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CEUTA, SPAGNA: È CRISI MIGRATORIA

Una crisi migratoria senza precedenti, imperversa nell’enclave tra Ceuta e Melilla, dove nell’arco delle ultime 24 ore, 6mila migranti provenienti dalle coste marocchine, hanno raggiunto a nuoto la terra ferma. Si tratterebbe nella gran parte dei casi di giovanissimi, di cui almeno un terzo minorenni, che si avventurano a nuoto oltre gli “espigon”, i frangiflutti che delimitano il confine est ed ovest, spingendosi per decine di metri in mare. I numeri sono in continua crescita, al momento non vi è una stima specifica degli sbarchi, ma già le strutture di accoglienza e gli hotspot risultano in affanno, avendo raggiunto la capienza massima. La situazione è in continua evoluzione visto il numero consistente di persone che in queste ore continuano ad ammassarsi in corrispondenza dei muri costruiti da Madrid lungo i confini fisici di Ceuta, il primo all’altezza del varco frontaliero di Tarajal II, e il secondo a Benzù, in prossimità della montagna denominata “Jabel Moussa”, o della “Madre morta”.

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I numeri mai conosciuti fino ad ora dalle frontiere spagnole, hanno superato di gran lunga il record raggiunto nel 2018, quando nell’arco di una settimana le autorità registrarono l’ingresso di 2.800 persone. Ad incentivare l’ondata migratoria è sicuramente la mancanza di controlli di frontiera lungo le coste marocchine, solitamente pattugliate giorno e notte dalle autorità magrebine, come reazione ad una scoperta dei servizi segreti, sul conto di Madrid, poco gradita a Rabat. Si tratta dell’accoglienza offerta dalla Spagna al leader del Fronte Polisario, Brahim Gali, sotto falsa identità, per permettergli di disporre di cure specialistiche. Il Fronte Polisario costituisce un nemico storico di Rabat, per il controllo del Western Sahara, la parte meridionale del territorio marocchino, a confine con Algeria e Mauritania.

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La reazione del Marocco, che in funzione punitiva, sta ignorando i protocolli stabiliti dagli accordi bilaterali, stilati con Madrid, sta mettendo sotto pressione la dirimpettaia spagnola. L’esercito è stato dispiegato a sostegno della polizia locale, e sono stati utilizzati persino mezzi pesanti sulle spiagge, mentre gli agenti della Guardia Civil sarebbero intervenuti dal lato marocchino, rispondendo con dissuasori contro il lancio di pietre. Le autorità fanno sapere che circa 2700 migranti sarebbero già stati espulsi. Sanchez, che per gestire la situazione tesa nell’enclave, ha annullato il viaggio a Parigi in programma per ieri, ha dovuto attivarsi per potenziare il numero delle deportazioni, ma sono piovute numerose le denunce di violazione dei diritti umani e delle convenzioni internazionali in materia di migrazione e rimpatrio. Ancora una volta la poca considerazione che si ha delle vite dei migranti, si legge nella strategia politica di un paese che come forma di sgarbo, sfrutta persone come pedine.

Data:

18 Maggio 2021