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COME NASCE UN ARTISTA: ROBERTO VENTURA

Nel cuore della capitale, esiste un dedalo di vie e vicoli che raccontano una pagina di storia dolorosa del fascismo, e strade “parlanti” dai nomi evocativi che tramandano ancora oggi il ricordo degli artigiani e dei venditori che avevano lì le loro botteghe.

Quando realmente possiamo parlare della vera gavetta artistica?

Gli artisti fanno davvero un percorso prima di esporre?

cms_29510/1.jpgOggi parliamo di persone qualunque con tanta voglia di creare su più fronti nella cultura artistica, musicale e teatrale.

In particolare, Roberto Ventura, classe 1965, romano Artista/scultore che rappresenta nel contesto territoriale in cui lavora e vive il modello organizzativo, portando avanti un impegno etico e sociale molto presente con l’adesione ad alcuni principi guida che impatta sulle persone, e sulla comunità.

L’incontro fortuito con Roberto Ventura è stato rilevante, dal suo racconto traspare l’importanza dei piccoli segnali che hanno avuto su di lui un ascendente determinante per intraprendere il percorso dell’arte.

Ma Ripercorriamo il suo passato.

Roberto nasce a Roma vent’anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale nel quartiere di Don Bosco, figlio di persone umili che hanno combattuto la resistenza.

L’indomani della fine del conflitto, quando l’Italia era nella ripresa dell’economia, sua madre, la signora Litta Marisa, occupò un ruolo importante come costumista nel mondo della sartoria cinematografica e teatrale, realizzando abiti per i personaggi dello spettacolo e del mondo della musica a Roma.

Già dalla tenera età, Roberto ventura ammantava lo sguardo verso la creatività, facendo ardere dentro di lui la passione per l’arte.

Il suo racconto colpisce nel descrivere il suo vissuto, perché ci sono aneddoti che hanno segnato il suo percorso di vita.

Durante la sua infanzia passava del tempo presso il negozio di cornici di sua zia Evelina Litta, (in Via de’ Prefetti, accanto a Piazza del Parlamento) e lì che muove i primi passi maneggiando lo stucco per finestre, e a mani nude creava piccole opere.

Roberto Ventura, crescendo nel cuore della Capitale diventa un bambino curioso, scandagliavatutti i tragitti, da via Della Lupa dove abitava sua nonna, finendo a Vicolo del divino Amore. Roberto ci ricorda che è una strada situata nelRione Campo Marzio, compresa tra Piazza Borghese e Via de’ Prefetti. La storia di questo vicolo di forma irregolare è strettamente legata alla Chiesa della Madonna del Divino Amore che vi sorge, le cui origini risalgono al Medioevo. In queste strade, nel 1604, visse il pittore Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. Oggi non vi è neppure una targa in ricorso dell’artista, a parziale rimedio di tale alcuna, uno stretartist, ha realizzato un Caravaggio su un apposito pannello posto nel vicolo.

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Anticipatamente capisce che l’arte era strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e “messaggi ” attraverso forme, colori e immagini. L’influenza pittorica deriva dal patrimonio genetico di suo zio Vasco Carradelli, un artista di San Benedetto Po (MN) che già nel 1930 frequentò per un anno l’Accademia di Belle arti a Roma, solo dopo un ungo periodo di prigionia alla fine della Seconda guerra mondiale, al suo rientro lavorò come restauratore e affinò la tecnica pittorica divenendone abile manipolatore.

Erano tempi dove nel centro di Roma, vi era il richiamo di tutte le botteghe dell’artigianato, quello che oggi purtroppo c’è rimasto ben poco, ma, facendo riferimento in quel periodo, facilmente si rimaneva affascinati da quel posto.

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Quando parliamo degli artigiani, si è portati a pensare al passato, come se facessero parte di un periodo legato soltanto alla ripresa dell’Italia rinascente. Oggi è importante ricordare che nel nostro paese vi è ancora l’artigianalità, l’autenticità, la creatività e la cultura, da legarsi al cosiddetto “effetto Rinascimento”, cioè cultura, storia, patrimonio artistico che influenzano il gusto, il senso estetico e le abilità artigianali.

Ringrazio Roberto Ventura che con il suo racconto ci ha fatto scrutare Roma Città eterna, riportandoci in dietro nel tempo.

Data:

25 Febbraio 2023