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Conte: “300 medici da tutta Italia in zone più colpite”(Altre News)

Coronavirus,Conte: “300 medici da tutta Italia in zone più colpite”

“Fino a 300 medici arriveranno da tutta Italia a sostegno delle zone più colpite dal Coronavirus. Siamo al fianco delle comunità che sono in prima linea nell’affrontare questa emergenza, continuiamo a combattere questa battaglia insieme a loro”. ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Sulla task force di medici provenienti da ogni parte d’Italia per raggiungere i territori con le maggiori criticità sanitarie, il capo della Protezione Civile “ha firmato oggi un’ordinanza, che è stata trasmessa per l’intesa alle Regioni. La task force conterà fino a un massimo di 300 medici, con partecipazione su base volontaria – fa sapere Palazzo Chigi – Il personale, selezionato per rispondere alle esigenze maggiormente richieste, opererà a supporto delle strutture sanitarie regionali”.

Coronavirus, Fico: “La Camera continua il suo lavoro”

“La Camera continua il suo lavoro. Si è appena conclusa la riunione dei Capigruppo che abbiamo svolto in teleconferenza definendo il programma delle prossime settimane”. Lo scrive il presidente della Camera, Roberto Fico, su Fb.

“Il Parlamento svolgerà la sua attività e garantirà in pieno l’esercizio delle sue funzioni per dare pieno supporto al Paese in questa fase così delicata e complessa, contribuendo a migliorare i provvedimenti approvati dal governo. Adotteremo un procedimento ordinario per l’esame dei decreti: prima il lavoro nelle commissioni competenti e poi in Aula. Ciò testimonia la centralità del Parlamento”.

“Per poter rispettare tutte le precauzioni e le prescrizioni delle autorità sanitarie per prevenire la diffusione del contagio, adotteremo particolari modalità logistiche e di lavoro. Le commissioni si riuniranno in spazi più ampi al fine di rispettare la distanza tra le persone e tutelare così la salute dei deputati e dei dipendenti di Montecitorio”.

“Tutti i capigruppo sono d’accordo nel destinare i futuri risparmi della Camera in favore di interventi utili in questo momento di emergenza, ovvero alla Protezione civile per le spese sanitarie”, scrive ancora Fico aggiungendo: “Nei prossimi giorni, inoltre, valuteremo la possibilità di allestire a Montecitorio un punto per le donazioni di sangue, che anche in questo momento sono estremamente importanti. L’attività delle Camere è quanto mai necessaria e preziosa in una situazione di emergenza come questa. Buon lavoro a tutti”.

Fontana boccia Cura Italia: “25 miliardi sono niente”

Le misure contenute nel decreto ‘Cura Italia’ varato dal governo, “sono pannicelli caldi perché non prevedono la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che presto, purtroppo, e spero di essere smentito, c’è il rischio che” l’epidemia “parta anche in altre Regioni”. Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ospite a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.

“Per rimettere in piedi l’economia 25 miliardi sono niente – sottolinea Fontana – In questo momento si sta cercando di risolvere la malattia con i pannicelli caldi, che aiutano, per carità, ma non si risolve niente. O si ha il coraggio di dire ’facciamo misure drastiche per la sanità, per l’economia, se non abbiamo i soldi fa niente’ ma quando uno è in guerra” è in guerra.

“Con il governo abbiamo sempre collaborato ma abbiamo avuto visioni diverse, non ci sono dubbi – evidenzia – Ho la sensazione che chi non viva direttamente questa situazione faccia un po’ fatica a rendersi conto di quale sia la realtà, perché quando si parla di poche decine di infettati e contagiati non è la realtà della Lombardia e sta diventando la stessa di Marche, Veneto ed Emilia Romagna”.

“A Roma – osserva Fontana – faticano a rendersi conto della situazione. Se fosse stata fatta una comunicazione diversa… non si deve spaventare la gente ma la si deve allertare. Se si continua a mandare in tv gente che dice ’è solo un’influenza, state tranquilli’ le persone poi si chiedono ’perché devo restare in casa?’”.

Per il governatore “il vero grosso problema è che le restrizioni che potrebbero avere un significato non vengono rispettate. Ci sono ancora troppe persone che girano e che prendono sotto gamba le limitazioni che sono state imposte e fanno la vita di sempre”.

Quanto agli spostamenti dei cittadini lombardi tracciati attraverso il monitoraggio delle celle telefoniche “non c’è un Grande fratello pubblico – rimarca – si notano solo i grandi flussi ma non c’è nessuna individuazione e nessuna volontà a farlo, volevamo solo cercare di capire quanto si muovessero sul territorio le macchine”.

Fontana parla anche delle polemiche sugli ospedali. “L’ospedale da campo del San Raffaele è organizzato da privati, con medici privati, e meno male che lo hanno fatto – dice – Il tentativo di fare polemica da parte di qualcuno è davvero fuori luogo. Il privato sta dando una mano e cercare di mettere veleno su queste cose è infondato e fuori luogo”.

Per l’ospedale dedicato ai malati Covid-19 che verrà realizzato in Fiera Milano “ci saranno dei contributi enormi da parte di imprenditori – sottolinea – ma l’ospedale è rigorosamente pubblico. A Bergamo non diciamo no, assolutamente. Il problema è una questione di medici che non ci sono. L’ospedale da campo che gli alpini hanno messo a disposizione lo possiamo montare ma se non ci sono medici…”.

“Ora – annuncia il governatore lombardo – siamo in contatto con la Croce Rossa cinese che dovrebbe mandare un centinaio di medici con una specializzazione particolare. Appena arriveranno non li mandaremo a gestire l’ospedale da campo ma li distribuiremo sul territorio, recuperando medici italiani da indirizzare al nuovo ospedale”.

“Le rianimazioni sono piene, i nostri medici e infermieri stanno facendo un lavoro eccezionale ma sono allo stremo – rimarca – Sono preoccupato del fatto che prima o poi anche loro possano cedere fisicamente oltre che psicologicamente. Se dovessero cedere loro sarebbe veramente un disastro”.

“Sono state fatte tante rianimazioni in più – sottolinea – Dall’inizio della crisi siamo riusciti a mettere sul campo più di 350 nuovi letti di rianimazione, un piccolo miracolo se si tiene conto che all’inizio ce ne erano 750. E’ stato fatto uno sforzo immenso ma ora sta finendo anche questa ulteriore donazione. Stiamo chiedendo nuovi ventilatori e respiratori. Qualcosina sta arrivando”.

Il presidente della Regione Lombardia torna anche sulla polemica scoppiata nei giorni scorsi in merito alle mascherine fornite dalla Protezione civile e definite ’fogli di carta igienica’. “Sulle mascherine lasciamo stare, non è arrivato molto – dice ai microfoni di ’Circo Massimo’ – Quando ci fu la polemica la Protezione civile disse ’vi abbiamo dato 380mila mascherine’ ma noi ne consumiamo 300mila al giorno. Non c’è la sensazione di quello che sta davvero succedendo”.

Il governatore si rivolge poi ai cittadini: “Abbiamo bisogno di invertire i numeri. E’ un appello che faccio: state a casa, non uscite se non è necessario, solo per qualcosa di eccezionale. E quando uscite state da soli, non avvicinatevi agli altri”.

E rinnova il suo appello ai medici: “Ci servite! Pensavo ci fosse più risposta tra pensionati e specializzandi ma non c’è. Abbiamo carenza di medici perché quelli che ci sono, oltre a stare cedendo fisicamente, sono pochi. 18mila persone si sono infettate in questi giorni e dobbiamo curarle”.

Coronavirus, Berlusconi a Mattarella: “Fi collabora ma governo accolga proposte”

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Cav, si legge in una nota, ha “garantito” al capo dello Stato che la “nostra volontà di collaborare per uscire da questa situazione è assoluta. Il governo deve tuttavia accogliere almeno alcune delle proposte che noi avanziamo nell’interesse di tutti i cittadini”.

Coronavirus, Salvini: “Così il dl non basta”

“La Lega non minaccia ma è chiaro che alcuni bonus messi nel decreto, 100 euro per i lavoratori dipendenti o 600 euro per i lavoratori autonomi, non risolvono i problemi. Nel decreto ci sono 1,3 mld per la cassa integrazione quando servirebbe 20 volte tanto. Se il decreto si può migliorare e arricchire, noi siamo a disposizione, ma se quello è il punto di arrivo non cura”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di Radio Cusano Campus.

“Tutti quelli che hanno la fabbrica chiusa, il negozio chiuso o un’attività chiusa – ha continuato -, chiedono garanzie. E’ incredibile che domani ci siano milioni di italiani costretti a pagare le tasse. In un momento eccezionale, emergenziale, come si può chiedere ai cittadini di pagare quello che molti, in tempi normali, non riescono a pagare?”.

Nel dl Cura Italia sono previsti due articoli che “parlano di licenze premio e di uscita anticipata di sei mesi per 5000 detenuti, ditemi voi… Mentre il governo dice state a casa, le aziende chiudono, che si fa? Si aprono le carceri. Se il dl cambia non è un bene per la Lega ma per il Paese, ma se non cambia non ci possono chiedere di votarlo”, ha aggiunto.

Coronavirus, Meloni: Meloni: “Bce e Lagarde? Ben svegliati”

“Dopo averci fatto tracollare la borsa, la BCE e il suo presidente Lagarde cambiano idea e annunciano, con giorni e giorni di ritardo, quello che qualsiasi comune cittadino di buonsenso, e noi di Fratelli d’Italia tra questi, chiedeva fin dall’inizio dell’emergenza: un intervento monetario importante per evitare il tracollo dell’economia europea. Ben svegliati”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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20 Marzo 2020