Traduci

CASA MENOTTI: ALCUNE RIFLESSIONI SUL MONDO DEL MELODRAMMA OTTOCENTESCO

cms_31418/0.jpg“Io sono convinto che l’arte debba essere un atto d’amore e non soltanto del narcisismo. Con questo non voglio dire che l’artista debba accontentare il gusto del pubblico, per carità, ma dovrebbe almeno sforzarsi di esprimersi con la maggiore chiarezza possibile rivolgendosi, naturalmente, non ai bassi istinti dell’umanità ma a quello che c’è ancora di nobile nell’uomo. Dobbiamo convincerci che l’artista incompreso non è una necessità, che se si esprime con chiarezza, c’è ogni probabilità che le sue aspirazioni, le sue rivelazioni, vengano condivise da gran parte dell’umanità.”

(Maestro Giancarlo Menotti, fondatore del FESTIVAL DEI DUE MONDI)

Domenica mattina, 6 Agosto 2023. Si gode dell’aria fresca e pulita lasciata dagli ultimi temporali, di un sole caldo e di colori smaglianti, quei colori che il nostro splendido Paese, e che Spoleto in questo caso, possiede per dono di Dio.

Siamo a Casa Menotti, alla destra dell’incantevole Duomo. Chi ha concepito questa piazza sapeva che chiunque vi fosse giunto, sarebbe rimasto estasiato da quella visione, rinnovando ogni volta la stessa emozione.

cms_31418/1.jpeg

Nella piccola stanza che ospita il pianoforte ove normalmente si svolgono i concerti, quella stanza dalla famosa finestra da cui Menotti godeva della vista sul Duomo, attendono il pubblico due artisti di alto livello. Si tratta di Antonio Maria Pergolizzi (catanese) attualmente maestro sostituto al Teatro dell’Opera di Roma, dal variegato curriculum e dall’intensa attività internazionale come pianista, clavicembalista, organista e direttore. Lo affianca il soprano Valentina Varriale – napoletana – dal timbro di voce ricco e potente ma pulito e puro allo stesso tempo, vincitrice di numerosi ed importanti premi canori.

Inizia e si svolge il concerto: un bel concerto davvero, caratterizzato da interpretazioni di pregio, unite alla sapiente scelta dei brani, orecchiabili e per la maggior parte famosi.

Il programma, godibilissimo, è stato scelto sul tema della diffusione del melodramma, oltre il teatro, alla fine del 1800.

Il pubblico gradisce applaudendo con calore e chiedendo un irrinunciabile bis. Quello che ha dato particolare valenza alle esecuzioni di questa matineé (proprio in nome di quella chiarezza invocata dal fondatore del Festival e da me citata all’inizio) sono stati gli intermezzi orali esplicativi del maestro Pergolizzi.

cms_31418/2_1691473843.jpgQueste preziose puntualizzazioni, hanno reso gli astanti edotti e partecipi delle intenzioni dei compositori proposti, delle collocazioni storiche e filologiche dei brani, delle abitudini sociali dell’epoca. In più, sono state espresse precisazioni assai interessanti riguardo alla paternità di alcune canzoni, ancora controversa, alle strutture compositive di determinati brani. Pergolizzi ha citato inoltre, anche in musica, autori poco conosciuti, ma di indubbio valore, che stanno oggi riconquistando la fama che meritano.

Interessante, poi, apprendere che in un periodo come quello di allora in cui non esistevano le grandi vie di diffusione della musica, pur di usufruire del piacere del melodramma, si producevano trascrizioni di vari livelli tecnici e di diversa complessità, in modo che anche gli accompagnatori meno virtuosi potessero eseguirli nei salotti, mettendo a disposizione del pubblico o degli ospiti le romanze più amate e richieste.

La parte musicale del concerto ha previsto l’alternanza di arie a pezzi puramente pianistici (come alcune “variazioni” sui temi appena esposti con il canto, uscite dalla penna di sommi musicisti, come Beethoven). Ciò ha saputo creare quella ricchezza di modi e stili che hanno reso l’ascolto completamente fruibile e affatto noioso. Tra gli autori dei brani vocali proposti, nomi del calibro di Rossini, Bellini, Donizetti, Puccini e Verdi, per l’occasione in veste di compositori di arie da salotto.

cms_31418/3.jpg

Sono certa che il fondatore del favoloso Festival dei due mondi (ahimè attualmente in triste e rapido declino), il maestro Menotti – se presente – avrebbe condiviso il piacere di essere “insieme” a quegli artisti inarrivabili attraverso questo modo di renderli persone sedute tra noi, pur nella loro grandezza di immensi punti di riferimento per tutto il mondo e per tutti i tempi.

Ecco, Antonio Pergolizzi, è stato questa mattina quell’artista che, con chiarezza e semplicità, ha saputo rendere condivisibile le loro “aspirazioni e rivelazioni” a quella piccola parte di umanità presente.

Autore:

Data:

8 Agosto 2023