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Conte: “Chiudere accordo su Recovery entro luglio” (Altre News)

Conte: “Chiudere accordo su Recovery entro luglio”

“La proposta della Commissione è equa e ben bilanciata. Sarebbe un grave errore scendere al di sotto delle risorse finanziarie già indicate. E anche la combinazione tra prestiti e sussidi è ben costruita. Anche i tempi sono molto importanti. Dobbiamo assolutamente chiudere l’accordo entro luglio. E dobbiamo assecondare gli sforzi della Commissione di rendere disponibili alcune risorse già per quest’anno”. Così il premier Giuseppe Conte, intervenendo ieri al Consiglio Ue in videoconferenza.

Recovery, ironia Salvini: “Europa, con calma…”

“Europa, con calma… Tanto famiglie, lavoratori e imprenditori italiani non hanno fretta”. Ironizza così il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la possibile decisione a luglio sul Recovery fund da parte dei leader europei.

Il leader della Lega dai microfoni di ’Radio Radio’ replica poi al governatore campano Vincenzo De Luca che oggi lo ha definito un “somaro cafone”. “Tutti si ricordavano di De Luca che parlava di lanciafiamme… Poi uno vede i festeggiamenti del Napoli in Coppa Italia e siccome – ricorda Salvini – a me hanno fatto la morale per due metri in più o mezza mascherina… L’altra sera invece di usare il lanciafiamme, si è addormentato… Questo signore ci ha messo 24 ore per darmi del somaro e dell’equino. Secondo me è un signore che va aiutato… E’ un poveretto. Non vale la pena andare dietro a questi poveretti…’’.

Elezioni, sì del Senato alla fiducia sul decreto

Passa la fiducia al Senato sul decreto legge per le prossime elezioni suppletive, regionali e comunali con election day per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, con il voto ripetuto dopo che era stato accertato che ieri era mancato il numero legale. Sono 158 i favorevoli su altrettanti votanti su 162 presenti. Assenti i senatori del centrodestra. Ora il provvedimento, che andava convertito entro oggi pena la decadenza, può entrare in vigore. “Nella seduta di ieri, a seguito di un errore nel tabulato prodotto dal sistema di calcolo automatico dei congedi sulla base delle votazioni elettroniche precedenti, non sono stati scomputati -ha spiegato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati- due senatori che avevano preso parte alla votazione della questione pregiudiziale, cosicché, a seguito delle verifiche effettuate, il Senato non era in numero legale al momento della chiusura della chiama”.

Bagarre al Senato in avvio della seduta per la ripetizione del voto. Alcuni senatori sono infatti intervenuti per segnalare che ieri avevano chiesto la parola, ma che non l’avevano ottenuta anche per le difficoltà di essere visti dalle postazioni situate nelle tribune, oltre alle difficoltà di utilizzo dei tablet.

Si sono registrati momenti di tensione, con l’intervento di Casellati su quanto accaduto ieri e una polemica a distanza anche con la vicepresidente Paola Taverna, del Movimento 5 stelle. Quindi il processo verbale è stato approvato, con le modificazioni richieste da vari senatori.

“Faccio presente -ha spiegato Casellati- che quando uno chiede di parlare, siccome il presidente non ha lo sguardo a trecentosessanta gradi, ho messo davanti a me, proprio per garantire che tutti possano parlare, un assistente parlamentare, così come ci sono i senatori segretari che devono segnalare, oltre alla segreteria generale. Quindi, quando qualcuno mi segnala, do la parola; siccome talvolta leggo e non posso avere il terzo occhio per guardare mentre leggo, non posso vedere contemporaneamente tutta l’Aula”.

“I senatori segretari, gli assistenti e la segreteria generale dovrebbero segnalarmelo. Io non ho mai negato ad alcuno la parola, questo perché sia precisato”. Spazio poi a un duro botta e risposta con il senatore M5S Primo Di Nicola. “Quello che lei deciderà questa mattina -ha detto rivolgendosi al presidente- rimarrà negli annali parlamentari e costituirà un precedente pericoloso se non verremo tutti messi nelle necessarie garanzie di poter esercitare i diritti di parlamentari che i cittadini ci hanno consegnato”.

“Mi permetto di dire che forse la parola pericoloso se la poteva risparmiare -ha replicato Casellati- Penso che ci voglia sempre rispetto delle Istituzioni perché lei non è certamente portatore di una verità. ’Pericoloso’ lei non se lo può permettere. Non se lo permetta e si sieda”.

Dl rilancio, scontro nel Movimento 5 Stelle

Scontro tutto interno al M5S sul decreto Rilancio. “Rafforziamo la sicurezza sui luoghi di lavoro – No all’emendamento Donno”, si legge in un post pubblicato su Facebook dal deputato Davide Tripiedi accompagnato da una foto con i componenti M5S della Commissione Lavoro in posa, compatti. Nulla di strano se non fosse che il primo firmatario dell’emendamento in questione è il grillino Leonardo Donno, compagno di partito di Tripiedi.

Emendamento che, scrive Tripiedi, è stato inserito tra “i super segnalati” ossia “tra quelli a cui verrà riservata maggiore attenzione per poter essere approvato” e che “prevede sanatorie per i datori di lavoro, neutralizza i controlli degli ispettori per due anni e prevede l’assunzione di ispettori presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro senza l’obbligo di concorso ma con una procedura semplificata per titoli e colloqui anche in via telematica”.

Tripiedi auspica che il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo “non accolga questo emendamento ma che invece approvi quello presentato dalla Commissione Lavoro della Camera che da anni segue con estrema attenzione la tematica”.

Critico anche Claudio Cominardi, ex sottosegretario al Lavoro: “Non posso evitare dal dissociarmi pubblicamente da una proposta emendativa che prevede sanatorie, neutralizza dei controlli per due anni e prevede l’assunzione di ispettori presso l’INL senza un concorso ma con una procedura semplificata per titoli e colloqui anche a distanza (chiamata diretta?). Questo emendamento – insiste sui social Cominardi – presentato da un collega in aggiunta all’articolo 95 del decreto Rilancio, andrebbe immediatamente ritirato. Anche perché non ha nemmeno avuto alcun consenso da parte dei colleghi della Commissione di competenza”.

Sempre via Facebook arriva la replica stizzita di Donno: “Penso sia davvero poco furbo perdersi in polemiche e attacchi strumentali. E comunque, a futura memoria di tutti: ho le spalle larghe, anzi larghissime, e le polemiche da bar (trasposte sotto forma di ’meme’ ai tempi di Facebook) mi scivolano addosso. Io vado avanti come un treno, sempre a difesa di tutte le categorie di cittadini che bussano alle porte del Movimento 5 Stelle per chiedere aiuto”.

Il primo firmatario dell’emendamento della ’discordia’ aggiunge: “Se qualcuno pensa sia più importante perdersi in discussioni inutili può benissimo farlo, ma non sottragga tempo a chi ha ancora voglia di combattere”.

Gori: “Serve un altro Pd, trovare nuova leadership”

“Credo ai grandi partiti e credo che i cambiamenti di cui questo Paese ha bisogno non li producano le piccole formazioni politiche con carattere personalistico, ma che servano i grandi partiti popolari. Il Pd ancora lo è, ma vedo molti limiti nella conduzione dell’attuale Pd e per questo mi piacerebbe più concreto, più coinvolto a promuovere le riforme che servirebbero al Paese. E questa cosa deve anche trovare una nuova leadership e lo dico avendo molta simpatia e lealtà nei confronti dell’attuale segretario del Pd”. Lo ha affermato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, a un evento organizzato dallo studio Berta, Nembrini, Colombini e Associati e trasmesso in streaming.

“Se vogliamo incidere e aiutare questo Paese a tirarsi fuori da pasticci serve un altro Pd e forse dagli amministratori arriverà una nuova leadership, ma non sarò io. Da qui ai prossimi quattro anni non sarò io. Però posso dare una mano”, ha evidenziato Gori.

“Credo che i sindaci e gli amministratori del Pd siano un pezzo di possibile nuova classe dirigente del Paese. Poi chi fa il sindaco -ha continuato- fa il sindaco, non c’è molto tempo di fare altro. Io che sono alla responsabilità amministrativa di una città particolarmente colpita e bisognosa di essere accompagnata in un percorso di ripresa mi sento chiamato a questo ruolo e non ad altro. Che non toglie che abbia voglia e sia disponibile a dare una mano al mio partito”.

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20 Giugno 2020