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Commissioni, ecco le nomine

Commissioni, ecco le nomine

cms_9509/camera_aula_fg.jpgSenato e Camera eleggono i presidenti, i vice presidenti e i segretari delle 14 commissioni permanenti. Le votazioni sono iniziate a partire dalle 9.30.

CAMERA – La prima eletta è Carla Ruocco: con 25 voti la deputata M5S è stata nominata presidente della commissione Finanze: Claudio Borghi, della Lega, con 27 voti è stato eletto presidente della commissione Bilancio; Luigi Gallo (M5S) è stato eletto presidente della commissione Cultura; Giuseppe Brescia del Movimento 5 stelle con 25 voti è stato eletto presidente della commissione Affari costituzionali; il deputato del M5S Gianluca Rizzo è stato eletto alla guida della commissione Difesa; la deputata del M5S Giulia Sarti è stata eletta presidente della commissione Giustizia; la deputata del M5S Marta Grande è stata eletta presidente della commissione Esteri con 24 voti; il deputato della Lega Alessandro Morelli è stato eletto presidente della commissione Trasporti; il deputato M5S Sergio Battelli è stato nominato presidente della commissione Politiche Ue; Marialucia Lorefice (M5S) con 25 voti è stata eletta presidente della commissione Affari sociali; il deputato della Lega Alessandro Benvenuto è stato eletto presidente della commissione Ambiente; Filippo Gallinella (M5S) è stato eletto presidente della commissione Agricoltura della Camera; Andrea Giaccone (Lega) con 25 voti è stato eletto presidente della commissione Lavoro; Alessandro Morelli (Lega) è stato eletto presidente della commissione Trasporti; la deputata della Lega Barbara Saltamartini è stata eletta alla presidenza della commissione Attività produttive, commercio e turismo.

SENATO – Il senatore M5S Vito Petrocelli è stato eletto presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama; il leghista Stefano Borghesi è stato eletto presidente della commissione Affari costituzionali; il senatore M5S Daniele Pesco è stato eletto presidente della commissione Bilancio; il senatore Andrea Ostellari (Lega) è stato eletto presidente della commissione Giustizia; il senatore della Lega Alberto Bagnai è stato eletto presidente della commissione Finanze; la senatrice Donatella Tesei (Lega) è stata eletta presidente della commissione Difesa; il senatore Mario Pittoni (Lega) è stato eletto presidente della commissione Istruzione; la senatrice Nunzia Catalfo(M5S) è stata eletta presidente della commissione Lavoro; il senatore Mauro Coltorti (M5S) è stato eletto presidente della commissione Lavori pubblici e comunicazioni; il senatore Giampaolo Vallardi (Lega) è stato eletto presidente della commissione Agricoltura; il senatore Gianni Girotto (M5S) è stato eletto presidente della commissione Industria; il senatore Pierpaolo Sileri (M5S) è stato eletto presidente della commissione Sanità; il senatore Ettore Antonio Licheri (M5S) è stato eletto presidente della commissione Politiche Ue; la senatrice Vilma Moronese (M5S) è stata eletta presidente della commissione Ambiente.

Conte tiene il punto

cms_9509/migranti9_afp.jpgIl premier Giuseppe Conte è soddisfatto, raccontano a Palazzo Chigi, per il punto messo a segno oggi con la cancelliera Angela Merkel. Pronta ad “accantonare” la bozza messa a punto in vista del vertice sui migranti in programma domenica a Bruxelles tra 8 Paesi membri e che metteva l’Italia nell’angolo. Tanto da indurre il presidente del Consiglio a far trapelare ieri tutta l’irritazione del governo italiano, avanzando dubbi sulla sua stessa presenza al summit con gli altri Capi di Stato e di governo.

La telefonata chiarificatrice con la cancelliera tedesca è stata annunciata in mattinata dal portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. Alle 13 è arrivata la chiamata della cancelliera, con la rassicurazione sulla bozza da accantonare. Ma il problema, e questo Conte lo sa bene, resta sul tavolo, e rende l’incontro di domenica – preparatorio del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno – decisamente in salita.

La partita è tutta da giocare. Perché per Merkel la questione dei cosiddetti ’movimenti secondari’ – ovvero del respingimento dei migranti nei Paesi dove sono inizialmente approdati – è funzionale alla sopravvivenza stessa del proprio governo, al centro di un braccio di ferro con il ministro dell’Interno Horst Seehofer.

Conte si dice sicuro di non voler indietreggiare di un passo: la priorità resta risolvere la questione degli sbarchi, o meglio dei ’primary movements’ come li ha etichettati lo stesso premier. L’Italia non può più essere lasciata sola, il leitmotiv che accomuna questo ai precedenti governi, ma rispetto al quale l’esecutivo ’giallo verde’ si gioca tutto e vuole marcare la differenza rispetto al passato.

Difficile convincere gli altri partner europei, a partire dalla Germania. Ma l’Italia vuole portare a casa dei risultati su tutta la linea, a partire dalla creazione di cosiddetti hotspot (centri di protezione e accoglienza dei migranti) nei Paesi di partenza e transito passando dal riconoscimento che i migranti salvati nelle acque italiane devono considerarsi come persone che hanno varcato i confini dell’Ue. Intanto i contatti diplomatici vanno avanti, oggi attivi anche con la presidenza della Commissione europea.

L’unico modo per uscire dal guado, si ragiona a Palazzo Chigi, è varare un pacchetto di misure che metta d’accordo tutti ma che sia concreto, consentendo di fronteggiare compattamente l’emergenza sbarchi per far sì che il problema dei ’movimenti secondari’ finisca presto per appartenere al passato. Un obiettivo difficile da centrare, ma rispetto al quale Conte è deciso a far valere le proprie ragioni.

Al suo arco il presidente del Consiglio italiano sa di poter contare su alcune frecce che possono fare breccia tra gli alleati. Tra queste, la contrarietà alle sanzioni alla Russia dell’Italia e le ottime relazioni, anche se in stato embrionale, del neo governo con il presidente statunitense Donald Trump. Il viaggio a Washington, filtra dagli uffici di Palazzo Chigi, dovrebbe tenersi a brevissimo.

Sull’emergenza migranti il governo procede compatto. Nessuna discrasia con il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, viene assicurato, nonostante le fughe in avanti sul fronte della comunicazione del leader della Lega e che il presidente del Consiglio, assicurano dagli uffici di Palazzo Chigi, non soffrirebbe affatto. Convinto com’è, raccontano, di dover portare a casa risultati concreti prima di spingere sull’acceleratore della comunicazione.

Intanto, tra gli appuntamenti internazionali nell’agenda di Conte viene confermato il viaggio a Londra dalla premier britannica Theresa May (10 luglio) alla vigilia del vertice Nato a Bruxelles fissato per l’11 e il 12 del prossimo mese. Ma ora lo scoglio più grande che attende Conte è dietro l’angolo: domenica a Bruxelles, dove il premier italiano affronta la sfida più impegnativa di queste prime settimane al governo del Paese.

Di Maio ai suoi: “Ascolto consigli non piagnistei”

cms_9509/dimaio16_fg.jpgHo sempre cercato di ascoltare ma ascolto i consigli, non i piagnistei“. Così, a quanto apprende l’Adnkronos, il leader M5S Luigi Di Maio, parlando in assemblea congiunta. Con il nostro metodo, è il ragionamento del vicepremier e capo politico del Movimento 5 Stelle, abbiamo preso il 32%.

Dobbiamo cambiare il Paese, non il Movimento. Siamo al governo” dice Di Maio, in risposta ai malumori interni filtrati nelle ultime ore. Un governo che “ha il consenso più alto degli ultimi 60 anni”.

“Adesso dobbiamo fare i fatti e cambiare il Paese – scandisce – siamo al governo e i fatti li fanno anche i parlamentari che devono lavorare nelle Commissioni e approvare le leggi”.

“Il Movimento è nato per cambiare il Paese – evidenzia Di Maio – Noi ora siamo maggioranza, non ci sono più scuse, o ottieni i risultati o non li ottieni. Con le proposte di legge, gli emendamenti e l’azione di governo si cambia il Paese”.

Salvini: “Ci prendiamo Lifeline e arrestiamo equipaggio”

cms_9509/Salvini_Pugno_Afp.jpgMentre il premier Giuseppe Conte segna un primo punto e fa rientrare, almeno per ora, il braccio di ferro con l’Ue sui migranti, si apre un altro fronte di scontro, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini ancora una volta sulle barricate. Nel mirino tornano le ong, che già nelle settimane scorse avevano visto il vicepremier picchiare duro. “Le navi delle Ong – avverte – non toccheranno più il suolo italiano“.

In particolare, Salvini punta il dito contro la nave battente bandiera olandese Lifeline, annunciando prima che le centinaia di migranti a bordo e soccorsi all’alba di oggi non saranno accolti in Italia. Per poi rincarare la dose: “La nave ce la prendiamo in Italia e arrestiamo tutto l’equipaggio per favoreggiamento della immigrazione clandestina“. “Questa nave non è registrata in Olanda, da Amsterdam ci hanno risposto due ore fa, ’non è una nave nostra’ hanno detto. E allora è una nave pirata“, scandisce il leader della Lega.

Sul caso interviene anche il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. “Salvare le vite in mare è una missione fondamentale, rispetto alla quale l’Italia non si tirerà mai indietro. Ma va fatto in sicurezza e legalità” sottolinea.

Il governo olandese “ha dichiarato ufficialmente di non avere da nessuna parte registrata quella Ong” che quindi “potrebbe essere potenzialmente una nave pirata” dice il ministro. Se la bandiera esposta dall’imbarcazione non dovesse corrispondere alla nazionalità dichiarata, “attraverso la guardia costiera italiana verrà sequestrata e non potrà più tornare in mare“, rimarca l’esponente M5S. “Faremo la stessa cosa – dice – nei confronti dell’altra nave Seefuchs” dal momento che “il governo olandese ha affermato di non avere elementi sufficienti per dichiarare che questa Ong è registrata presso il governo stesso”.

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22 Giugno 2018