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CASTELBUONO – Sicilia meravigliosa

Situato alle pendici del Colle Milocca Vallata delle Madonie, Castelbuono è un comune della provincia di Palermo a 423 metri di altitudine nel Parco delle Madonie punto d’interesse per chi ama la natura ma che offre anche l’occasione di visitare Borghi bellissimi all’interno di esso.

Il territorio di Castelbuono Infatti è circondato da numerosi boschi di querce, ciliegio, castagno e Frassino.

Il paesaggio offre ai visitatori uno spettacolo naturale che infonde quella serenità che aiuta a vedere tutto con la calma necessaria. Il Borgo è noto agli intenditori per il “Funghi Fest”, che si svolge quasi ogni anno nel mese di ottobre ma offre anche in ogni periodo dell’anno un percorso di arte e storia.

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Fu fondato agli inizi del 1300 da i Ventimiglia Signori della Contea di Geraci

Che decisero di costruire un Castello sul Poggio dominante l’antico casale di Ypsigro.

La parola, di origine bizantina, significa “luogo fresco” ed è proprio qui che Francesco I di Ventimiglia decide di costruire il Castello del quale non è semplice identificarne l’originaria architettura che ha caratteristiche arabo-normanno-sveve.

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Nel corso dei secoli subì diversi rimaneggiamenti e tra il 1818 e il 1820 un terremoto ne danneggiò tutta la parte superiore. Nel 1920 fu acquistato dal comune di Castelbuono con l’aiuto dei castelbuonesi e restaurato. Il Castello oggi si presenta su tre piani ed è costituito da un corpo centrale e quattro torri. All’interno si trovano la bellissima Cappella Palatina e il Museo Civico. La cappella di epoca barocca voluta dai Ventimiglia è ornata da angeli e allegorie in stucco sul fondo d’oro che donano alla cappella un effetto tridimensionale e nell’altare è custodita l’urna d’argento con la reliquia di parte del teschio di Sant’Anna patrona del paese.

Il castello ospita anche il museo civico dove si possono ammirare reperti archeologici, arte sacra e contemporanea.

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Dal castello si può godere di una stupenda veduta del Borgo e attraversando l’arco adiacente al cortile del Poggio San Pietro si entra nel corso principale lungo il quale possiamo ammirare negozi di pregevoli ceramiche artistiche , tessuti e altro.

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Arrivati nella piazza Margherita ecco la Matrice Vecchia dedicata a Maria Santissima Assunta che fu costruita nel sec. XIV dalle rovine di un tempio pagano dedicato al dio sole.

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Consacrata nel 1494 , presenta una varietà di stili architettonici e pittorico-decorativi molto interessanti e armonici tra loro. Di gusto tardo romanico, fu costruita a tre navate, la quarta, fu aggiunta nel XV sec.

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Il Polittico sull’altare maggiore dedicato all’incoronazione di Maria Vergine, è attribuito a Pietro Ruzzolone o ad Antonello de Saliba nipote di Antonello da Messina.

cms_30460/8.jpgSottostante l’altare maggiore vi è la Cripta cinquecentesca con affreschi medievali e rinascimentali che riproducono la passione, morte e resurrezione di Gesù. Ben conservati si rimane estasiati di fronte all’ultima cena e non solo.

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Il porticato esterno aggiunto nel sec. XVI ripara i frammenti rimasti dell’Assunzione della Vergine sec. XVII.

Il porticato offre anche ospitalità a simpatici workshop di ricamo intrapresi da non più giovani turisti americani che si cimentano con ammirevole impegno ad imparare l’arte del ricamo.

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Ecco che così le capacità artigianali degli abitanti sono ancora un tesoro prezioso per il sostentamento del Borgo e allo stesso tempo diventano tutorial a cielo aperto e occasione di aggregazione. Sensibili alle tematiche ecologiche e a causa degli spazi ristretti del paese, tra salite e discese, gli Asinelli aiutano gli abitanti per la raccolta dei rifiuti urbani mantenendo ordinati i caratteristici vicoli che si affacciano sul paesaggio boschivo. Una sosta nelle ottime pasticcerie del luogo è inevitabile e in quella più famosa l’attenzione cade sulla Manna biblico dolcificante naturale, un dono di Dio che i contadini delle Madonie hanno imparato ad estrarre dagli alberi di Frassino sulle montagne tra Castelbuono e Pollina. Da luglio a settembre infatti con la tecnica delle “ntacche” (incisioni della corteccia) e del filo, i “Mannaluori” estraggono la linfa dall’albero. Le prelibate cannette raccolte saranno poi utilizzate come dolcificante, ma le proprietà della manna sono apprezzate anche in campo medico e cosmetologico.

Più avanti le teche di formaggi tipici attirano i turisti che assaggiano volentieri deliziosi formaggi freschi o stagionati e anche l’aroma del salame tipico invogliano il visitatore ad ’approfondire’.

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La cucina Madonita è indubbiamente basata su piatti a base di funghi e carne locale genuina da gustare nei Graziosi ristorantini che si incontrano strada facendo.

Il dolce tradizionale è la Testa di Turco un dolce arabo realizzato con crema di latte, zucchero, sfoglia fritta e una spolverata di cannella e cioccolato.

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La leggenda narra che fu creato per festeggiare la cacciata degli arabi da parte dei Normanni. È un dolce delicato e molto profumato si accompagna con Marsala secco o liquore di fico d’India. Qui storia arte e Natura si fondono lasciando appagati anche i visitatori più esigenti e invitano a cogliere la vera essenza dei luoghi.

(foto personali dell’autore)

Data:

12 Maggio 2023