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CIELI STELLATI – (II^ PARTE)

Paul Klee scrive in uno dei suoi diari: “Il pensiero di dover vivere in un’epoca di epigoni mi è quasi insopportabile: in Italia mi vi ero rassegnato. Adesso cerco, in pratica, di prescindere da tutto questo e di costruire da modesto autodidatta, senza guardarmi attorno. Presentemente tre sono i punti: l’arte antica greco romana (materia) con una concezione obiettiva orientata verso il di qua e la gravità architettonica; il cristianesimo (psiche) di concezione subiettiva, orientata verso la trascendenza e la musicalità. Il terzo che sono un modesto e ignorante apprendista che impara da solo, un minuscolo io.”

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Paul Klee- Dapprima innalzatosi dal grigiore della notte -1918-Centro Paul Klee di Berna

L’opera di Paul Klee Dapprima innalzatosi dal grigiore della notte del 1918, unisce le parole di una poesia di Klee con il colore, un meraviglioso acquarello che fonde lettere mimetizzate da luci colorate, un cielo stellato di speranza, questo il testo poetico…

Dapprima innalzatosi dal grigiore della notte,

poi pesante e prezioso

e reso forte dal fuoco

di sera pervaso da Dio e curvato.

Infine etereo avvolto di blu,

si libra su campi innevati,

verso cieli stellati.

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Paul Klee- Chiaro di luna- 1919

Termino l’introduzione sui cieli stellati, visto il clima natalizio, con gli angeli… con un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus.

Vi è raffigurato un angelo in toni di colore ovattati e terrosi, soffusi da varie tonalità di giallo che lo illuminano. L’angelo sembra più che volare con le ali, averle alzate in segno di stupore, con gli occhi e la bocca aperta pare non credere a ciò che vede.

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Paul Klee- Luna piena- 1919

Interessante è l’incontro tra Klee e Walter Benjamin, il filosofo acquistò l’Angelo Novus a Monaco nel 1920, l’opera lo accompagnerà poi nella sua vita reale e mentale… interessante è ciò che il pensatore tedesco vede nell’opera di Klee.

Benjamin concepisce il passato come l’altra faccia del presente, derivante e prodotto da esso, il passato, la storia, non può sussistere indipendentemente da un presente che lo testimonia e lo redime. Per Benjamin l’uomo deve dare voce alle cose mute, contesta le concezioni ottimistiche del progresso, secondo cui la storia è un cammino lineare di sviluppo crescente, ritenendo che si parta dal punto di vista dei vincitori nella storia, senza tenere conto del perché profondo dello scontro iniziale. Benjamin come i simbolisti, i poeti, e come Klee amava le corrispondenze ovvero i legami che si riconoscono nella realtà, ogni cosa rimanda a qualcos’altro, è simbolo di qualcos’altro e riteneva che la modernità avesse sostituito alla contemplazione la fruizione distratta.

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Paul Klee -Angelus Novus -1920

Nelle sue Tesi sulla Filosofia della Storia, Benjamin commenta questo dipinto di Klee… C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.

Dopo la Seconda guerra mondiale Gershom Scholem, studioso del misticismo ebraico e amico di lunga data di Benjamin, ereditò il dipinto, Scholem disse che Benjamin si era identificato con l’opera di Klee e l’aveva incluso nella sua teoria come Angelo della storia. Dagli anni Ottanta, il dipinto appartiene all’Israel Museum di Gerusalemme.

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Paul Klee – L’agnello- 1920

Forse è un po’ triste come messaggio natalizio, ma il Natale lo si festeggia non solo come Nascita, ma soprattutto come prefigurazione della Pasqua, è per questo che si conclude con l’Epifania che significa Rivelazione e che da tradizione antica si usa in Puglia cantare la Santa Allegrezza e in Romagna si fanno i canti della Pasquella…

(Continua)

La puntata precedente al link:

https://www.internationalwebpost.org/contents/CIELI_STELLATI_-_(I%5E_PARTE)_28760.html#.Y6iAfnbMKUm

Data:

26 Dicembre 2022