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COME BRUCIARE OPERE D’ARTE E SOLDI

cms_28768/1.jpgQualche mese fa al ricco imprenditore informatico messicano Martin Mobarak (con la o) venne un’idea.

Prese un’opera di Frida Kahlo (Fantasmones siniestros) di sua proprietà del valore di 10 milioni di dollari, la fotografò e poi la bruciò.

Puf! L’opera di Frida non esiste più.

10.000 foto dell’opera furono messe in vendita in internet marcate NFT.

Cosa sono gli NFT?

Semplificando molto, gli NFT sono come delle marcature che si associano a una immagine o a un video in Internet. Questa “marcatura” è unica e, se si compra quella immagine (che comunque resta solo in internet), si ha la certezza che quella immagine è unica e personale. Attenzione: della stessa immagine ci possono essere infinite copie, tutte con un NFT diverso, ma le immagini sono uguali.

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NFT e Arte

Presi dalla novità anche alcuni artisti hanno pensato di sfruttare il momento, come ad esempio Jeff Koons e David Hockney con alcune delle loro opere. Damien Hirst ha bruciato pubblicamente addirittura 1000 delle sue creazioni per dare valore alle copie in NFT.

Sono nate delle piattaforme come CryptoArt e Binance dove chiunque può “marcare” con pochi bitcoin le proprie immagini in NFT e metterle in vendita.

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Attenti al fuoco…

Qualcosa, però, non ha funzionato. Questa nuova idea speculativa non è riuscita a decollare. L’intraprendente “alchimista dell’arte” (così si è autoproclamato) Martin Mobarak ha incenerito un quadro da 10 milioni di dollari e oggi ha venduto solo 4 dei 10.000 NFT disponibili per poco meno di 11.000 dollari.

Le piattaforme di arte hanno raccolto moltissime immagini ma, senza usare eufemismi, sono davvero schifezze.

Per il momento, dunque, è meglio non dare fuoco a nessun quadro, perché sarebbe come bruciare soldi e basta.

Data:

20 Dicembre 2022