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CILE E BOLIVIA RIAPRONO ALLE RELAZIONI DIPLOMATICHE

Lo scorso dicembre il Cile ha scelto Gabriel Boric come suo nuovo Presidente. Il giovane ex-leader studentesco 35enne, capo della coalizione Apruebo dignidad ha incassato il 55,8% dei voti, battendo il filo-pinochetista Kast. Dopo anni di Sebastián Piñera e la destra al comando di uno dei Paesi di maggior salute in America Latina, il popolo ha deciso per una svolta a sinistra. Le politiche promosse da Boric hanno fatto breccia nell’elettorato e riacceso la speranza di uscire il prima possibile dai duri colpi inflitti dalla pandemia. A giovare ed esultare per questa elezione non sono solo i Paesi di orientamento politico simile, bensì anche il vicinissimo stato di Luis Arce, la Bolivia. Infatti, il Presidente boliviano ha accolto con favore l’elezione di Boric, per affinità ideologica e per la possibilità dopo molti anni di riaprire le relazioni con il Cile.

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I due Stati non avevano rapporti e relazioni diplomatiche dal lontano 1978, quando fallì anche l’ultimo tentativo di risolvere la lunga e complessa disputa sull’accesso al mare. La controversia trova radici da moltissimi anni prima, con la guerra del Pacifico del 1879-1883, e prende in considerazione il corridoio di Atacama, territorio di 120 mila chilometri quadrati, con un tratto di costa di circa 400 chilometri. La disputa, tutt’ora ancora in corso, ha fin qui espresso maggiori favori verso il Cile, che non ha l’obbligo giuridico di avviare negoziati con la Bolivia per concederle l’accesso sovrano sul Pacifico, che il Paese andino rivendica come legittimo. Inoltre, per la Bolivia, il negato accesso al mare ha comportato, secondo differenti studi, una perdita di 300 milioni di dollari a causa di oltre 60 occasioni in cui sono stati bloccati gli scambi commerciali attraverso porti cileni.

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L’apice di tensione raggiunto tra i due Paesi è stato nel 2013, con ancora Evo Morales, con una causa intentata appunto per la questione marittima all’ICJ (Corte Internazionale di Giustizia) dell’Aia. Questa causa è stata poi seguita dalla sentenza, sopra riportata, nel 2018. Ora, con Boric al governo cileno, la situazione diplomatica in toto tra i due Stati può subire finalmente una distensione. Il governo boliviano ha espresso fiducia che con il nuovo Presidente si possano approfondire ed intavolare, dopo molti anni di gelo, relazioni economiche bilaterali e sulla lotta comune al contrabbando. Si attendono quindi importanti sviluppi di geopolitica e politica internazionale, che possono giovare sia al Cile, sia alla Bolivia ed a tutta quanta l’area latino-americana. Nonostante i buoni propositi ed auspici, quest’anno i due Paesi si ritroveranno nuovamente all’Aia per la disputa sull’accesso al mare, con la speranza di ammorbidire e trovare una soluzione a questa situazione.

Data:

4 Gennaio 2022