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Catalogna, ultimatum Rajoy: “5 giorni per chiarire su indipendenza”

cms_7432/Rajoy_parlamento_Afp.jpgIl premier spagnolo Mariano Rajoy ha dato al leader indipendentista catalano Carles Puigdemont un ultimatum di cinque giorni per “confermare o meno se ieri ha dichiarato l’indipendenza”. E’ quanto compare nella richiesta del governo che attiva l’Articolo 155 della Costituzione spagnola e della quale riferisce il sito del quotidiano La Vanguardia.

L’ARTICOLO 155 DELLA COSTITUZIONE – Il testo dell’articolo 155 della Costituzione precisa che “se una comunità autonoma non rispetta gli obblighi imposti dalla Costituzione o altre leggi o agisce in modo da attentare gravemente agli interessi della Spagna”, il governo di Madrid, “previa una richiesta al presidente della Comunità autonoma, e in caso non sia ascoltato”, possa “con l’approvazione della maggioranza del Senato, adottare i mezzi necessari per obbligarla al compimento forzoso di questi obblighi o per la protezione dell’interesse generale”. L’articolo 155 aggiunge, senza altri dettagli, che, a questo fine, il governo può “dare istruzioni a tutte le autorità delle comunità autonome”.

Minacciato nel 1989 contro il governo autonomo delle Canarie per una questione fiscale, l’articolo 155 non è finora mai stato applicato in Spagna.

DISCORSO RAJOY – I leader catalani “hanno portato avanti un attacco assolutamente sleale e pericoloso” all’unità spagnola e alla “convivenza pacifica tra i cittadini” ha detto oggi il premier intervenendo al Parlamento spagnolo per riferire sugli ultimi sviluppi della crisi in Catalogna.

Di fronte a questo attacco alla nostra convivenza la risposta dello Stato è stata proporzionata” ha detto Rajoy, aggiungendo che il referendum del primo ottobre “non è stato un’azione innocente o democratica”, ma era parte “di una strategia politica per imporre l’indipendenza”. Rajoy ha parlato di piano “antidemocratico” fin dalla sua origine.

“Da parte mia sono sempre stato aperto al dialogo – ha scandito nel suo intervento al Parlamento – Ho avuto colloqui con i dirigenti della Generalitat e ho sempre mostrato la volontà di comprendere”.

Per il premier spagnolo, in Catalogna “è urgente ripristinare la legalità il prima possibile, per evitare un ulteriore deterioramento economico e tensioni sociali”.

“Non c’è mediazione possibile fra un governo democratico e l’illegalità – ha sottolineato – Non si può negoziare sulla sovranità dell’insieme della Spagna e l’indivisibilità della Spagna”.

Ed ha lanciato un appello all’unità: “La Spagna vuole che la Catalogna, con la sua cultura, la sua lingua e il suo stile di vita rimanga parte di sé stessa”. “Abbiamo saputo fare della nostra diversità una forza”, ha detto il premier, “vogliamo una Spagna integrata e serena”.

UNIONISTI TORNANO IN PIAZZA – Gli unionisti tornano domani in piazza a Barcellona. La manifestazione è stata convocata da Societat Civil Catalana, principale organizzazione anti secessionista della società civile catalana, all’insegna dello slogan “Catalogna sì, Spagna anche”.

Domani è festa nazionale in Spagna per El dia de la Hispanidad che celebra la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Societat Civil, sottolinea il quotidiano El Periodico, ha avvisato che non accetterà “nessuna simbologia o entità che non difenda i valori democratici” fra i partecipanti alla marcia.

Jet americani in volo su Corea

cms_7432/bombardiere_b52_xin.jpgDue bombardieri strategici americani B-1B Lancers, decollati dalla base del Pacifico dell’Isola di Guam, hanno sorvolato la Penisola coreana in una dimostrazione di forza diretta a Pyongyang mentre aerei militari giapponesi e sudcoreani erano impegnati, in corrispondenza del Mar del Giappone, in una esercitazione notturna.

Nel frattempo, il sottomarino nucleare americano di classe Los Angeles “USS Tucson” è arrivato nel porto sudcoreano Jinhae sabato scorso, ha reso noto il comando del Pacifico Usa. Una fonte militare sudcoreana ha poi anticipato l’arrivo di un secondo sottomarino nucleare americano, il sottomarino di classe Ohio “USS Michigan” al porto di Busan, questo fine settimana.

Kim piazza l’ex fidanzata nella stanza dei bottoni

cms_7432/Kim_Nordcorea9_Afp.jpgDopo la sorella, l’ex fidanzata popstar. Il leader nordcoreano Kim Jong-un, riferisce il ’DailyMail’, ha promosso la sua ex affidandole un ruolo all’interno del potente cerchio interno del suo governo. Hyon Song-wol, ex leader delle Moranbong, un gruppo pop tutto al femminile, è stata nominata sabato nel Comitato centrale del Partito dei lavoratori. L’obiettivo di Kim è quello di mettere in posti di potere un certo numero di suoi stretti collaboratori.

Quattro anni fa si era diffusa la notizia, poi rivelatasi falsa, secondo la quale il leader nordcoreano aveva fatto fucilare la cantante insieme ad altre 11 persone con l’accusa di pornografia. Un anno dopo però le voci dell’esecuzione, scrive il ’Mirror’, erano state smentite e la cantante era apparsa sulla televisione nazionale. Durante il breve cammeo, Hyon Song-wol aveva elogiato Kim Jong-un per il suo lavoro nel settore delle arti.

La cantante e il dittatore si sono conosciuti circa 13 anni fa, prima che entrambi si sposassero, ma il leader nordcoreano, riferisce sempre il ’Mirron’, è stato costretto dal padre Kim Jong-il a porre fine alla relazione.

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11 Ottobre 2017