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CHE FINE HA FATTO AL QAEDA?

L’11 settembre 2021 sarà ricordato per lungo tempo, carico di date ed avvenimenti che suggellano la storia. La ricorrenza più importante è stata sicuramente il ventennale dall’attentato alle Torri Gemelle, messo a segno dal gruppo terroristico di Al Qaeda.
In parallelo, non un anniversario, bensì l’inizio del regime talebano in Afghanistan, che cade proprio quest’anno, simbolicamente nel giorno dell’11 settembre.

Due eventi legati a filo doppio, che uniscono gli Stati Uniti al Medio Oriente.

La sorte o il destino, per chi ci crede, ha lasciato un enigmatico segno di contrappasso. Vent’anni fa, dopo l’attentato terroristico più famoso della storia, gli Stati Uniti hanno deciso di intervenire con il pugno di ferro in Afghanistan in mano ai talebani, base degli attentatori di Al Qaeda e del loro leader Osama Bin Laden.

Una guerriglia lunghissima, volta ad estirpare il gruppo fondamentalista islamico ed eliminare i suoi personaggi maggiori.

Vent’anni più tardi, gli americani hanno lasciato il paese mediorientale, con tutte le conseguenze del caso ed i talebani nuovamente al timone. Strano scherzo del destino, quest’anno è anche il decimo anniversario dell’uccisione, per mano americana, di Osama Bin Laden. La missione cui si accennava poc’anzi ha trovato compimento proprio nel 2011, in Pakistan, con l’uccisione del leader supremo di Al Qaeda, e negli anni seguenti con l’eliminazione altri esponenti del gruppo.

Destino e sorte a parte, gli avvenimenti svoltisi da metà agosto ad oggi hanno fatto riaffiorare una tenue paura verso il terrorismo firmato Al Qaeda, oltre che ISIS, nonostante vent’anni di guerra, spese in vite umane ed economiche, una ritirata confusionaria e critiche, dibattiti, discussioni a cascata.

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La domanda che molti si pongono a pochi giorni dall’anniversario di uno dei più tragici capitoli della storia moderna riguarda la fine di Al Qaeda: è stato davvero battuto il nemico originario statunitense? Una risposta ufficiale e certa non c’è. Si può però riavvolgere il filo della storia per capirne di più.

Alla guida del movimento guerrigliero fondamentalista islamico vi era appunto Osama Bin Laden, nato nel 1957 in Arabia Saudita. Figura centrale e carismatica del califfato – che, oltre a mettere a segno svariati attentati contro l’infedele occidente, era riuscito ad elevarsi ad eroe in patria – e personaggio di spicco nell’immaginario globale dei primi anni 2000.

Nel 2011 appunto, gli Stati Uniti, dopo una lunga e plateale caccia all’uomo, riuscirono ad uccidere Bin Laden in Pakistan. Le redini di Al Qaeda, come facilmente presumibile, furono assunte dal suo braccio destro, Ayman al-Zawahiri. Parliamo di dieci anni di operato difficili da valutare: se è vero che l’ingente operazione condotta dagli Usa e dall’intero blocco occidentale è riuscita a indebolire il movimento, non è altrettanto vero che quest’ultimo sia stato sconfitto completamente. Svariati attentati si contano infatti in Europa, Medio Oriente e nel Corno e Nord d’Africa, ed una costante influenza sui vari gruppi islamici sparsi per il mondo. C’è da dire comunque che Al Qaeda ha ridotto notevolmente il suo interesse verso l’occidente. Inoltre, sotto Zawahiri, Al Qaeda è riuscita a fronteggiare l’ingombrante concorrente in campo jihadista, ovvero l’ISIS.

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A dieci anni dalla morte di Bin Laden ed una decade da quella di al-Zawahiri, ci sono molte indiscrezioni e piste secondo cui la leadership dell’organizzazione sarebbe di nuovo in fase di cambiamento, e con essa relativi interessi ed azioni.

Non si ha ufficialità e vi è un acceso dibattito in corso sull’ipotesi della dipartita di Zawahiri. Al di là di indizi vari, in ogni caso si porrebbe il problema del difficile avvicendamento al comando di Al Qaeda. Tanti i possibili successori indicati da vari esperti, ma la certezza è che Al Qaeda non è di certo “morta e sepolta”. Sicuramente, a distanza di dieci anni, l’interesse e l’azione verso l’occidente sono stati di molto ridimensionati. Al contrario però la presenza del gruppo nel mondo jihadista è ancora di forte rilievo. L’eredità di Osama Bin Laden sembra essere ancora viva, sicuramente sotto forma differente, con svariati gruppi, sparsi tra Africa, Sahel, Mozambico, Mali, Burkina-Faso, Yemen e Nigeria.

Pensare che Al Qaeda possa nuovamente tornare ad essere un nemico di primo piano, in concomitanza con il ritorno dei talebani in Afghanistan, al momento è poco credibile. Tuttavia è giustificato il dubbio. Per anni i talebani hanno protetto e spalleggiato Bin Laden. Per anni hanno lottato e si sono rifugiati nelle montagne e nei deserti afghani, contro l’occidente e sostenendo Ayman al Zawahiri.

L’ultimo indicatore in ordine cronologico che può far pensare è l’accordo di Doha, firmato e poco rispettato. Solo una tra le tante ipotesi, supposizioni, scenari congetturali che fanno scattare l’allarme nella testa di molti. Al Qaeda non è morta, e con l’Afghanistan in mano ai talebani è lecito far riaffiorare un po’ di paura.

Data:

18 Settembre 2021