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Con Gianluca Di Marzio – l’ esperto di calciomercato più seguito sui social.

Un nome ed un volto noti nel panorama del calcio nazionale, uno dei giornalisti sportivi fra i più seguiti in Italia. Ha cominciato la sua attività lavorando sui campi di calcio, cosiddetti minori, fino ad approdare a Sky, dove cura, con Alessandro Bonan, la rubrica: ”E’ (sempre) Calciomercato”. Vincitore, nel 2008, a Sorrento, del premio “Golden Goal” come miglior giornalista emergente. Dal 2014 è anche editorialista di una testata web che si occupa sempre di calciomercato. Competenza e passione sono il segreto di Gianluca Di Marzio.

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Da quanto tempo lavora a Sky?

“Dal 2004… sono 11 anni. Prima collaboravo con Telepiù e successivamente con Stream. Dopo pochi mesi dall’avvento di Sky, dove ero collaboratore esterno, sono stato chiamato a Milano dove mi è stato chiesto di rimanere”.

Cosa ricorda di quei giorni?

Ricordo che ero molto emozionato, soprattutto la prima volta perché era una novità”.

Oggi, invece, come vive questi momenti?

“E’ diverso. Oggi mi è rimasta l’adrenalina, quando vado in onda, ma non l’emozione della telecamera.

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Forse è più concentrato sul telefonino?

Per me è uno strumento di lavoro importante, anzi dirò di più. Credo di aver sdoganato l’uso del telefonino in diretta, di aver lanciato una moda del giornalista che, con il cellulare, dà la notizia in diretta.

In che modo?

Ricordo, per esempio, che in una delle trasmissioni politiche dello scorso anno, Enrico Mentana, su La7, diceva al giornalista politico che stava interagendo con il suo telefonino: “Mi sembri il Di Marzio del calciomercato”. Bè, devo dire, che mi ha fatto molto piacere”.

Con il telefonino spesso si comunicano i trasferimenti dei calciatori. Cosa si prova quando si dà la notizia per prima?

E’ l’emozione più grande, penso dopo il matrimonio o dopo avere avuto un figlio. Sapere di arrivare prima a dare la notizia, oppure, darla e vedere che, mezz’ora dopo, arriva l’ufficialità è davvero una grande soddisfazione.

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La notizia che le ha dato maggiore soddisfazione?

Guardiola al Bayern. Anche perché mi ha fatto conoscere a livello internazionale. Quando diedi la notizia ricevetti numerose critiche dai media tedeschi e spagnoli perché era difficile, per loro, pensare che un giornalista italiano potesse dare la notizia esatta in anticipo. Così, arrivò prima la smentita del Bayern e poi, 48 ore dopo, l’ufficializzazione dell’ingaggio del nuovo tecnico, Guardiola. Va detto che, Marca Tv, durante una loro puntata mi chiesero scusa.

Cosa le dà fastidio in generale?

Le persone irrispettose, gli insulti gratuiti. Mi dispiace quando si trascende. Certo è possibile che fra 500.000 follower qualcuno possa andar fuori dal seminato, tuttavia, ripeto, fa male.

A proposito di follower, lei è il giornalista più seguito sui social. Come spiega questo successo?

Penso sia dovuto principalmente al linguaggio semplice che utilizzo. In questo modo riesco ad entrare nelle case delle persone, come se fossi lì con loro, a chiacchierare e a parlare di calcio. Inoltre, ho scelto un profilo social molto forte che mi permette, attraverso il twitter, di comunicare e rispondere a chiunque, come se avessero il mio numero di telefono.

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Ma riesce a rispondere a tutti?

E’ impossibile rispondere a tutti, ma ci provo sempre per far capire all’utente che può relazionarsi a me in qualsiasi momento. Mi piace pensare che la gente possa provare, nei miei confronti, non solo la stima del professionista, ma anche la semplice simpatia.

Si può descrivere anche con un semplice aggettivo?

Credo di essere una persona abbastanza umile di mio, anche se questo, lo devo soprattutto a mio padre. Lui mi ha trasmesso questa apertura alla gente.

Come era suo padre quando allenava?

Lui era capace di allenare squadre rivali tra loro ed essere amato. Penso a Cosenza e Catanzaro come al Palermo e al Catania. Ha allenato in queste città ed è stato amato da tutte le tifoserie.

Qualche ricordo in particolare?

Diversi… Ricordo per esempio, quando accompagnavo papà in campo a Catania e sentivo migliaia di tifosi che lo incitavano gridando il suo nome: “Gianni, Gianni”… Sono scene che, ancora oggi, mi porto dentro e mi commuovono.

A proposito di piazze calde, suo padre è mai stato vicino ad allenare il Bari?

No, forse qualche contatto, ma mai nulla di concreto. Dispiace perché sono sicuro che sarebbe stato amato anche a Bari.

Perché?

Perché la tifoseria del Bari è eccezionale, sa apprezzare le persone che lavorano con serietà… e poi è una piazza da serie A, non solo per bacino d’utenza, ma anche per la passione che sa trasmettere a squadra e città.

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Lei è un esperto di calciomercato. Come vede il mercato del Bari?

Intanto, il mercato di B non si giudica mai a giugno… si accende nei giorni finali. Il Bari ha tante idee e sta seguendo diverse piste. Oggi, si possono raggiungere obiettivi ambiziosi con pochi soldi, ma con progetti precisi. L’importante è essere chiari con la gente. I tifosi sapranno apprezzare.

C’è qualcosa che l’ha colpita nelle diverse interviste fatte ai tifosi del Bari?

Si. Mi ha impressionato positivamente che qui i tifosi non chiedono al Presidente necessariamente il calciatore di richiamo, ma i giovani che possano amare questa maglia e onorarla.

Può anticipare qualche novità per i tanti tifosi che seguono il Bari?

Confermo che a breve ce ne saranno…

Può fare almeno un nome o una pista che il Bari sta seguendo?

La pista rumena… Un trequartista di nome Mitrita

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Data:

25 Giugno 2015