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CAUSA PRIMA DI DISGREGAZIONE EUROPEA

Renzi dice “Basta” all’immigrazione di genti disperate che da ogni parte dell’Africa a migliaia si avventurano pericolosamente verso l’Europa attraversando, tra mille difficoltà, strade e deserti non privi di tranelli e di imboscate da parte di aguzzini che tentano di derubarli di quei preziosi risparmi che servono per il lungo viaggio verso ciò che pensano sia il traguardo sicuro per una vita migliore. Basta all’immigrazione incontenibile dove uomini di ogni cultura vengono talvolta malmenati, rimproverati, frustati da malviventi che gestiscono il passaggio via mare, arricchendosi sulla loro povertà, la loro sofferenza, sui loro sogni infranti e spesso anche sulla loro morte. Quando il flusso migratorio supera la giusta misura, gli equilibri sociali vengono sconvolti, la solidarietà perde il suo entusiasmo, i governi locali non sanno come offrire a ciascuno più di quanto la città o il borgo offre. Insomma tutto lentamente si deteriora; il volontariato comincia a perdere la sua disinteressata azione missionaria e gli operatori si lasciano abbagliare dal business che ne deriva, collaborando con albergatori, proprietari di residence, di casolari abbandonati o gruppi di ville che gestiscono l’accoglienza a suon di milioni. In tal modo l’immigrazione rischia di mettere in crisi l’intero sistema che non può reggere al riversamento di vite umane a cui doverosamente bisognerebbe provvedere con la stessa dignità con cui si provvede ad ogni cittadino italiano o europeo. La giusta alternativa sarebbe: Aiutiamoli nei loro paesi; creiamo sviluppo e occupazione nelle loro città sostenendoli economicamente con progetti di formazione e di imprenditoria.

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Questo sarebbe in sintesi ciò che Renzi ha proposto con valide motivazioni che andrebbero approfondite in un dibattito parlamentare in modo obiettivo, aperto, sereno e responsabile. Ma a New York non ha convinto l’establishment americana visto che anche Hollande e Merkel, come a Bratislava, hanno ignorato il problema sull’immigrazione.
Il punto vero è che da quando l’Italia è entrata nell’euro, Francia e Germania sono sempre andate ‘d’amore e d’accordo’ nel lasciare all’Italia il fardello più pesante, ma anche il ruolo di terzo incomodo. A ben riflettere, anche al vertice Nato dell’8 luglio a Varsavia, il documento di 139 punti che i rappresentanti europei hanno firmato era stato concordato da Washington solo con Berlino, Parigi e Londra, non certo con l’Italia. Una cambiale in bianco, secondo opinione diffusa, che Washington avrebbe fatto firmare per assicurarsi l’appoggio incondizionato dei paesi europei in caso di guerra anche con la Russia, magari con il pretesto di difendere i confini dell’Ucraina che non è ancora entrata nell’Unione.

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E mentre l’Europa , tra disagi quotidiani, si adopera fino allo stremo per salvare tutti i profughi di guerra e tutti gli immigrati non aventi diritto, senza limitazioni finanziarie e di mezzi, i responsabili che hanno acceso i focolai di guerra e armato i diabolici esecutori di morte, nei paesi che mai avrebbero dovuto essere attaccati senza valide giustificazioni, se ne stanno tranquilli nell’ombra, magari ad osservare le stragi in Medioriente come in Europa. Ma per quanti sforzi i paesi europei abbiano fatto in questi anni di guerra, l’immigrazione indiscriminata senza l’adozione di metodi efficienti per identificare il vero profugo di guerra dalle masse di giovani migranti provenienti da ogni angolo dell’Africa in cerca di un lavoro, ha moltiplicato a dismisura i problemi in ogni città di accoglienza. Un lavoro immane per l’Italia prima che per gli altri paesi verso cui vengono indirizzati i migranti. Un lavoro massacrante per gli operatori e per la gente del luogo che pur nella solidarietà spesso ha dovuto subire sobillazioni da gran parte di clandestini e immigrati mai identificati. Queste sono le ragioni per cui l’immigrazione oggi è divenuta, per molti aspetti, insostenibile, sia dal punto di vista economico per le ingenti spese che questa richiede , sia per le speculazioni che prolificano in ambienti poco affidabili. A soffrirne è certamente l’aspetto umanitario che secondo le leggi dell’amore e della solidarietà dovrebbe continuare all’infinito. Ma gli uomini non sono dei e le istituzioni obbediscono a delle leggi che l’uomo stesso si è dato dove a governare la vita ordinata di ciascun cittadino esiste un mezzo che si chiama danaro e sulla base di questo ‘mezzo’ si dipana la vita di tutti gli europei che per arricchirsi devono farlo girare da un mercato all’altro , luoghi dove l’accesso alla solidarietà è vietato. Dunque le ragioni perché Renzi dica basta, ci sono e sono tutte razionalmente giustificabili.

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Il discorso di Obama sull’immigrazione è sembrato invece inconcludente e persino offensivo. Chiedere all’Europa di accogliere ancora profughi invece di confessare i suoi crimini come quello ultimo in cui gli aerei Usa hanno ucciso 90 soldati governativi di Assad per mettere in difficoltà Putin il quale ammette che gli Usa difendono i ribelli con un oscuro doppio gioco, è sembrato un modo per defilarsi dal trattare il vero problema. Attaccare Trump perché vuole erigere un muro contro l’illegalità e non attaccare la Gran Bretagna che sta già costruendo il muro contro l’immigrazione a Calais è segno che nel suo ruolo di presidente, per ragioni sconosciute, è costretto ad adottare pesi e misure diverse; il che farebbe sospettare che la stessa uscita della Gran Bretagna dalla UE potrebbe essere stata concordata segretamente per preparare chissà quali altri piani . E’ strano, infatti, che la Gran Bretagna stia per costruire una mega centrale nucleare affidata a una società francese e co-finanziata dalla Cina, quando fino a pochi mesi fa la Cina era nel mirino di guerra degli Usa! Il fatto poi che la Gran Bretagna , unita agli Usa dalla lingua e dalla storia, si faccia finanziare il progetto dalla Cina , è segno che tra i due (G.B. –USA) ci sarebbe un nuovo feeling per la conquista dei mercati asiatici come forse Brzezinski, politologo e consulente della Casa Bianca, aveva anticipato in “Towards a Global Realigment”, già menzionato in un precedente articolo su International Web Post. Tutto questo alimenta i sospetti che gli imprevedibili Usa, abbandonino l’Europa a sé stessa dopo averne volutamente sconvolto gli assetti demografici e averla divisa politicamente con i problemi irrisolti sull’immigrazione, per giunta, a maggioranza islamica e rischio terrorismo. Un’ipotesi che starebbe in piedi visto che Hollande e Merkel hanno finto di non capire il messaggio di Renzi ed eluso la solidarietà che avrebbe dovuto accomunarli. Germania e Francia, infatti, dovrebbero ringraziare l’Italia e tutti i paesi dell’est che entrando nell’euro sono serviti come mercati coloniali verso cui Francia e Germania potessero esportare.

A quel punto Renzi avrebbe visto giusto nell’affermare la volontà di sostenere i paesi africani nel loro sviluppo economico per creare opportunità di lavoro e fermare i flussi con l’aiuto dei governi africani. Nel contempo questa azione di sostegno e cooperazione assegnerebbe all’Italia un ruolo guida nella ricostruzione dei paesi distrutti. Il ruolo indiscusso dell’Italia per la sua posizione geografica, oltre che per la sua immensa generosità nel servire i più deboli, potrebbe rinvigorire la sua economia già penalizzata dall’euro che l’ha relegata, come su detto, al ruolo di ‘sgabello’ della Germania e della Francia. Quindi, se da Hollande e Merkel c’ è stato silenzio sulle proposte sensate di Renzi, Kerry e company hanno consolato il presidente del Consiglio con un premio : il Global Citizen Award , per aver fatto bene il ‘suo dovere’ verso gli Usa e verso l’accoglienza, secondo ‘occulti’ progetti. Renzi che ha compreso il gioco di Francia e Germania dice “Basta”! La solidarietà tra membri fondatori non esiste e l’austerità è peggiore di una dittatura. L’Italia non ha contato a Bratislava e non ha contato a New York anche se come ha scritto il dott. Riccardo Perissich sulla newsletter dell ‘IA la Merkel aveva le sue giustificazioni per non affrontare il tema dell’immigrazione e il suo contenimento tramite piani di sviluppo in Africa, causa incertezza su una sua futura rielezione. Povero Renzi che si era illuso di proporre una valida e condivisibile soluzione per salvare il suo paese e la stessa Europa dalla follia di chi ha pianificato gli orrori in Siria e il conseguente esodo verso l’Europa che ha sconvolto la vita pacifica degli europei tutti

cms_4619/foto_6.jpgMa c’è dell’altro. A New York Obama accusa Putin di inseguire la gloria dei Grandi Imperi tramite la forza e dice che, se continua a interferire negli affari degli altri paesi, potrà creare insicurezza ai suoi confini. Da quale pulpito viene la predica! Obama invece di pensare all’atteggiamento imperialista del suo paese che per non perdere il suo potere ha usato la strategia della divisione in ogni parte del mondo fomentando guerre a destra e a manca, per giunta con il prezioso aiuto dei fondamentalisti ma anche dei suoi ‘scugnizzi’ segreti intrufolati in ogni governo straniero, ora pensa alla Russia che per difendersi dagli attacchi Usa, che verrebbero proprio da quei confini dove gli americani stessi hanno posizionato missili e basi militari ( vedi la Polonia ), ha ripreso la Crimea per una giustificata azione difensiva nel Mediterraneo . Il crimine per cui sono state inflitte le sanzioni.

Se il tema più importante, l’immigrazione, a New York non ha avuto grande attenzione come Renzi si aspettava, rimane il fatto che l’Europa della Merkel e di Hollande è in declino e con loro tutta la politica estera degli Usa adottata fino ad oggi mentre gli europei, per quante domande si facciano, non sapranno mai chi è che veramente muove le pedine del terrorismo anche in Europa. E chissà se il ‘democratico ‘ Obama non sia anche lui vittima del ‘terzo occhio’ che guarda il mondo dall’alto della piramide. Come farebbe a scusarsi con l’Unione Europea per aver provocato la catastrofe umanitaria in Medioriente che ha poi trasferito in Europa, creando scetticismo e disgregazione all’interno della stessa Unione? L’Europa oggi è un’ ‘Orchestra’ stonata perché le voci dei diversi paesi membri e cittadini non sono armonizzate tra loro. Questo perché politici e cittadini nel loro pensare usano più spesso l’emisfero destro del cervello. Non vogliono riflettere sugli effetti negativi che l’immigrazione indiscriminata, incontrollata, caotica e senza regole, a lungo termine produrrebbe nelle città europee. Quindi usano l’emisfero destro del cervello preposto all’idealità, alla creatività, al sentimentalismo, alla misericordia … aspetti elogiativi che fanno parte di una visione particolaristica che investe il cuore, non di una visione globale del problema dove la ragione domina sul cuore e sul particolare.

cms_4619/foto_7.jpgOra c’è anche il Presidente del Consiglio Europeo Tusk a rendere i ‘compiti’ più difficili al presidente della Commissione Juncker con le sue dichiarazioni anti immigrazione e non solo. A Tusk i giovani federalisti hanno scritto una lettera accusandolo di essere in errore. Ma Tusk non arretra. Ritiene che la politica condotta sin ora dall’Europa non sia stata sufficientemente favorevole ai cittadini e ai governi nazionali che hanno dovuto subire le decisioni dall’alto incuranti delle difficoltà che questi hanno incontrato soprattutto dopo le valanghe migratorie che ancora continuano ininterrottamente fino a che i paesi europei non finiranno per collassare del tutto. A difendere l’immigrazione ci sono ovviamente quei politici che nel parlare guardano il futuro roseo e senza nubi perché vivono come fanciulli fuori dalla realtà, ma ovviamente anche tanti giovani che sognano l’Europa di giustizia, di fratellanza e di pace.

Come conciliare queste legittime aspirazioni se esse non trovano riscontri nella realtà sempre in lotta con l’ipocrisia , la bugia e la mancanza di braccia che lavorino andando oltre i sogni e le parole? Si, perché un conto è l’Europa ideale, un conto è l’Europa reale. E di braccia che lavorano oggi ce ne sono poche, perché tutti hanno imparato a parlare, a difendere, a costruire con le parole non con i fatti. Quanti sono quelli che si fermano davanti ad un migrante sudanese o nigeriano per invitarlo a pranzo o a dormire nella sua stanza per semplice gesto umanitario senza essere retribuiti dall’Europa che paga 80 euro per ogni immigrato alle case famiglie che vogliono accogliere? Nessuno. Un sondaggio lo confermerebbe. Idem per i politici che usano solo le parole, ma si tengono distanti dal porgere la mano ad un disperato negro come faceva invece Madre Teresa. Allora basta con l’ipocrisia.

cms_4619/foto_8.jpgSe Juncker ripete la solita frase che ‘ci vuole più Europa’ oppure che ‘c’è poca Europa’ e rivolgendosi agli europarlamentari dice :“Tenere un discorso europeista qui non è così difficile, ma tutti devono fare discorsi europeisti nei loro parlamenti nazionali. Dire sì con entusiasmo a Bruxelles e poi fare finta di non aver partecipato è il contrario di quello che definisco coerenza». Allora verrebbe voglia di replicare: maa Caro Juncker, quando i politici siedono su quella comoda poltrona nella bellissima ed elegante ‘meeting Hall’ di Bruxelles, lontano dagli schiamazzi delle piazze e dalle luride strade di periferia dove l’immondizia arriva fin quasi al cielo, con gruppi di poveri negri che chiedono l’elemosina davanti ai supermercati nonostante il letto comodo dell’albergo e il pasto caldo assicurato, come potrebbero questi europarlamentari negare ciò che viene proposto di firmare o di votare …. ? In quel momento l’anima dei politici, in ‘estatico rapimento’ per l’estrema fiducia nella realizzazione di quella Europa ideale che viene a parole descritta come un obiettivo da raggiungere, è carica di ottimismo e quindi sottoscrivono il loro impegno. I dolori arrivano quando ritornano nei loro governi a combattere nelle aule parlamentari sui problemi che la stessa Europa ha ingigantito: immigrazione incontrollata senza regole, disoccupazioni, pensionamenti da fame, riforme dagli esiti incerti, e via dicendo… A quel punto l’Europa ideale deve cedere il posto all’Europa reale dove i problemi sembrano insormontabili e il popolo preme per chiedere soluzioni, giustizia , ordine, lavoro, sicurezza etc.… Solo allora il politico che varca il parlamento di Bruxelles si accorge di quanto sia difficile passare dalle parole ai fatti. E se tutto questo accade in una parlamento nazionale dove comunque si usano ancora parole e parole, si pensi a cosa accade fuori dove ogni giorno ci si scontra con una realtà diversa, dove per gestire migliaia e migliaia di immigrati che aspettano di essere vestiti, nutriti, portati negli alberghi , nelle altre città con gli autobus, o i treni, c ‘è bisogno di un esercito di persone e fiumi di denari. Perché è sul denaro e con il denaro che le nostre società si reggono e sopravvivono. Moneta che fa comodo a chi sull’immigrazione intende speculare per il suo personale arricchimento; tra questi anche le istituzioni religiose che finalmente possono riempire i loro conventi vuoti e ristrutturare quelli vecchi con il denaro europeo. Ma il danaro europeo è anche quello di tutti i cittadini che contribuiscono con le tassazioni alla realizzazione di quei ‘pacchetti d’oro ’ che devono volare a Bruxelles. E per sostenere l’apparato burocratico, dove gli sprechi non si contano, per ottemperare a questi doveri umanitari, si lasciano nei ‘parcheggi’ i pensionati, i contadini, le persone sole, i vecchi, i disabili, i lavoratori precari, le famiglie in difficoltà, gli adulti di mezza età a spasso senza lavoro, gli imprenditori falliti, i perseguitati dall’Equitalia perché impossibilitati a pagare i loro debiti… tutta gente che vive nella precarietà, ma anche nel terrore di essere derubata, picchiata, ammazzata dalle teste calde di quegli immigrati di cui non si conoscono le vere identità caratteriali oltre che nominali … Cassandra dice che le cose peggioreranno perché quando la moneta continuerà a scarseggiare allora vedremo la guerriglia nelle strade non tanto con i profughi che hanno sperimentato la sofferenza e la salvezza nella propria vita , ma con gli immigrati non profughi o clandestini arrabbiati con l’Occidente tra cui potrebbero nascondersi delinquenti, pervertiti, stupratori, feroci islamisti pronti a colpire e dei quali ‘l’Europa ideale’, sa vedere solo l’innocenza, la bontà, la sofferenza. Questo è l’altro aspetto della medaglia! L’altra realtà ! E chi la mette in evidenza non è populista. Sta solo rilevando i numeri altissimi di immigrati depressi che necessitano di assistenza, di terapie che non possono essere fornite quando un’Europa che collassa non ha la forza economica di provvedere neanche ai propri cittadini in difficoltà. Da qui il passo dalla stabilità al caos, dal benessere sociale alla povertà estrema, dal volo pindarico al baratro, diventa del tutto prevedibile e realistico.

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Allora, chi non vuole un’immigrazione senza fine perché guarda anche l’altra metà della medaglia, guarda oltre e usa la ragione, ossia l’emisfero sinistro, viene definito populista, razzista, xenofobo. Chi invece sogna il mondo di pace senza sapere cosa è la pace e come ad essa si arriva , privilegia le parole, marciando con striscioni colorati: studenti, intellettuali e politici di buona volontà che di sporcarsi le mani nella terra, andando a zappare o a cogliere i pomodori magari insieme agli immigrati non ci penserebbero mai. Ipocrisia, facile buonismo, superficialità di giudizio che portano solo all’inganno.

Populismo è un termine odioso. Nel dizionario della lingua italiana, s’intende la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi’, nel vocabolario dei politici che non riescono a differenziare il loro disprezzo per le idee opposte a quelle della maggioranza, si ricorre al termine populista, razzista e xenofobo . In realtà sono alcuni politici italiani ed europei che dovrebbero al contrario, essere additati come populisti e xenofobi perché hanno pensato con presunzione di essere gli unici capaci di comprendere il dramma dei profughi e hanno gestito, certamente non in prima persona, ciò che non era solo una emergenza ma una incognita per le reazioni che inevitabilmente si sarebbero potute e si potranno ancora innescare, laddove la xenofobia di migliaia di altri immigrati potrebbe scatenarsi contro l’europeo come è già accaduto e sta ancora accadendo. ( vedi gli accoltellamenti dovuti a ideologie religiose o ad odio politico immotivato).

Tutti i politici di destra e di sinistra che si perdono nelle chiacchiere di chi ha più ragione dell’altro, dovrebbero essere uniti nel realizzare l’Europa di tutti non solo secondo le idee di sinistra ma anche secondo quelle di destra perché Tusk quando esprime la sua verità, non è un candidato di destra, razzista e xenofobo ma un politico saggio che proveniente da un paese povero che ha conosciuto la dittatura dell’Unione Sovietica, come del resto tutti gli altri paesi dell’est (Visegrad), ha le sue buone ragioni per difendere le frontiere europee e nei casi estremi, anche quelle nazionali, causa l’incapacità dell’ Europa di fermare i flussi continui. Se Juncker e tutta la Commissione ( o chi per loro) intendono costringere i popoli ad accettare senza la loro volontà le quote di immigrati, frutto di una catastrofe umanitaria che essi stessi hanno contribuito a lievitare per non aver ascoltato anche una sola delle ragioni poste dalle opposizioni ( non certo dai populisti), il presidente del Consiglio Donald Tusk non avrebbe torto quando dice : «Le chiavi per un sano equilibrio tra le priorità degli Stati membri e quelle dell’Unione sono nelle mani delle capitali nazionali……. Le istituzioni dovrebbero sostenere le priorità concordate dagli Stati membri, e non imporre le loro».

cms_4619/foto_10.jpgLa questione è sempre la stessa. L’Europa ideale non è quella reale. Chiudere le frontiere, aumentare la sicurezza, combattere il terrorismo e firmare gli accordi di libero scambio sarebbero le priorità per Tusk. Ma sicuramente in questo momento di instabilità sono una emergenza da attuare fino a che non ci sarà un’immigrazione ordinata e contenuta che si accompagni ad una regolare e corretta integrazione culturale programmata da una legislazione attenta alle caotiche dinamiche sociali che inevitabilmente si creano, permettendo così un rodaggio di anni per sperimentarne gli esiti. A quel punto la comunità europea tutta sarebbe meno divisa perché rassicurata dalle risposte e dagli impegni intrapresi a favorenon solo degli immigrati ma anche dei nativi europei. Ma questo forse doveva essere prerogativa di un vero e proprio governo che non esiste e non esisterà fino a quando non lo deciderà la ‘Grande Aquila’ che dell’Europa disunita potrebbe ancora aver bisogno per frenare eventuali mire espansionistiche della Russia.

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Come già detto i fatti stanno dimostrando che l’immigrazione non è più un fatto di accoglienza di soli profughi di guerra che, secondo equo giudizio dovrebbe essere gestita da chi la guerra l’ha voluta e l’ha diffusa nel Medio Oriente per interessi di conquista territoriale programmando il genocidio e la fuga di centinaia di migliaia di esseri umani verso l’Europa, ma è una invasione costante di uomini soli provenienti da troppi paesi africani alla ricerca di casa , lavoro e felicità .

A quest’ultima categoria di immigrati l’Italia come sicuramente anche la Grande Germania e la Francia non potranno assicurare una permanenza indefinita perché la scarsità di mezzi e di occupazione sono piaghe che colpiscono centinaia di migliaia di giovani europei oltre che africani. Trattandosi di un grave problema sociale che investe l’Europa e il mondo intero, allora gli appellativi spregevoli di razzisti, xenofobi, populisti, vengano banditi dai quotidiani e dalle TV oltre che dal linguaggio di politici e intellettuali. Annunciare che in Germania ha vinto la destra razzista e xenofoba è come affondare la punta di una lancia al cuore dell’Europa dissenziente , in particolare a quei paesi dell’est il cui popolo si è espresso contro l’immigrazione permanente: Polonia , Slovacchia , Ungheria, Repubblica Ceca. …. Basta con gli insulti che provengono da politici e partiti sprezzanti del pensiero altrui, che con presunzione giudicano richiamando continuamente i fantasmi del fascismo e del nazismo ripescandoli da un passato che è morto e sepolto e che, secondo le leggi della fisica e di questo universo in espansione, devono essere trascesi e non confusi con le dinamiche del presente. Sono queste stupide e presuntuose convinzioni che non riconoscono la dualità del ‘pensiero che vive’ , ad alimentare odio e conflitti all’interno di ogni paese.

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Abbiamo bisogno di rivalutare il messaggio universale del Maestro che insegnava l’unità (l’Uno) perché nell’ ‘Uno’ ci sono due punti di vista relativamente veri che devono convivere pacificamente nella vita e nel pensiero di ogni europeo e di ogni essere umano. Juncker e Tusk rappresentano i due punti di vista che, nel confronto, devono convergere nell’Uno. Ciascun popolo rappresenta la sua storia e Tusk rappresenta la storia dei popoli dell’Est . Questi popoli sono entrati in Europa ignari di dover sottomettersi alla volontà di una Commissione a cui non hanno firmato alcun accordo preventivo sull’ accoglienza forzata. Tusk rappresenta i popoli che hanno conosciuto la repressione comunista ( vedi la rivolta dell’Ungheria nel ‘56) , ma anche la difficile convivenza con gli islamici nonostante questi ultimi fossero liberi da califfati, Ayatollah, sceicchi , …; Nessuno, tanto meno l’UE, ha il diritto di dissacrare la memoria storica che questi popoli portano impressa nel loro DNA, con ignobili sostantivi perché è proprio quella memoria che li spinge alla prudenza, alla diffidenza, alla paura di conflitti interni con culture che, almeno per ora, rifiutano confronto e integrazione. Juncker da parte sua, rappresenta la storia dei popoli del west Europa che dopo la seconda guerra mondiale hanno camminato su un sentiero più libero e democratico e in virtù di questa libertà affronta l’ignoto come un Ulisse nella tempesta. In questo voler imporre a paesi e cittadini la sua linea politica, basandosi solo su una maggioranza parlamentare e non sul suffragio universale, sta il fallimento dell’Europa che per ora è destinata ad un rinnovamento totale. L’Europa ideale si potrà realizzare solo quando la destra e la sinistra saranno una cosa sola (salvo interferenze atlantiche). E ciascuna difenderà l’altra dagli attacchi dei demoni che vorranno dividerla per i loro sporchi interessi. In questa mancanza di unità, di cui oggi l’immigrazione è in parte responsabile, risiede il fallimento dell’Unione Europea.

Data:

1 Ottobre 2016