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COME AFFRONTARE LA CATTIVERIA

Spesso risulta complicato comprendere la condotta di alcune persone. Non ci si capacita di come sia possibile raggiungere determinati livelli di immaturità. I rapporti sono cosa complicata, questo ormai è assodato. Ciò non toglie che vi sia una soglia di sopportazione che a volte viene superata con smodata facilità. Nessuno è destinato a subire passivamente il modus operandi infantile tipico di certi soggetti. I danni provocati dalla superficialità di chi non usa il cuore, sono ingenti. Traumatizzano l’animo sensibile di coloro che agiscono con gentilezza.

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Tuttavia nulla è perduto, nemmeno la crudeltà. Rientra in quel bagaglio di competenza che ci consente di reagire diversamente di fronte alle avversità. Il fatto di aver conosciuto il male, permette di elevarsi. Non bisogna diventare cinici o comprimere le emozioni. I sentimenti devono esser rispettati. Conviene buttare fuori e non tenere dentro. Procedere per la propria strada con naturalezza, vitalità e ottimismo. Esistono comunque individui che barcollano fin quasi a cadere perché presentano una sensibilità particolare che costituisce caratteristica della loro personalità. Meravigliosamente pieni, viaggiano con l’idea che, camminando in punta di piedi, niente possa calpestarli. Non è così.

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La sensibilità è terreno fertile di approfittatori e di opportunisti. Questi soggetti sguazzano nella bontà d’animo altrui per regalare infelicità gratuita. Cosa c’è di peggio di una cattiveria inaspettata e immeritata? Nulla. Però, chi la fa l’aspetti. Si può pure pensare di averla vinta ma l’esistenza è sempre pronta a dimostrare che la perfidia perde a priori. La cattiveria è come un grillo che salta di testa in testa con lo scopo specifico di portare confusione, caos e malumore. Arriva dal vuoto e ad esso si ricongiunge. Qualsiasi soggetto che sia venuto in contatto con la malignità di taluni, sicuramente ha sentito un forte dolore al petto. Poi, un dubbio ha cominciato a insinuarsi nella mente. Una frase è diventata ricorrente.

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Ci si chiede continuamente: “che ho fatto di sbagliato per meritare tutto ciò?”. Ragionamento scorretto in quanto la lezione da imparare è che non si possono controllare le azioni degli altri. Il resto del mondo agisce tramite una logica spesso incomprensibile poiché ciascuno ha un sistema proprio di elaborazione delle informazioni che deriva da una maglia intricata di fattori soggettivi. Lo stesso fatto a qualcuno può sembrare importante, a qualcun’altro meno e ad un altro per niente. Ognuno interpreta le situazioni in maniera differente. E, anche se la cattiveria è lingua universale, non tutti ne riconoscono la gravità. Quindi si può dare una svolta semplicemente controllando il proprio comportamento. Un gesto di gentilezza batte un atto di meschinità. Un abbraccio ha più forza di uno schiaffo. Una parola amorevole scioglie un cuore di ghiaccio. In fondo siamo fatti per amare e non per odiare.

Data:

17 Ottobre 2015