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Catalogna, le condizioni di Madrid: stop al 155 solo in un caso

cms_7492/catalogna_bandiera6_fg.jpgIl governo spagnolo è pronto a frenare l’attivazione dell’articolo 155 se Carles Puigdemont convocherà elezioni anticipate in Catalogna. E’ quanto fanno sapere fonti governative di Madrid, citate da ’El Pais’, alla vigilia dell’ultimatum imposto al presidente della Generalitat catalana.

Entro domani alle 10, Puigdemont dovrà chiarire se ha proclamato o meno l’indipendenza e ripristinare la legalità. Il leader catalano ha già lasciato passare la prima scadenza di lunedì, limitandosi ad un appello al dialogo che non ha chiarito se l’indipendenza è stata proclamata o meno.

LA SCADENZA – Domani scade il tempo concesso per ripristinare la legalità. Secondo le fonti del governo, Madrid potrebbe considerare la convocazione di elezioni anticipate come una sorta di ripristino della legalità, sempre che non venga proclamata l’indipendenza.

ARTICOLO 155 – Il capo dell’esecutivo spagnolo Mariano Rajoy è già pronto a convocare il Consiglio dei ministri appena arriverà la risposta di Puigdemont. Tuttavia, ricorda ’El Pais’, l’articolo 155 che permetterà a Madrid di commissariare il governo autonomo non partirà immediatamente. Serve un voto del Senato e potrebbero passare alcuni giorni, a seconda della velocità che Rajoy vuole imprimere al processo. E nel frattempo Puigdemont potrebbe convocare elezioni anticipate, tanto più che vi sono tensioni interne al fronte separatista.

Brexit, troppi emendamenti e la legge slitta

cms_7492/brexit_bandiere.jpgLa legislazione chiave per la Brexit , lo ’European Union withdrawal bill’, è stata rimessa nel cassetto in attesa che il clima parlamentare si faccia più favorevole per il governo di Theresa May. Il rinvio di un mese per la discussione parlamentare, prevista inizialmente per questa settimana, è stato deciso dopo la valanga di emendamenti, presentati anche da esponenti dei Tories. Il rischio, per la premier, è di una clamorosa sconfitta parlamentare, a conferma del clima incandescente all’interno del Partito conservatore.

La legge, presentata dopo l’avvio ufficiale della Brexit, è fondamentale ai fini dell’uscita del Regno Unito dalla Ue, perché serve ad abrogare la legge del 1972 con la quale la Gran Bretagna fece il suo ingresso nell’allora Comunità europea.

Per il Labour, si legge sulla stampa britannica, si tratta dell’ennesima dimostrazione delle difficoltà del governo, conseguenza dello stallo nel quale versa il negoziato tra Londra e Bruxelles. “E’ l’ennesima prova che la strategia per la Brexit del governo è in una fase di paralisi”, ha detto il portavoce laburista, Keir Starmer.

Nigeria, liberato don Maurizio

cms_7492/pallu_fi.jpgNella notte l’unità di crisi della Farnesina “mi ha comunicato la liberazione di don Maurizio Pallù“. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Angelino Alfano, ospite di ’Circo Massimo’ su Radio Capital, aggiungendo che il sacerdote rapito in Nigeria “sta bene”. Il religioso è atteso domani a Firenze.

Don Pallù era stato rapito giovedì scorso nel sud del Paese africano: il sequestro è stato opera di un gruppo di criminali locali che lo aveva derubato e portato via mentre si trovava in macchina assieme ad altre persone. Tra i sequestrati, riporta ’Radio Vaticana’, non c’era solo il sacerdote – come reso noto in un primo momento – ma anche alcuni nigeriani.

LA PARROCCHIA – “Don Maurizio libero!! Benediciamo il Signore. Grazie per le preghiere”. Con queste parole, pubblicate sul proprio profilo Facebook, la parrocchia di San Bartolomeo in Tuto, a Scandicci, ha accolto la notizia della liberazione di don Maurizio Pallù che aveva iniziato il suo percorso nel Cammino neocatecumenale proprio nella parrocchia in provincia di Firenze, dove torna spesso per incontrare i parrocchiani.

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18 Ottobre 2017