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Ciao Anna

“Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri. È una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato. Posso tentare…. e se mi ribocciano? E se poi l’Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall’Accademia no mai più!”.

Queste le parole affidate al suo sito Internet. Era riuscita a fare ironia anche nel suo testamento, Anna Marchesini che negli ultimi anni aveva insegnato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

L’Accademia era sempre stato il suo sogno, ma per due volte era stata bocciata.
Che dire? Anche i selezionatori possono sbagliare…

Nata a Orvieto nel 1953, dopo gli esordi in teatro si era impegnata nel mondo del doppiaggio, sia di film che di cartoni animati. E proprio da doppiatrice ha conosciuto Massimo Lopez, con il quale nel 1982, insieme a Tullio Solenghi, ha formato il celebre Trio che, fino al 1994 ha fatto ridere tutta l’Italia.

Era l’elemento di coesione, il vero leader. Massimo Lopez aveva detto di lei durante un’intervista: “È l’unico uomo del trio”. Tullio Solenghi: “Anna è in grado di mettere in riga gli uomini”.

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Successivamente la sua carriera solista è proseguita con numerose opere teatrali, nelle quali figurava spesso come autrice, regista e interprete.
Il suo ultimo lavoro “Cirino e Marilda non si può fare”, sarebbe dovuto andare in scena a Grosseto il 6 e il 7 maggio, ma le date erano state annullate a causa di un piccolo incidente che le aveva reso impossibile l’ingresso in scena.
La sua ultima apparizione televisiva risale al 2014, quando intervistata da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, aveva parlato, con un tocco di sarcastica amarezza, dell’artrite reumatoide che da tempo l’affliggeva.

La portava con dignità, da donna autentica e intelligente quale era. Il suo charme non aveva bisogno, come spesso accade, di appariscenza artefatta ed esagerata. Era bella, dentro e fuori, di un carisma impareggiabile.

Anna aveva un merito particolare. Qualcosa con cui si nasce. La grande forza interiore. Quella che, oltre ad offrirle la possibilità di realizzare se stessa e il suo sogno, le ha anche consentito di guardare in faccia la malattia e affrontarla a testa alta. Semplice esser felici nell’agio della piena salute. Quando tutto fila, si sorride per riflesso. Nel momento in cui crolla il mondo addosso, è lì che viene fuori il coraggio.

Di questo si parla, del fatto di riuscire a prender le situazioni di petto in compagnia di un’immutata ironia e di una notevole grinta proprio mentre si cade nell’abisso.

A volte la vita riserva un destino dolce-amaro. A lei l’esistenza ha regalato capacità, acutezza, determinazione, caparbietà, tenacia, forza di volontà, bellezza interiore ed esteriore. Però d’altro lato le ha fatto un bel torto. Ma lei non si è mica arresa. Ha guardata in faccia la bestia che l’ha colpita e ha cominciato a deriderla. “Se la malattia si prende gioco di me, posso farlo anche io”: ha pensato con fare di chi la sa lunga.

Perciò che nessuno dica che si è spenta. Anna brilla e brillerà!

cms_4301/foto_3.jpgLo farà nei nostri sorrisi quando ci capiterà di pensarla, guardando “I Promessi Sposi” o semplicemente ripercorrendo qualche sua battuta a teatro. Come quelle sul sesso, mai volgari, di “MEROPE GENEROSA” o la declamazione del Dizionario.

“ANDREOTTI: termine derivante dall’ educazione stradale rappresentato da un triangolo al cui centro compare una Gobba”.

Certe cose non si possono dimenticare…

Ciao cara Anna.

Il cofanetto verde non ti servirà perché vivrai per sempre nei nostri cuori”.

Alessia, Daniela, Federica, Massimo, Silvia e Tina

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Data:

30 Luglio 2016