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Cassazione: “Sequestrare conti Lega”

Cassazione: “Sequestrare conti Lega”

cms_9612/cassazione_roma_FTG.jpgOvunque venga rinvenutaqualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – questa deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro. Questo quanto decretato dalla Corte di Cassazione – che ha accolto il ricorso del pm di Genova contro la Lega – nelle motivazioni della sentenza. Da ambienti della Lega, intanto, filtra come siano “in fase di perfezionamento e stesura decine di querele nei confronti di chi parla a sproposito di soldi rubati dalla Lega“.

Così come confermato da Matteo Salvini. “49 milioni non ci sono. Posso fare una colletta. E’ un processo politico su fatti di più dieci anni fa su soldi che non ho mai visto. Posso portare i soldi datici dai pensionati a Pontida per comprare magliette, cappellini e patatine fritte – dice il vicepremier a ’In Onda’ su La7 – Si sta cercando di metterci fuori legge, unico caso in Europa – sottolinea – con processo e sentenza politica. Ma io chi dice che abbiamo rubato soldi lo querelo…“.

“Forse l’efficacia dell’azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così” commenta Giulio Centemero, deputato della Lega e amministratore del partito. “Consci della totale trasparenza e onestà con cui abbiamo gestito il movimento – continua – con bilanci da anni certificati da società esterne, e non avendo conti segreti all’estero ma solo poche lire in cassa visti i sequestri già effettuati, sarà nostra premura portare in monetine da 10 centesimi al tribunale di Genova tutto quello che abbiamo raccolto come offerte da pensionati, studenti e operai durante il raduno di Pontida”. Centemero esprime inoltre lo stupore “di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla Cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali”.

Di Maio: “Colpo mortale al precariato”

cms_9612/DiMaio_Conte_confStampa_Fg.jpgIl decreto Dignità “dà un colpo mortale al precariato, licenziando il Jobs act“, restituisce “diritti” e combatte la “precarietà, la burocrazia, l’azzardo e la delocalizzazione”. Luigi Di Maio lo scandisce in conferenza stampa a Palazzo Chigi illustrando il decreto Dignità.

La precarietà, sottolinea il ministro del Lavoro, “è una piaga che sta danneggiando le famiglie e la nascita di nuove. Contrastarla è un modo per permettere la crescita demografica, combatterla vuol dire consentire ai giovani di farsi una famiglia, vuol dire meno stress e depressione, in un Paese dove abbiamo tra i più alti usi di antidepressivi” e la “precarietà incide tantissimo”.

Di Maio entra nel merito del provvedimento. “Vita breve per i contratti a termine: si passa dalla durata di 36 mesi a 12 mesi senza causale” spiega il vicepremier. Le nuove norme illustrate dal ministro prevedono inoltre che in caso di licenziamento ingiusto il lavoratore può chiedere un indennizzo fino a 36 mensilità.

Tra le misure fiscali ci sono la tregua sullo spesometro, ultimo adempimento a febbraio e poi scompare; disattivazione del redditometro e abolizione dello split payment per le partite Iva.

Il governo giallo verde è stato “prima accusato di essere di destra, poi di sinistra” ma “qui non si tratta di essere di sinistra o di destra, ma di dare voce alle persone ignorate finora, e noi continueremo a farlo sempre più uniti e compatti, come in questo primo mese” rimarca Di Maio rivendicando come sia “cambiato l’atteggiamento nei confronti del nostro Paese”.

Il vicepremier parla anche del tavolo di ItaliaonLine che “sembrava compromesso. Si paventava la possibilità di un licenziamento collettivo di 400 persone, un’azione che giustamente aveva allertato i cittadini torinesi e non solo. Ieri è stato raggiunto un accordo che restituisce la dignità sia ai lavoratori, sia all’azienda”.

Il premier Giuseppe Conte apre la conferenza stampa a Palazzo Chigi dicendosi “lieto, da presidente e responsabile di questo governo, che il primo decreto che caratterizza il nostro indirizzo politico sia intitolato al recupero della dignità”. Il provvedimento varato, evidenzia, “contrasta la dimensione precaria del lavoro”, perché la precarietà dei lavoratori “non può protrarsi nel tempo”.

Adotteremo misure per incentivare le attività imprenditoriali. Vogliamo una sana alleanza con il mondo del lavoro e imprenditoriale” assicura poi il presidente del Consiglio.

In merito alla bocciatura del decreto Dignità da parte di Confindustria, Conte spiega che “questo governo non è in contrasto col mondo imprenditoriale, anzi adotteremo anche misure per favorire la crescita economica, vogliamo una sana alleanza col mondo del lavoro e imprenditoriale ma vogliamo contrastare le iniziative ingiustificate” come chi se ne va dopo aver beneficiato degli aiuti pubblici.

Rispondendo quindi a una domanda sui conti pubblici e sulle affermazioni del ministro Tria, il premier rimarca che “non è il ministro dell’Economia che ha premura di tenere i conti in ordine, tutti i ministri hanno premura di tenere i conti in ordine“.

Conte fa il punto, più in generale, sui provvedimenti varati in Cdm e parla anche della questione migratoria. “Il tema immigrazione è sotto la nostra costante attenzione”, sottolinea. Il decreto approvato nella riunione di governo ieri sera prevede il trasferimento di “dieci motovedette e due unità navali destinate a rafforzare il pattugliamento” delle coste libiche.

Tria: “Nessuna manovra correttiva”

cms_9612/tria_FTG.jpg“Non è intenzione del governo adottare misure correttive in corso d’anno”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, esponendo davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato a Montecitorio le linee programmatiche del Mef. “Il primo obiettivo qualificante è il perseguimento prioritario della crescita economica in un quadro di crescita e inclusione all’interno di una politica di bilancio, come più volte detto, per la riduzione del rapporto debito-pil” e l’attuazione “delle riforme” ha aggiunto.

“Valutiamo ancora possibile chiudere il 2018 con un indebitamento intorno al livello programmato e confermato nel Def” dell’1,6%. “Siamo fiduciosi” ha detto il ministro dell’Economia. “I dati a consuntivo 2018 mostreranno un percorso in linea con questo obiettivo”, ha proseguito, riferendo che dalla “prima interlocuzione con la Commissione europea mi sembra anch’essa orientata ad aspettare dati a consuntivo anche per l’incertezza sull’output gap”. Inoltre, “è nostra intenzione non adottare misure che possano peggiorare i saldi 2018”.

PAREGGIO BILANCIO – Rispondendo a una domanda sul pareggio di bilancio, Tria ha spiegato che “gli obiettivi di medio termine dovranno un po’ slittare, perché dobbiamo portare a termine il contratto di governo e perché non è il momento di fare manovre troppo ’pesanti’ e restrittive” visto il previsto “rallentamento della crescita”.

PRESSIONE FISCALE – Il ministro dell’Economia ha affrontato inoltre la questione della pressione fiscale, spiegando che “una progressiva riduzione della pressione fiscale” è “parte essenziale delle politiche pro-crescita e in linea con le raccomandazioni della Commissione europea e le indicazioni di organizzazioni com l’Ocse”. “L’impegno – ha ribadito – è ridurre progressivamente la pressione fiscale”. Quindi il titolare di via XX Settembre ha aggiunto: “Non peggioreremo il saldo strutturale stiamo stimando a quanto sarà l’aggiustamento strutturale e questo non comporterà un peggioramento del saldo”.

Tria si è poi augurato di “aprire un positivo dialogo con il Parlamento in vista della sessione di bilancio”, annunciando tre task force sui temi-chiave della politica economica del governo: “fisco, welfare e investimenti pubblici”. Quindi ha scandito: “Atti di governo che mettano in dubbio la tenuta dei conti fino a prova contraria non ce ne sono stati“.

FLAT TAX – Capitolo flat tax, Tria ha sottolineato che “non si rinvia”. La questione “non è se farla ma come farla” valutando “un cronoprogramma per un’applicazione progressiva” della cosiddetta tassa ’piatta’. Il ministro dell’Economia ha poi aggiunto che bisogna “programmare una flat tax che man mano si allinei agli obiettivi di legislatura”. Una semplificazione fiscale, la flat tax, nella quale, ha aggiunto, verrà data priorità “a ceti medio e bassi”.

DEFICIT – Sul fronte del deficit, il ministro ha detto di aver “avviato un dialogo con la Commissione europea nell’intento di fissare un obiettivo di deficit più coerente con l’obiettivo del governo di favorire crescita e occupazione”, e ha definito l’obiettivo di deficit 2019 indicato nel def troppo “drastico”. Il governo, ha aggiunto Tria “si applicherà per ottenere dalle autorità europee e da questo Parlamento lo spazio necessario per attuare i punti del governo”. Secondo il titolare di via XX Settembre “la riduzione del debito pubblico” e la garanzia che non ci sarà nessuna “inversione di tendenza dal percorso di aggiustamento strutturale” sono necessari “per mantenere e rafforzare la fiducia degli investitori nell’economia italiana”.

“Non mi piace concentrarmi sulla critica dei precedenti governi – ha osservato Tria – ma se c’è stato un crollo degli investimenti pubblici le cause possono essere varie, ma certamente non è un fatto di natura, come non è un fatto di natura la degenerazione della spesa corrente e questo ha già posto problemi nella mia capacità contrattuale in Europa”. “Quando si chiede per anni flessibilità per investimenti pubblici e poi si fa il contrario – ha rimarcato ancora – è chiaro che bisogna dimostrare una svolta per avere maggiore capacità contrattuale”.

QE – Quanto al Quantitative easing, Tria ha osservato che per l’Italia in arrivo dal Qe “non è stato usato per il debito ma è andato a coprire ulteriore spesa corrente”. Infine, il ministro ha assicurato che “non ci saranno patrimoniali“.

Salvini: “Boeri fenomeno, c’è tanto da cambiare”

cms_9612/salvini_microfoni_fg.jpgSalvini contro Boeri. “L’immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta – dice il ministro dell’Interno in un video, postato su Facebook durante la visita a un’azienda confiscata alla mafia -. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste ’risorse’ che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps (ci sarà tanto da cambiare in questi apparati…), che dice che senza immigrati è un disastro”.

In merito il ministro del Lavoro Di Maio ha detto: “Io non ho letto la dichiarazione, mi riservo di leggere e poi di rispondere”. “Non so se Salvini ha attaccato Boeri o se è Boeri che ha attaccato Salvini”, ha invece affermato il sottosegretario alla presidenza Consiglio Giancarlo Giorgetti.

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4 Luglio 2018