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Consultazioni, nuovo giro da giovedì

Consultazioni, nuovo giro da giovedì

cms_8911/corazzieri_quirinale_afp.jpgInizierà giovedì prossimo, dai partiti, il nuovo ciclo di consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo governo.

Al termine del primo giro di consultazioni, terminato con una fumata nera, Mattarella aveva deciso di far “trascorrere qualche giorno di riflessione”, utile sia al presidente stesso “per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni che mi hanno presentato i partiti” sia “a loro perché possano valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche”, oltre alle “possibili soluzioni per dar vita a un governo”.

La giornata di giovedì giornata è dedicata dunque ai partiti, ribaltando così l’ordine della prima tornata, con l’udienza nel pomeriggio del centrodestra unito, che precederà l’incontro con la delegazione M5S, ultima forza politica ad essere sentita. Si inizierà alle 10 con il Gruppo ’Per le Autonomie del Senato, a cui seguiranno i Misti di Palazzo Madama e Montecitorio alle 10.30 e alle 11. Stavolta Liberi e Uguali, dopo la deroga decisa ieri alla Camera, salirà al Colle come Gruppo autonomo alle 11.30. Nel pomeriggio, a partire dalle 16.30, distanziati di un’ora, verranno ricevuti, rispettivamente, i rappresentanti di Pd, centrodestra e M5S.

Venerdì, infine, udienze con il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle 10.30; con il presidente della Camera, Roberto Fico, alle 11.15; e con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, alle 12.

Il Pd, in vista di questo nuovo round di incontri, ha in programma al Nazareno alle 18:30 l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari.

Raffica di scosse nelle Marche

cms_8911/Segnale_Muccia_8.jpgLe Marche tremano ancora. Una scossa di terremoto di magnitudo 4,6 della scala Richter è stata registrata alle 5.11 nella zona di Muccia, Pieve Torina e Pievebovigliana, in provincia di Macerata. La scossa è avvenuta a due chilometri a sudovest di Muccia e a una profondità di 9 chilometri.

Nelle due ore successive sono state registrate dalla Sala Sismica Ingv altre 30 scosse d’assestamento, tutte di magnitudo inferiore, tra 1 e 3.5.

C’è stata “tanta paura, gli abitanti sono fuori dalle case perché si sentono più tranquilli. I danni si sono verificati su strutture già lesionate” – è crollato infatti “il piccolo campanile della chiesa di Muccia del ’600, già lesionato in precedenza” – “tuttavia faremo le verifiche in tutti gli edifici agibili per controllare se è tutto a posto”. Così a Skytg24 Mario Barone, sindaco di Muccia. “A scopo precauzionale abbiamo chiuso la scuola materna – ha aggiunto Barone – e poi ci sono state pietre cadute dalle mura sulle strade. Non ci sono stati feriti. La paura è tanta, c’è tanta ansia e preoccupazione per quelle che potrà accadere ancora”.

’’Al momento sono cinque le famiglie fuori casa, stiamo parlando di più di 20 persone, tra le quali ci sono bambini. Stiamo cercando di dare loro un alloggio. La popolazione è provata, rievoca ricordi di un anno e mezzo fa che credevamo di esserci messi alle spalle. E’ una sequenza sismica che sembra non finire mai’’, ha detto all’Adnkronos il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, al termine del vertice sul terremoto di questa mattina. “Il boato, il terreno che si solleva, nuovi crolli. E’ stata una brutta scossa. Non ci sono feriti, che è sempre una nota positiva ma ci sono danni alle strutture – ha raccontato ancora – cinque abitazioni inagibili, gli acquedotti che sono saltati e su cui stiamo intervenendo, fortunatamente abbiamo serbatoi di accumulo e quindi non ci sono state interruzione d’acqua”. ’’Nel vertice – ha concluso il sindaco Gentilucci, che dopo il vertice sta girando il paese per dare ’’almeno un piccolo conforto’’ – abbiamo chiesto alle istituzioni una vicinanza, ovvero un decreto ad hoc per Pieve Torina che assicuri la ricostruzione di queste case’’.

In seguito della scossa è stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea Civitanova-Albacina per accertamenti tecnici. E’ quanto si legge sul sito di Trenitalia, secondo cui sono in corso le verifiche all’infrastruttura ferroviaria da parte dei tecnici di Rfi.

SCOSSA DI MAGNITUDO 3.3 VICINO ALL’AQUILA – Una scossa di magnitudo 3.3 è stata avvertita anche all’Aquila. L’epicentro è stato localizzato nel piccolo Comune di Ocre (1000 abitanti circa) alle porte della periferia est del capoluogo abruzzese. Non sono segnalati a cose o a persone. Il 30 marzo scorso la città è stata interessata da un terremoto di magnitudo 3.9.

“Sei in cassa integrazione”, l’avviso arriva con un sms

cms_8911/cellulare_mano5_fg.jpgSei in cassa integrazione”: questo l’sms ricevuto da alcuni lavoratori della Malo (azienda di cashmere di Campi Bisenzio, 58 dipendenti) in questi giorni da parte dell’azienda. Ne danno notizia la Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze, parlando di “una procedura anomala, inaccettabile e poco rispettosa sia del sindacato che del lavoratore“.

“Una procedura – spiegano i sindacati in una nota – che è iniziata dopo l’ultimo sciopero messo in atto dai lavoratori (lo scorso 28 marzo): da lì, l’azienda fa i programmi di cassa senza convocare il sindacato. Questo, considerando il fatto che l’utilizzo della cassa integrazione (a rotazione per circa metà del personale), ogni settimana, è sempre più corposo, per la mancanza della liquidità necessaria all’approvvigionamento del filato”.

“Gli ordini ci sarebbero anche, c’è da fare il campionario ma questo ad ora è a rischio: chiediamo che l’azienda ci convochi subito per concordare i programmi di cassa”, dicono i sindacati.

“Ogni settimana la situazione dell’azienda diventa sempre più incerta, i lavoratori sono stremati da mesi di lotte e, nonostante la richiesta di riattivazione del tavolo dell’Unità di crisi con le Regioni Toscana e Emilia Romagna (da parte di Filctem-Cgil e Femca-Cisl), i sindacati non riescono ad avere chiarezza sul futuro”, proseguono le organizzazioni sindacali di Firenze.

E la mobilitazione non si ferma: domani, mercoledì 11, i lavoratori saranno in sciopero per 4 ore e faranno un presidio davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia, a Firenze (viale Guidoni), dalle 11 alle 12.

“La sede del presidio è stata scelta non a caso: infatti, si vuole sensibilizzare il Tribunale affinché si verifichi che all’interno del piano concordatario l’azienda rispetti gli impegni presi, cosa che i sindacati temono non stia facendo”, conclude la nota. Il prossimo incontro tra sindacati e azienda è stato fissato a Firenze, in Regione Toscana, il 23 aprile alle 11.

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11 Aprile 2018