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CHIPS ACT, OK DAL CONSIGLIO UE: 3,3 MILIARDI PER LA RICERCA

Con 587 voti favorevoli, 10 voti contrari e 38 astenuti, il Parlamento Europeo ha recentemente dato la piena approvazione ed il via libera al “Chips Act”, un pacchetto di misure per favorire gli investimenti di chip in Europa ed accelerare le procedure di autorizzazione. Con questa approvazione, viene quindi riconosciuto lo status di “massima importanza nazionale” per gli investimenti di chip, indicando l’importanza strategica di questa industria per l’Unione Europea. L’obbiettivo principale del Chips Act è infatti rendere l’Unione Europea leader nel settore dei semiconduttori entro il 2030 e, per farlo, l’UE mirerebbe a raddoppiare la sua quota di mercato globale, passando dal 10% attuale ad almeno il 20% e riducendo la “dipendenza” dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici. Il programma mira a mobilitare un totale di 43 miliardi di euro in investimenti, sia pubblici che privati, con un contributo di 3,3 miliardi di euro provenienti dal bilancio comunitario. Per avere una posizione rilevante nel mercato dei semiconduttori, sono richiesti investimenti significativi e la formazione di personale altamente qualificato.

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Senza raggiungere una propria indipendenza e senza competere efficacemente sul mercato, l’Europa potrebbe rischiare di rimanere in una posizione di debolezza, con la crescita economica subordinata alle capacità produttive e alle condizioni economiche di altri Paesi. Per evitare queste eventualità, l’Europa dovrebbe quindi impegnarsi a sviluppare una forte base manifatturiera per i semiconduttori all’interno del continente e investendo in ricerca e sviluppo. Il mercato dei semiconduttori è diventato sempre più cruciale in numerose industrie, dagli smartphone alle carte di credito, fino alle automobili e oltre, rendendo di fatto fondamentale per l’Europa garantire una maggiore indipendenza da eventuali future crisi di approvvigionamento di chip.

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A Palazzo Piacentini, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha presieduto una riunione operativa della task force istituita presso il Dicastero per definire le strategie e le misure del Piano nazionale della microelettronica di prossima presentazione, dove ha commentato il progetto: “L’approvazione del regolamento sui chips da parte del Consiglio dei Ministri Ue rappresenta un importante passo nella giusta direzione: questo atto contribuirà a recuperare i ritardi accumulati finora rispetto agli altri grandi players mondiali e fungerà da traino per l’economia europea e italiana. (…) . L’Italia è già in campo con il Fondo per la microelettronica che, con una dotazione di circa 3,9 miliardi di euro, promuoverà la riconversione di siti industriali esistenti e l’insediamento di nuovi stabilimenti in Italia per la ricerca, lo sviluppo e la produzione dei microprocessori e l’investimento in tecnologie innovative, e attraverso il Centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore istituito con l’ultima manovra finanziaria”.

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Il Consiglio avrebbe inoltre approvato una modifica del regolamento riguardante le imprese comuni nell’ambito di Horizon Europe. Questa modifica permette la creazione dell’impresa comune “Chip”, che è fondata sull’impresa comune preesistente “Tecnologie digitali fondamentali” e ne cambia il nome. Infine, il Chips Act potrebbe rappresentare una vera e propria pietra miliare nell’evoluzione dell’industria dei semiconduttori in Europa, essendo un passo deciso verso una maggiore indipendenza, competitività e sicurezza nell’era digitale, e un’opportunità per l’UE di definire la propria posizione come protagonista chiave nella rivoluzione tecnologica del futuro.

Data:

27 Luglio 2023