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Colpo di forbice ai rami secchi di Mafia Capitale

Sono 116 le richieste di archiviazione presentate dalla Procura di Roma nell’ambito del maxiprocesso per Mafia Capitale. Un punto di svolta a detta di qualcuno. Perché se è vero che una bella sfoltita è stata data, è altrettanto vero che in piedi resta il processo principale. Quello con capi d’imputazione aggravati dalle modalità mafiose per cui si attende il verdetto di primo grado, che potrebbe arrivare addirittura entro pochi mesi.

Il colpo di forbice è stato dato ai rami improduttivi. A quei filoni d’indagine aperti dopo le misure cautelari imposte nel 2014.

Finisce l’incubo per Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, tirato in ballo da Buzzi che lo aveva indicato quale beneficiario di una serie di tangenti destinate a sostenere la sua campagna elettorale. Per i magistrati della Procura di Roma “il fatto che le erogazioni in campagna elettorale non siano finalizzate ad atti o attività dell’ufficio, già secondo il tenore delle dichiarazioni di Buzzi, sono elementi che impongono l’archiviazione”. Nel giugno 2016, durante un altro interrogatorio, il ras delle cooperative, aveva raccontato di “un accordo a monte” tra Storace e Zingaretti per la spartizione del mega appalto sul Cup (Centro Unico di Prenotazioni sanitarie della Regione Lazio). Anche in questo caso assenza di riscontri.

cms_4656/foto_2.jpgTermina anche per i neri di Roma Nord sui quali si era concentrata l’attenzione dei Ros sin dal 2009.

Al Gip, il procuratore capo Pignatone, assieme agli aggiunti Prestipino e Ielo e ai pm Tescaroli e Cascini, ha chiesto di archiviare le posizioni di LuigiCiavardini, già esponente dei Nar e di Terza Posizione, condannato per la strage di Bologna, di Laura Marchini, di Matteo Costacurta, diFabrizio Pollak, di Massimo Carminati – esclusivamente per questo filone d’indagine -, di Maurizio Caracciolo, diAngela Maria Monaco, diStefano Massimo e diGianluca Ius.

L’impianto accusatorio si basava per loro sull’ipotesi di aver fatto parte di un gruppo “operante sul territorio romano, volto a pianificare delitti di rapina per finanziareazioni criminali di tipo eversivo”.

La parola fine si scrive anche per alcuni imprenditori che si ritenevano legati al mondo di mezzo, come il costruttore Parnasi.

Si chiude anche il filone che vedeva collegati a “Cosa nostra” Ernesto e Leonardo Diotallevi, nonché Giovanni De Carlo, ritenuti, ipoteticamente, i terminali della mafia siciliana a Roma: “Sebbene intercettazioni telefoniche accreditassero l’ipotesi investigativa – si legge nel provvedimento – le risultanze tecniche esperite non hanno, tuttavia, consentito di acquisire decisivi elementi di conferma a tali affermazioni”.

cms_4656/foto_3.jpgNell’ipotesi iniziale della Procura, a Massimo Carminati si legava la criminalità nera presumibilmente in attività, pronta a finanziare l’eversione e la figura di Ernesto Diotallevi, legata alla storica banda della Magliana, che si pensava potesse portare a Cosa Nostra. Se il Gip confermasse l’archiviazione, la posizione giudiziaria del “Nero” ne uscirebbe abbastanza alleggerita. Viene meno anche l’ipotesi di favoreggiamento esterno contestata all’avvocato Paolo Dell’Anno: anche per lui la Procura ha detto di non aver trovato nessun riscontro alla tesi investigativa iniziale.

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Nella richiesta depositata dalla Procura di Roma compaiono anche i nomi di diversi politici, oltre a quello di Zingaretti. C’è l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno per il quale viene meno l’ipotesi di favoreggiamento dell’associazione Mafia capitale. Resta però in piedi il processo percorruzione.

Escono dalle indagini anche i tacciati di reati contro la Pubblica Amministrazione: Angelo Marinelli, nello staff di segreteria dell’allora assessore Ozzimo, Patrizia Cologgi, ex funzionaria della protezione civile, Mirella Di Giovane, ex direttrice del dipartimento Patrimonio di Roma Capitale, Patrizia Caracuzzi, ex segretaria di Panzironi, Salvatore Forlenza, dirigente del Consorzio nazionale servizi (area Legacoop), Giampiero Monti, delegato all’epoca di Alemanno alla gestione dei campi nomadi.

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8 Ottobre 2016