sulla base dei trattamenti stipendiali in godimento, un elemento retributivo distinto dallo stipendio” anche con “finalità compensative” della “prevedibile diminuzione” del beneficio introdotto dal governo Renzi.

A usufruire del bonus sono i dipendenti che hanno un reddito complessivo dai 24 ai 26mila euro. Il beneficio di 80 euro per un totale annuo di 960 euro è infatti riconosciuto ai lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 24mila euro. Al superamento di questo limite il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di 26mila euro.

Autore:

Data:

9 Giugno 2017