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CITTA’ INSICURE , POLITICHE SBAGLIATE

Sicurezza, sanità e mobilità. Sono i tre parametri fondamentali per definire la civiltà e la qualità della vita di un paese. E in Italia tutti e tre sono oramai a livelli pessimi ed imbarazzanti, perché senza sicurezza non c’è libertà, neanche nel movimento. Eppure i tagli delle varie spending review continuano ad infierire sulle forze dell’ordine, che nelle periferie delle nostre metropoli come ad esempio la nostra capitale d’Italia sono in rapporto di uno a 2.500 cittadini, una proporzione tale da rendere impossibile proteggere i “buoni” e prevenire e reprimere i “cattivi”.

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Non solo. Da noi non si applica una teoria socio-criminologica conosciuta negli Usa fin dai primi anni 70’:quella della broken window, cioè della “finestra rotta”. Essa prevede che, dopo le operazioni di repressione della polizia in una zona degradata, si provveda alla sua riqualificazione per non far nascere la delinquenza estirpata a forza. Da noi si fa il contrario e nei quartieri-dormitori già nei guai, si mandano immigrati, rifugiati e nomadi. Cosi i problemi crescono.

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I commercianti, dicono i dati, corrono ai ripari investendo il 10 per cento del loro reddito in vetrine antirapina, sofisticati sistemi d’allarme e costose assicurazioni. Il fatto è che, mentre diminuiscono gli agenti, a causa della crisi economica e della disoccupazione aumentano i crimini e criminali, che sono sempre piu’ spietati e disposti a far del male anche per un bottino misero. Su tutto si può risparmiare, ma non si può chiedere alla gente di vivere nella paura. Perché dalla paura nasce l’intolleranza e, da questa, la violenza. Quella cieca. Quella che scatena guerre tra poveri.

Data:

3 Dicembre 2014