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Consultazioni, primo round al Colle

Consultazioni, primo round al Colle

cms_8861/consultazioni_corazzieri_fg.jpgPrimo giorno di consultazioni al Quirinale. I colloqui del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per arrivare alla formazione del nuovo governo hanno preso il via questa mattina.

Prima ad essere ascoltata dal capo dello Stato è stata la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che, dopo l’incontro durato 40 minuti, non ha rilasciato dichiarazioni. Quindi è stato il turno del presidente della Camera Roberto Fico, che, dopo il colloquio, ha scritto su Facebook di aver avuto “un incontro particolarmente cordiale” con il presidente della Repubblica. A fine mattinata è stato ricevuto al Colle anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

Le consultazioni sono quindi riprese nel pomeriggio con il Gruppo Autonomie del Senato. La capogruppo Juliane Unterberger, al termine del colloquio con Mattarella, ha detto che il Gruppo ritiene “molto importante” avere “un governo che condivida i valori europei” per “tutelare le minoranze linguistiche e gli istituti di autonomia”.

E’ arrivato quindi il turno dei Gruppi Misti dei due rami del Parlamento. Se il Movimento 5 Stelle affrontasse i temi ritenuti “essenziali” da Liberi e uguali, “non può che avere il nostro sostegno”, ha dichiarato Pietro Grasso dopo l’incontro. Liberi e uguali “ha manifestato disponibilità ad aprire dialoghi con quelle forze che – ha spiegato – in via prioritaria possano avere nel loro programma i temi che sono per noi essenziali”, quindi con “le forze riformiste e progressiste, mentre è assolutamente escluso con il centrodestra”.

Emma Bonino, di ’più Europa’, al termine delle consultazioni al Quirinale, ha sottolineato: “Ai vincitori o covincitori delle elezioni” spetta “l’onere di governare“. L’ex commissario Europeo ha poi sottolineato la necessità dell’”aggancio senza tentennamenti con l’Unione europea”.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini ha detto che al Presidente della Repubblica i socialisti hanno espresso “in maniera non retorica” la preoccupazione “per il manifestarsi di atti di antiparlamentarismo“, riferendosi all’elezione degli Uffici di presidenza di Senato e Camera. Quanto agli assetti di governo, “il nostro posto è all’opposizione”, ha spiegato il leader socialista.

Maurizio Lupi, di Noi con l’Italia, ha invece sottolineato: “Nessuno di noi può porre veti non avendo la maggioranza assoluta in Parlamento. La coalizione di centrodestra ha la maggioranza relativa, il compito è allargare la maggioranza, crediamo che porre veti sia la soluzione peggiore”.

Alle 18:30 è arrivata al Quirinale la delegazione di Fratelli d’Italia. “Abbiamo chiesto l’incarico per Matteo Salvini, se non dovesse riuscire immagineremmo una seconda ipotesi”, ha detto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “Non siamo disponibili a far parte di un governo che non mantenga compatto il centrodestra”, ha sottolineato. “Non accettiamo veti – ha proseguito Meloni – è normale che chi è arrivato secondo alle elezioni cerchi di dividere chi è arrivato primo, ma confido che non si voglia cadere nella trappola”.

Domani si partirà alle 10 con il Pd: la delegazione sarà composta dai capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci accompagnati da Maurizio Martina, segretario reggente dem, e Matteo Orfini, presidente Pd. Alle 11 sarà la volta di Forza Italia con i capigruppo di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, accompagnate da Silvio Berlusconi, presidente Fi.

Alle 12 la Lega con i capigruppo di Camera e Senato, Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio accompagnati da Matteo Salvini, segretario del Carroccio. Infine, nel pomeriggio alle 16:30, si chiuderà il primo giro di consultazioni con i 5 Stelle: ci saranno i capigruppo di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, con Luigi Di Maio.

Istat: disoccupazione scende al 10,9%

cms_8861/lavoratore.jpgDisoccupazione ancora in calo in Italia. Il tasso di disoccupazione a febbraio – secondo quanto rilevato dall’Istat nelle stime appena diffuse – scende al 10,9%, ovvero -0,2 punti percentuali rispetto a gennaio. La discesa della disoccupazione, spiega l’Istituto nazionale di statistica, si concentra tra le donne e nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni.

Dopo l’aumento del mese scorso, a febbraio la stima delle persone in cerca di occupazione diminuisce dell’1,7% (-49 mila). A febbraio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% (+28 mila). L’aumento interessa prevalentemente le donne e i 25-34enni.

Il tasso di inattività sale al 34,7% (+0,1 punti percentuali). Nel trimestre dicembre-febbraio, rispetto ai tre mesi precedenti, al calo degli occupati si accompagna una diminuzione dei disoccupati (-1,1%, -32 mila) e un aumento degli inattivi (+0,4%, +52 mila).

CONTI PUBBLICI – Per quanto riguarda il debito-pil, l’Istat rileva che nel 2017 sale a 2.263 miliardi, ossia il 131,8% del pil (contro il 131,5 per cento stimato in precedenza). L’Istituto rivede quindi al rialzo il dato sul debito pubblico dopo la riclassificazione di Eurostat che include l’impatto della liquidazione della Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca.

PRELIEVO FISCALE – Il prelievo fiscale nel 2017 si è attestato al 42,5% del pil, in calo dal 42,7% del 2016. Lo rileva l’Istat nei conti trimestrali, aggiungendo che invece nel quarto trimestre la pressione fiscale è stata pari al 48,8%, in riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Pressione fiscale al 42% in Italia

cms_8861/Notasse_sprechi_fg.jpgPressione fiscale in leggerissimo calo, ma resta sempre alta. Il prelievo nel 2017 si è attestato 42,5% del Pil, in flessione dal 42,7% del 2016. Lo rileva l’Istat nei conti trimestrali, aggiungendo che invece nel quarto trimestre la pressione fiscale è stata pari al 48,8%, in riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “I dati diffusi oggi dall’Istat confermano un quadro macro economico peggiore di quello previsto dal Def” denuncia Confesercenti commentando i dati diffusi dall’Istat. “Una revisione in senso negativo del rapporto deficit-Pil di due decimali che, sebbene attesa, potrebbe incidere sugli equilibri dei conti pubblici, riducendo lo spazio di manovra e mettendo un’ipoteca sulla futura riduzione della pressione fiscale, che invece rimane la priorità dell’economia in una fase ancora delicata“. Il 2017, rilevano, “si è chiuso in ripresa, registrando l’aumento del reddito delle famiglie, dell’occupazione e dei consumi”. “I primi mesi del 2018 hanno dato, invece, segnali meno rassicuranti – conclude – . Sebbene il numero di occupati continui a crescere, come confermato proprio oggi dall’istituto di statistica, nei primi mesi dell’anno le vendite sono tornate a rallentare, così come si è deteriorato il clima di fiducia delle imprese”.

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5 Aprile 2018