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Centrodestra al 48%,cresce solo Meloni (Altre News)

Sondaggio:centrodestra al 48%,cresce solo Meloni

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Centrodestra al 48%, area di Governo al 41%. E 3 italiani su 4 con dubbi sulla solidità del governo. Questi i risultati delle ultime rilevazioni dell’Istituto Ixè per Cartabianca, con le intenzioni di voto di questa settimana vedono la flessione di tutte le forze politiche maggiori, con l’unica eccezione di Fratelli d’Italia che tocca il 12,4%. Nel suo complesso l’area di centrodestra si conferma al 48%, pur con una continua redistribuzione interna, che vede un il calo della Lega e l’ascesa di Fratelli d’Italia, che potenzialmente avrebbe raddoppiato i consensi rispetto alle ultime Europee, con una crescita più marcata nelle regioni del nord.

La maggioranza di Governo si ferma, nelle intenzioni di voto, 7 punti sotto l’opposizione di centrodestra, con il Movimento 5 Stelle che subisce progressive erosioni e il PD sostanzialmente stabile intorno al 20%. In questo quadro, la netta maggioranza dei cittadini esprime dubbi in merito alla tenuta del governo, giudicato poco o per niente solido dal 75% del campione.

Prescrizione, Renzi: “Numeri non ci sono, dovranno cedere”

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“In questo Parlamento i numeri sono chiari: Bonafede è nettamente in minoranza. E la linea attendista del Pd ha ormai pochi giorni di autonomia: i Gruppi parlamentari sono gli stessi che un anno fa presentarono la pregiudiziale di incostituzionalità contro la riforma. I Dem dovranno votare in Aula scegliendo tra la Orlando e la Bonafede. E in alcuni casi si procederà a scrutinio segreto. I numeri non ci sono, punto. Sulla prescrizione dovranno cedere. Come lo faranno e in che tempi, è un problema del premier. Io so che molleranno. Vediamo quando e come”. Così Matteo Renzi in un’intervista a ’La Repubblica’.

“In questo Parlamento – ribadisce l’ex premier – i grillini non hanno i numeri e nel prossimo ne avranno ancora meno. In un modo o nell’altro fermeremo questa legge. Credo senza ricorrere alla mozione di sfiducia: molleranno prima. Non si tratta di abbracciare Forza Italia, ma di abbracciare lo stato di diritto, il garantismo, la civiltà giuridica messa in discussione dal giustizialismo dei grillini. Curioso destino: il partito dell’avvocato del popolo contestato dall’intero popolo degli avvocati. Non siamo noi ad aver cambiato schieramento ma il Pd ad aver cambiato idea sulla legge del suo vicesegretario Orlando. La nostra è una battaglia culturale. Spero che il Pd non sia succube dei grillini, perché è paradossale subirne il ricatto proprio ora che stanno implodendo”.

Renzi respinge poi l’accusa che la sua posizione sia legata alle vicende giudiziarie che coinvolgono lui e i suoi genitori. “La prescrizione per i reati di cui sono accusati -spiega- segue le regole della legge Orlando, peggiorative per gli imputati: dunque non c’è alcun legame tra i processi dei miei e questa battaglia di civiltà che vale per il futuro. Quanto a Open, aspettiamo processi e sentenze”.

E sull’appoggio al governo dice: “Non voglio cambiare il premier, ma voglio che il premier cambi passo. C’è un Paese da governare, con il Pil che crolla e il mondo pieno di incognite: non voglio che smetta di governare, voglio che inizi a farlo davvero”.

Open Arms, “ecco lo scambio di lettere tra Salvini e Conte”

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Tra il 14 e il 17 agosto 2019, mentre la nave Open Arms con a bordo oltre 160 migranti tra cui numerosi minori non accompagnati, aspettava l’assegnazione di un porto di sbarco, c’è stato un fitto scambio di corrispondenza via mail tra l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E’ quanto emerge dalla richiesta di autorizzazione a procedere per il leader della Lega per sequestro di persona avanzata dal Tribunale dei ministri di cui è in possesso l’’Adnkronos.

“Il 15 agosto il ministro Salvini sottoscriveva una nota di risposta ad una precedente missiva del 14.8.2019 del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con cui lo si era invitato “ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti sull’imbarcazione” – scrivono le tre giudici nel provvedimento di 110 pagine – con tale nota respingeva ogni responsabilità al riguardo, evidenziando che i minori a bordo della nave spagnola dovevano ritenersi soggetti alla giurisdizione dello Stato di bandiera anche con riferimento alla tutela dei loro diritti umani”.

“Che, inoltre, non vi erano evidenze per escludere che gli stessi viaggiassero accompagnati da adulti che ne avevano la responsabilità, comunque ricadente sul comandante della nave – si legge ancora nella richiesta di autorizzazione a procedere – che, infine, aveva già dato mandato all’Avvocatura Generale dello Stato per impugnare il decreto di sospensiva del Presidente del Tar del Lazio, che di fatto aveva rimosso ogni ostacolo all’ingresso della nave in acque territoriali”.

Sempre dalla carte in possesso dell’Adnkronos si legge: “È dello stesso giorno la nota di risposta del ministro Salvini alla richiesta, avanzata congiuntamente in data 8.8.2019 dal Presidente del Tribunale per i Minori di Palermo e dal Procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale, di informazioni circa i provvedimenti che il Governo intendesse adottare con riferimento ai minori non accompagnati trasportati a bordo della Open Arms: nota con cui il ministro dell’Interno, ribadendo la sussistenza della giurisdizione spagnola in materia, tornava a declinare ogni competenza ad assumere provvedimenti in ordine alla protezione di detti soggetti”, scrivono ancora le tre giudici del Tribunale dei ministri di Palermo.

“Sempre il 16 agosto il Presidente del Consiglio dei Ministri rispondeva alla citata missiva del ministro Salvini, ribadendo con forza la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori presenti a bordo della Open Arms, anche alla luce della presenza della nave al limite delle acque territoriali (in effetti vi aveva già fatto ingresso) e potendo, dunque, configurare l’eventuale rifiuto un’ipotesi di illegittimo respingimento – scrivono le magistrate – aggiungeva di aver già ricevuto conferma dalla Commissione europea della disponibilità di una pluralità di Stati a condividere gli oneri dell’ospitalità dei migranti della Open Arms, “indipendentemente dalla loro età”. Invitava, dunque, il ministro dell’Interno ad attivare le procedure, già attuate in altri casi consimili, finalizzate a rendere operativa la redistribuzione”.

A questo invito il ministro Salvini ha risposto con un’altra missiva il 17 agosto, “assicurando che, nonostante non condividesse la lettura della normativa proposta dal Presidente Conte, suo malgrado avrebbe dato disposizioni tali da non frapporre ostacoli allo sbarco dei “presunti” minori a bordo della Open Arms, provvedimento che definiva, comunque, come di “esclusiva determinazione” del Presidente del Consiglio”, si legge nella richiesta.

“Alle ore 20 del 17 agosto veniva eseguita, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, dalla Polizia giudiziaria e da personale medico dell’Usmaf (Uffici di sanità marittima, area di frontiera), un’ispezione della nave, nel corso della quale si constatava il sovraffollamento e le pessime condizioni in cui versavano i migranti a bordo”.

Insomma, nella lunga corrispondenza tra Salvini e Conte, l’ex ministro dell’Interno ha ribadito al premier la sua contrarietà allo sbarco. “Il ministro assicurava suo malgrado che avrebbe dato disposizioni tali da non opporre ostacoli allo sbarco dei (presunti) minori a bordo della Open Arms”. Cosa che poi avvenne solo su disposizione della magistratura che ordinò l’evacuazione.

M5S, Crimi a eletti: “Resistere ad attacchi, dateci del tempo”

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“Voglio ringraziarvi per il lavoro fatto fin qui. Ultimamente ho visto molti attacchi di carattere personale, denigratori su capacità, preparazione e lavoro svolto dai singoli. Voglio dirvi che dobbiamo essere orgogliosi di ciò che siamo e di ciò che abbiamo fatto e per questo dobbiamo resistere a questo genere di attacchi. In questa fase sto cercando di ascoltare tutti, tutte le voci per affrontare tutte le questioni in campo. Per fare questo ci vuole del tempo e dunque vi chiedo di darci del tempo”. Così il capo politico del M5S Vito Crimi durante l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari.

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5 Febbraio 2020