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CHIEFFO:”PER AIUTARE I GIOVANI SERVE PSICOEDUCAZIONE DI GENITORI E DOCENTI”

cms_30182/daniela-chieffo.jpgL’aumento del disagio giovanile post emergenza Covid si può intercettare, ma “serve una psicoeducazione dei genitori e dei professori che sono intorno ai ragazzi.

Per gli adulti servirebbe una cassetta degli attrezzi da usare per intercettare precocemente il disturbo e fare in modo che possa prendere una strada diversa e virare”.

Lo evidenzia Daniela Chieffo, responsabile Unità operativa Psicologia clinica Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma.

L’esperta rilancia anche la necessità di “un intervento delle Istituzioni” su questo tema che “possa mettere insieme la scuola, le famiglie e gli specialisti del settore”.

“Di fronte a un pre-adolescente l’inizio del disagio si verifica con un cambiamento nel comportamento – ricorda Chieffo – l’aiuto che si può dare è, ad esempio, indirizzare le famiglie e i ragazzi in percorsi specializzati, ma in strutture che hanno le competenze. Perché con la mente di un ragazzo basta anche un stonatura nell’approccio e si può creare una danno irreversibile”.

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Il Policlinico Gemelli “ha un progetto in corso, ’With You-la Psicologia con te’ insieme all’Unicef, che mira a intercettare gli indicatori di rischio e anche a costruire un approccio di tipo biopsicosociale nell’ambito dello sviluppo del ragazzo – sottolinea la dottoressa – È un progetto pensato come un vero e proprio training che possa prendere per mano il giovane, la sua famiglia e offrirgli strumenti per vivere nel suo mondo sociale. Ma anche gli psicologi e le istituzioni si stanno chiedendo qual’è il modo migliore: la prevenzione è l’intervento capofila. Il problema va intercettato prima che diventi tale – conclude – anche per il costo per la sanità: il fatto che un disturbo arrivi in ospedale in modo conclamato ha un costo per il Ssn, mentre se si interviene prima potrebbero ridursi questi costi”.

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Data:

19 Aprile 2023