Traduci

CEMAL SUREYA

Per gentile concessione dell’artista: IERI E OGGI, Maria Casalanguida: GRAZIA II – incisione (punta secca) e Modulazione costante – var.II – acrilico su tela.

Il vaporetto delle 8:10

Nella tua voce cosa c’è, lo sai?

C’è il centro di un giardino

un fiore invernale setoso e azzurro

e tu sali di sopra

a fumarti una sigaretta

Nella tua voce cosa c’è, lo sai?

C’è l’insonne lingua turca

Non sei felice del tuo lavoro

Né ami questa città

E l’uomo ripiega il giornale

Nella tua voce cosa c’è, lo sai?

Ci sono i baci di un tempo

il vetro appannato del bagno

– non ti si vede da alcuni giorni –

Ci sono le canzoncine della scuola

Nella tua voce cosa c’è, lo sai?

C’è il disordine di casa

e continui a passarti una mano sulla testa

per ricomporre

la tua solitudine che si perde nel vento

Nella tua voce cosa c’è, lo sai?

Ci sono le parole non dette

forse saranno cose da nulla

ma in quest’ora del giorno

si stagliano come monumenti

Nella tua voce cosa c’è, lo sai?

Ci sono le parole che non sapevi dire.

Cemal Sureya

Punto di riflessione:

“nella tua voce cosa c’è, lo sai?” Tu, in tutta la tua interezza. Anche se il tempo passa come alcune piccole sensazioni, anche se esiste un tempo, non meglio decifrato, in cui non sai se ti conviene riconoscerti, anche se la tua vita a volte è noiosa e non appagante, la routine non potrà mai spezzarti. I ricordi arrivano a ricomporti e il mosaico che sei si fa voce, anche se la solitudine ti tiene legata da un confine all’altro della tua mente. Quante volte, “le parole non dette… si stagliano come monumenti?”, perché non dirle non ne annulla il significato. Le parole non pronunciate, ugualmente ci definiscono e restano in qualche espressione del viso, nel modo di toccarsi le mani, mettendo a fuoco anche il vuoto. E chi se ne accorgerà?

Autore:

Data:

20 Gennaio 2021