Traduci

CILE, COLOMBIA E VENEZUELA: NOTIZIE DAL SUDAMERICA

cms_28836/0.jpgFine anno ricco di notizie ed avvenimenti per il Sud America. Dal Cile, passando per la Colombia e Venezuela sono tante le novità dell’area latinoamericana che sono destinate ad essere centrali anche per il 2023. CILE -Non è finita la battaglia del Presidente cileno Gabriel Boric per quanto riguarda la Costituzione. Lo scorso 5 settembre al referendum per la nuova Carta fondamentale del Paese, clamorosamente il 60% dell’elettorato aveva bocciato la nuova Costituzione. Ora a distanza di quattro mesi Boric è tornato a discutere un nuovo accordo per una nuova Costituzione, che vada a sostituire quella risalente al 1980 ed alla dittatura militare di Augusto Pinochet. Il Presidente cileno ha raggiunto un primo accordo con il Congresso che prevede: la nuova costituzione redatta nel corso del prossimo anno da una commissione di 50 consiglieri costituzionali, tutti da eleggere in modo diretto in un voto proposto per aprile 2023, la parità tra uomini e donne elette, la partecipazione delle popolazioni indigene e che le proposte siano approvate dai tre quinti dei consiglieri.

cms_28836/foto_1.jpg

Altri canoni da rispettare per l’ipotetica nuova Costituzione, che verrebbe votata dai cittadini a fine del 2023, sono circa 12 principi precedentemente determinati, come ad esempio che il Cile abbia un governo unitario, ma decentralizzato con i rami esecutivo, giudiziario e legislativo separati e indipendenti, che le 11 popolazioni indigene presenti in Cile possano godere dei diritti fondamentali come quello alla vita e alla proprietà e che l’esercito debba essere sempre subordinato al governo civile. L’accordo dovrà quindi passare ora al Congresso, dove servono almeno 29 senatori e 89 deputati, o quattro settimi del numero dei parlamentari, affinché passino le modifiche del dettato costituzionale. COLOMBIA -Proseguono, con buoni risultati, i negoziati di pace tra il governo colombiano di Gustavo Petro e l’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Dopo un primo ciclo di discussione i rappresentati dell’ELN hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale durante il periodo delle vacanze di fine anno.Sempre durante il primo round di negoziati, svolto nel vicino Venezuela, l’ELN ed il governo hanno trovato anche un accordo per consentire gli sfollati indigeni Embera di tornare alle loro case nella Colombia occidentale.

cms_28836/foto_2.jpg

Ci sono inoltre buone notizie anche per il futuro, infatti le due parti si incontreranno nuovamente il prossimo mese, con il Messico come garante ufficiale, nella speranza di accordarsi per un cessate il fuoco formale e duraturo.L’iniziativa dei colloqui con i gruppi armati del Presidente colombiano Petro segue quella intrapresa dal suo predecessore Ivan Duque, che li aveva però interrotti nel 2019, dopo che un’autobomba aveva ucciso 22 cadetti della polizia. In particolare, oltre all’ELN, sono stati i membri dissidenti dei guerriglieri FARC-EP (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejercito del Pueblo) a creare maggiori problemi e scompiglio, dopo che hanno rifiutato l’accordo di pace del 2016 con lo Stato colombiano.La strada per una pace totale è ancora lunga, ma i passi in avanti fatti da Gustavo Petro per quanto riguarda la questione ELN sono evidenti. VENEZUELA -Novità importanti anche per quanto riguarda il Venezuela. Per il Paese Sudamericano arrivano buone notizie direttamente dall’Unione Europea, che ha deciso ormai per un forte reinserimento a pieno titolo del Paese sudamericano nella comunità internazionale e sulla riapertura dei rapporti commerciali. Bruxelles investirà nel Paese cinque milioni e mezzo di euro: una parte sarà destinata alle politiche giovanili e il restante alla preparazione di un processo elettorale, corretto e inclusivo. La missione “Delegación de la Unión Europea en Venezuela” a Caracas sarà capitanata da Rafael Dochao Moreno.Un’azione quindi forte e diretta dell’UE, che sembra voglia definitivamente archiviare la contrapposizione e contrasto verso il governo Maduro, dopo il riconoscimento del presidente dell’Assemblea nazionale, Juan Guaidó, come capo di stato ad interim del Venezuela.

cms_28836/foto_3.jpg

Nello specifico l’UE con questo processo di riavvicinamento al Venezuela, si accoda a Paesi che avevano già intrapreso iniziative di collaborazione e sviluppo economico. La nostrana Eni, ad esempio, insieme a Repsol, già dal giugno 2021 aveva ricevuto il nulla osta dal Dipartimento del Tesoro di Washington, per commerciare petrolio venezuelano in Europa. Anche gli Stati Uniti avevano già avviato, insieme ad altri Paesi sudamericani, delle aperture economiche verso il governo Maduro. Ad aprire le danze è stata l’Argentina di Fernandez, seguita dalla Colombia che ha ripreso le relazioni diplomatiche, riaprendo anche le frontiere. Allo stesso modo il neo eletto Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha già chiesto ai suoi collaboratori di preparare ed organizzare una missione diplomatica da inviare a Caracas. Intanto il Venezuela si prepara per le elezioni primarie dell’opposizione, messe in calendario per il prossimo 25 giugno 2023, a cui seguiranno le presidenziali del 2024.

Data:

25 Dicembre 2022