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Conte: “Con Regioni camminiamo insieme” (Altre News)

Conte: “Con Regioni camminiamo insieme, entriamo in Fase 2”

(Ileana Sciarra)-“Approvato il nuovo decreto legge con il quale entriamo a pieno regime nella fase 2. Ottima collaborazione con le Regioni che hanno aderito al piano predisposto dal governo e accettato di camminare insieme in questa nuova fase trasmettendo costantemente le informazioni sui contagi e condividendo la responsabilità per le riaperture delle attività”. Lo dice all’Adnkronos il premier Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge quadro sul secondo step della Fase 2.

Berlusconi: “Bombola ossigeno serve ora, non quando Italia è morta”

“Io avrei sospeso tutti i pagamenti delle tasse per il 2020, il rinvio di poche settimane adottato dal governo non cambia nulla. Credo si debba fare tutto il necessario adesso, subito, per evitare il collasso delle imprese e la perdita di posti di lavoro. La bombola di ossigeno deve arrivare quando serve, non quando il paziente è morto”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Stasera Italia.

“Se le imprese chiudono la spirale è pericolosissima con chiusure, licenziamenti, meno gettito fiscale. Dobbiamo assolutamente salvare imprese e lavoro”, ha sottolineato il leader di FI.

“Dobbiamo assolutamente salvare ristoranti e bar e consentirgli di sopravvivere fino alla ripresa. La soluzione non va cercata discutendo di mezzo metro più o meno quanto aiutando gli imprenditori concretamente con contributi a fondo perduto, agevolazioni fiscali, blocco delle tasse e prolungamento della Cassa integrazione per i dipendenti”, ha aggiunto. “Nell’ultimo decreto non ho visto i mille euro per i medici e gli infermieri, dobbiamo vergognarci per questo”, ha detto ancora.

Crimi: “Mes senza condizionalità? Nessuno lo ha ancora dimostrato”

“Ancora nessuno ci ha dimostrato che il Mes sia senza condizionalità”, afferma il capo politico del M5S, Vito Crimi, ai microfoni di ’Circo Massimo’ su Radio Capital. “I documenti devono essere approvati definitivamente, poi lo vediamo”, osserva il viceministro dell’Interno. “Il vero strumento – sottolinea – è il Recovery Fund: se passa, probabilmente del Mes non abbiamo bisogno”. Nella bozza sul Mes “non c’è ancora la certezza” dell’assenza di condizionalità, “ci riconfronteremo quando avremo il documento approvato, lì ci sarà un dibattito pubblico”, dice ancora il leader pentastellato.

Per quanto riguarda il dl Rilancio appena varato, “questa manovra ha dei soldi veri. Non si parla di effetto leva come è stato in precedenza. Penso al taglio dell’Irap, al contributo a fondo perduto: soldi reali, un vero e proprio indennizzo”. “L’Ecobonus consentirà un rilancio del mercato edilizio”, sottolinea ancora Crimi, che aggiunge: “E’ una manovra importante, chiedo ai cittadini di aspettarne gli effetti”.

“Non abbiamo paura di prenderci un ’vaffa’” dagli italiani, “ci stiamo assumendo delle responsabilità”, dice a ’Circo Massimo’ su Radio Capital il leader del M5S Vito Crimi. Se arriva qualche ’vaffa’ “lo accettiamo com’è giusto che sia, l’importante però è che ci si renda conto che stiamo facendo il possibile per andare nella direzione migliore. Per esempio l’Ecobonus è una delle misure più 5 Stelle che si potesse immaginare”.

Scontri con il Pd? “Questa è una narrazione che ormai sento da mesi. Non c’è stato scontro, l’unico tema su cui ho avuto remore era quello dei migranti. Non sarebbe stato opportuno inserire in questo decreto quel tipo di misura”. Con i partner della maggioranza, prosegue il viceministro dell’Interno, “i rapporti sono talmente cordiali nelle nostre interlocuzioni quotidiane che non ci sono urla… poi ci sono visioni diverse” e il risultato del confronto “è eccellente”.

Maroni: “Sanatoria? Su lavoro è come la mia, ma non condivido permesso provvisorio”

“Per la parte lavoro è uguale alla mia, ma quanto previsto dal governo attuale include anche il permesso di soggiorno – provvisorio di 6 mesi – per chi non ha un lavoro, una cosa che non condivido”. Lo dice all’AdnKronos, Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno, che nel 2009 diede vita a misure analoghe, con un decreto, del governo Berlusconi, che puntava all’emersione dei rapporti di lavoro, come previsto ora dall’articolo 110 bis del decreto Rilancio.

“Va bene il lavoro irregolare che va regolarizzato, ma il permesso provvisorio per chi non ha un lavoro, non c’entra nulla con l’emersione del lavoro”, sottolinea l’ex presidente della regione Lombardia: “Pur non essendo una sanatoria vera e propria non è condivisibile – sottolinea sulla misura dei 6 mesi di soggiorno – perché non riguarda lavoratori irregolari”.

“La nostra era solo emersione dei lavoratori, in linea con la Bossi-Fini del 2002, che riguardava colf e badanti e ora riguarda pure lavoratori nei campi”, conclude Maroni.

Voglia di piazza, Salvini e Meloni ’prenotano’ 2 giugno

La piazza torna ad agitare il centrodestra. Nella coalizione è quasi ricorsa a intestarsi la manifestazione contro la fase 2 del governo Conte. A sopresa Matteo Salvini, su 7Gold, in mattinata, si lascia sfuggire di aver già prenotato la location per una mobilitazione a Roma: “Abbiamo già chiesto l’utilizzo di alcuni spazi a giugno, faremo sentire la voce degli italiani onesti”. Il sasso è lanciato.

A stretto giro di posta è Giorgia Meloni – che già negli scorsi giorni aveva lanciato l’ipotesi di tornare in piazza – a far trapelare che Fdi ha deciso per il 2 giugno una mobilitazione contro la ’fase due’ del governo Conte per l’emergenza Covid. Poco dopo le 15, infatti, fonti del partito annunciano “una mobilitazione per la Festa della Repubblica per dare voce a tutti i cittadini italiani nel rispetto delle regole, aperta all’apporto di tutto il centrodestra”. Resta in stand by, l’altra componente del centrodestra: Fi che non interviene ancora.

In serata, quattro ore dopo, si fa sentire di nuovo il numero uno di via Bellerio, che sui social si dice pronto a scendere anche lui in piazza il 2 giugno, confermando che la manifestazione sarà unitaria, postando un volantino con la sua foto in camicia bianca e giacca blu con sullo sfondo l’Altare della Patria e il tricolore.

’’2 giugno a Roma ripartiamo insieme per l’orgoglio italiano, in piazza in tutta sicurezza’’, scrive il leader della Lega per poi aggiungere, in una successiva nota: “A noi interessa dare voce, tutti insieme, agli italiani in difficoltà, mettiamo da parte gli interessi e le bandiere di partito”.

Tutto fa pensare che Meloni e Salvini non si siano sentiti per concordare la manifestazione. Ma, apprende l’Adnkronos, nelle prossime ore è prevista una telefonata per chiarirsi. Non si pronuncia, invece, Forza Italia. C’è chi dice che i vertici azzurri non siano stati informati dagli alleati e abbiano appreso la ’voglia di piazza’ dalle agenzie di stampa. Silvio Berlusconi intervistato a ’Stasera Italia’, non parla della piazza del centrodestra. Anche perché dell’argomento ancora non si è discusso nel partito.

Tra gli azzurri c’è chi è contrario a iniziative di piazza in questo momento di emergenza, chi invece vuol vederci chiaro e propone di mandare una delegazione. Come sempre l’ultima parola spetterà a Berlusconi. Fi, intanto, mantiene la consegna del silenzio, in attesa di capire modi toni e contenuti ella manifestazione annunciata da Lega e Fdi.

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16 Maggio 2020