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CASO NAVALNY: È SCONTRO TRA BRUXELLES E MOSCA

Il risvolto della vicenda Navalny, com’ era stato possibile constatare sin dall’epoca del trasferimento dell’attivista russo dalla clinica di Minsk a Berlino, segna un deterioramento delle relazioni tra Bruxelles e Mosca, che probabilmente raggiungono il livello più basso della storia. Pronta la risoluzione adottata dal Consiglio Affari Esteri, sotto proposta dell’Alto rappresentante, Josep Borrell: i 27 ministri si sono espressi unanimemente a favore delle nuove sanzioni da comminare alla Russia per l’arresto e la detenzione di Alexei Navalny. Sanzioni che senza mezzi termini il Cremlino definisce come “illegali”: “Consideriamo categoricamente inaccettabili le costanti, palesemente illegali e assurde richieste di ’liberazione’ di un cittadino della federazione russa condannato per crimini economici da una corte russa sul territorio del nostro Paese nel rispetto della legge russa“, riporta una nota del Ministro degli Esteri russo. L’atteggiamento adottato da Mosca, volto alla difensiva e poco adito al dialogo, ha spinto l’UE a mettere in moto, per la prima volta dalla sua adozione nel dicembre 2020, il regime sanzionatorio globale contro le violazioni dei diritti umani, mirato a punire i responsabili e i complici, siano essi persone fisiche o giuridiche, imputati di coinvolgimento in qualsiasi misura in serie forme di abusi e violazioni dei diritti umani.

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Abbiamo ritenuto che la Russia si stia dirigendo verso uno Stato autoritario che si sta allontanando sempre di più dell’Europa. I ministri hanno interpretato in modo unanime le azioni e atteggiamenti di Mosca di non essere interessati a collaborare con l’Ue. Anzi, sembrano azioni di chi è interessato allo scontro e non al confronto. La strategia del Blocco si basa su tre pilastri: respingere (quando viola diritti), contenere (quando cerca di aumentare pressione su di noi con fake news e cyber attacchi) e impegnarsi su quelle questioni che rappresentano un evidente interesse per noi“, dichiara Borrel.

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Il regime sanzionatorio che si rivolge a violazioni quali crimini di genocidio, crimini contro l’umanità, tortura, schiavitù, uccisioni extragiudiziarie, arresti e detenzioni arbitrarie, si rifà agli obiettivi palesati dall’art.21 del Trattato dell’Ue, in riferimento alla Politica Estera e di Sicurezza Comune, prevedendo come possibili misure restrittive, il divieto di mobilità internazionale per i singoli e il congelamento dei fondi. Il responsabile della politica estera Ue, fa sapere che non sono ancora state definite specificamente le misure da applicare alla Russia, ma si provvederà alla comminazione delle stesse nel corso della settimana. Secondo alcune fonti diplomatiche, ad essere colpiti da tali limitazioni, sarebbero 4 persone direttamente coinvolte nell’arresto, la condanna e l’avvelenamento della principale voce di opposizione a Putin, sottolinea infatti Borrel, l’impossibilità di imputare oligarchi, contro cui non si saprebbe argomentare a sostegno dei provvedimenti intrapresi, davanti alla Corte.

Data:

23 Febbraio 2021