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Conte incassa la seconda fiducia

Conte incassa la seconda fiducia

cms_9387/Conte_camera_tre_afp.jpgGiuseppe Conte ottiene la fiducia. I sì della Camera sono stati 350, mentre 236 i no. Le astensioni sono state 35. Ieri c’era stata quella del Senato.

MIGRANTI – Sulla gestione della migrazione ’’abbiamo indicato delle direttive che orienteranno la nostra azione’’ nel contratto. ’’C’è l’esigenza di gestire i flussi migratori che finora, a livello europeo, si è rivelata fallimentare’’. Occorre una ripartizione ’’più equa delle responsabilità a livello europeo’’ dei flussi migratori, sottolinea il presidente del Consiglio. ’’Non è una questione solo economica ma riguarda il concetto di cittadinanza europea. E’ inutile chiedere più Europa se veniamo lasciati soli, con gli altri paesi frontalieri, di fronte a questi problemi e, semmai, veniamo esposti a dilemma-ricatto di avere qualche incentivo economico pur di gestirli da soli’’.

FLAT TAX – La flat tax avrà ’’un sistema di aliquote, per recuperare in qualche modo i criteri di progressività’’ come previsto dalla Costituzione, e ’’la no tax area’’. ’’Credo che possiamo essere tutti d’accordo’’ sul fatto che ’’il sistema fiscale tributario oggi in Italia lascia molto a desiderare. C’è da operare una riforma’’ e ’’confidiamo quanto prima di portare un progetto’’, sottolinea il presidente del Consiglio.

SALUTE – Sulla sanità “su una cosa saremo inflessibili. Saremo ispirati a un principio direttivo: nelle scelte dei responsabili delle strutture sanitarie non vogliamo l’influenza della politica”. Il premier ha sottolineato come, sul fronte della salute, è necessario che “il divario socio-economico non vada a inficiare in alcun modo il diritto alle cure”.

MERIDIONE – Sugli “interventi al sud, lo abbiamo già chiarito: forse nel contratto di governo ci sono poche righe” sul Meridione, ma “avere un ministro per il sud è un gesto di grande attenzione” ha aggiunto, ricordando che in Italia “non riusciamo a utilizzare a pieno tutti i fonti per il sud” disponibili.

SCUOLA – Sulla buona scuola ’’abbiamo ragionato con tanti stakeholder, tanti soggetti interessati, dirigenti e insegnanti esperti, ci sono delle criticità su cui intendiamo intervenire’’.

CORRUZIONE– “Gli onesti con noi non hanno da temere nulla” ha detto durante la discussione a Montecitorio. Il contrasto alla corruzione va attuato “agendo su due livelli: da un lato agire sulla deburocratizzazione“, dall’altro “contrastare la corruzione a tutti i livelli”.

CONFLITTO D’INTERESSI– Le parole sul conflitto di interessi hanno scatenato la bagarre nell’emiciclo. “Quello del conflitto di interessi è una vexata quaestio e queste interruzioni dimostrano che ciascuno ha il piccolo conflitto d’interesse da risolvere”. Parole che costringono il presidente Roberto Fico a richiamare alcuni parlamentari. A protestare contro Conte è stato il Pd. Prima Roberto Giachetti che costringe il presidente Fico a intervenire per richiamarlo all’ordine: ’’Potrete parlare dopo, ora Conte deve continuare il suo discorso, poi ci sono le dichiarazioni di voto…’’. Poi il discorso del premier viene interrotto la seconda volta dall’esponente dem Emanuele Fiano, che urla: ’’Questo è il Parlamento, si scusi!”. E Fico torna a farsi sentire: ’’Come indipendente devo far funzionare l’Aula e voi sapete benissimo cosa significa essere indipendente e terzo. Quando sarà il vostro turno, interverrete’’. Conte riprende a parlare e prova a gettare acqua sul fuoco: ’’Sono stato frainteso, non volevo accusare nessuno”. E ancora: “Vedete, il conflitto d’interessi si annida anche nei condomini”, obiettivo del governo sarà fare in modo di “prevenirlo” così che “chi è chiamato a rivestire funzioni pubbliche sia invitato a sottrarsi a situazioni che ne minano l’operatività”.

GIUSTIZIA – Sulla giustizia “non diciamo che tutto va bene. La giustizia è diventata censitaria, chi oggi può spendere soldi riesce a difendere meglio le proprie ragioni. Quindi noi dobbiamo, nel rispetti dei principi” che animano la giustizia, “essere consapevoli che ci sono dei margini d’intervento”. La giustizia, rimarca Conte, “va migliorata perché tutti i cittadini devono essere trattati allo stesso modo”, ma anche “per attrarre investimenti stranieri”, perché i limiti del sistema giudiziario sono “una delle ragioni per cui il nostro paese non esercita molto appeal”. Dopo aver lanciato l’allarme sul fatto che il sistema sta diventando “censitario”, annuncia di volerlo riformare, tra l’altro, “nel rispetto dei principi costituzionali di presunzione di colpevolezza”. Omette, insomma, il fondamentale “non” contemplato all’art.27 della Costituzione. Ma la chiara svista passa inosservata anche in aula, dove nessuno protesta, nemmeno fra i garantisti degli schieramenti di opposizione.

INFRASTRUTTURE – Sulle infrastrutture “siamo stati contestati perché il governo non è sensibile” al tema, “ma è il contrario. Noi abbiamo detto un’altra cosa e la rivendichiamo: occorre valutare costi e benefici”, ma gli investimenti in questo comparto “sono un passaggio fondamentale in una politica di crescita, quindi sicuramente non ci sottrarremo a investimenti in infrastrutture“.

TURISMO – Sul “turismo è stato detto che non ci siamo: forse è responsabilità mia non aver chiarito che le mie dichiarazioni vanno integrate col contratto di governo, non potevo riassumere tutti i temi nel mio intervento. Quando si ragiona di turismo, è nel contratto c’è molta attenzione” a questo tema, “parliamo di agricoltura, di promozione del made in Italy, di trasporti, di tutta una serie di profili che vanno integrati, non si può agire in compartimenti stagni”.

BANCHE POPOLARI– “E’ opportuno distinguere fra banche che erogano credito e sono caratterizzate a livello territoriale, e banche di investimento votate più alla speculazione” ha detto Conte. “Anche esperti del settore hanno rimarcato l’opportunità di operare una distinzione sul piano della disciplina. Ci sarà una revisione dei provvedimenti sul crediti cooperativo e sulle banche popolari”.

TERZO SETTORE – “Non vogliamo smantellare il passato” e “puntiamo a valorizzarlo nel senso della sussidiarietà” ha assicurato Conte, spiegando di vedere “istanze di solidarietà e le difficoltà di misurare il welfare”.

CULTURA – “Abbiamo un codice degli appalti pubblici che da due anni non viene applicato e lo dico io che sono un giurista e sono sensibile alla cultura della legalità ma cultura della legalità non significa che non si fanno le cose in Italia, ma che si devono fare bene”. “Occorre prendere atto che le pubbliche amministrazioni non sono in grado di poter pienamente operare: oggi come oggi, chi sta fermo viene avvantaggiato e si preferisce non avventurarsi nella gestione di procedure di gara che espongono a rischi e insidie”.

POLITICA ESTERA – Per quanto riguarda la posizione a livello internazionale, ha sottolineato, “siamo nella Nato e vogliamo, come dice il poeta, rimanerci optime”. “Mi è stato rimproverato di non aver usato le parole ’pace’ e ’cooperazione’, ma non mi sembra che nel programma di governo ci siano proposte di bellicisti”. “Pensare che da qui possa partire un indirizzo bellicista mi pare sia una preoccupazione immotivata”, ha precisato.

Indebitati per curarsi

cms_9387/Cassa_ticket_sanitario_fg.jpgCresce la spesa sanitaria privata degli italiani. Nel nostro Paese per esami e visite mediche si arriverà a spendere 40 miliardi di euro (erano 37,3 miliardi lo scorso anno). Nel periodo 2013-2017 la voce è aumentata del 9,6% in termini reali, molto più dei consumi complessivi (+5,3%). Nell’ultimo anno sono stati 44 milioni gli italiani che hanno speso soldi di tasca propria per pagare prestazioni sanitarie per intero o in parte con il ticket. Ma non è tutto: 7 milioni di italiani si sono indebitati e 2,8 milioni hanno dovuto usare il ricavato della vendita di una casa o svincolare risparmi. E’ quanto emerge dal Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentato oggi a Roma al ’Welfare Day 2018’. Secondo il report, “la spesa sanitaria privata pesa di più sui budget delle famiglie più deboli e a basso reddito: la tredicesima di un operaio se ne va in cure sanitarie per sé e i familiari, quasi 1.100 euro all’anno“.

Sono 150 milioni le prestazioni sanitarie pagate di tasca propria dagli italiani – spiega Marco Vecchietti, amministratore delegato di Rbm Assicurazione Salute – Nella ’top five’ delle cure, 7 cittadini su 10 hanno acquistato farmaci (per una spesa complessiva di 17 miliardi di euro), 6 cittadini su 10 visite specialistiche (per 7,5 miliardi), 4 su 10 prestazioni odontoiatriche (per 8 miliardi), 5 su 10 prestazioni diagnostiche e analisi di laboratorio (per 3,8 miliardi) e uno su 10 protesi e presidi (per quasi 1 miliardo), con un esborso medio di 655 euro per cittadino La salute è da sempre uno dei beni di maggiore importanza per tutti i cittadini, ma in questi anni non è mai stata al centro dell’agenda politica”.

Nel periodo 2014-2016 – evidenza il rapporto – i consumi delle famiglie operaie sono rimasti fermi (+0,1%), ma le spese sanitarie private sono aumentate del 6,4% (in media 86 euro in più nell’ultimo anno per famiglia). Per gli imprenditori si registrano invece un forte incremento dei consumi (+6%) e una crescita inferiore della spesa sanitaria privata (+4,5%, in media 80 euro in più nell’ultimo anno). Per 7 famiglie a basso reddito su 10 la spesa privata per la salute incide pesantemente sulle risorse familiari.

Un altro dato che emerge dal report è che solo il 41% degli italiani copre le spese sanitarie esclusivamente con il proprio reddito: il 23,3% deve integrarlo attingendo ai risparmi, mentre il 35,6% deve usare i risparmi o fare debiti (in questo caso la percentuale sale al 41% tra le famiglie a basso reddito). Il 47% degli italiani taglia le altre spese per pagarsi la sanità, e la quota sale al 51% tra le famiglie meno abbienti. In sintesi, “meno guadagni – sottolinea il rapporto – più devi trovare soldi aggiuntivi al reddito per pagare la sanità di cui hai bisogno”.

Per Vecchietti “è necessario un secondo pilastro anche in sanità, che renda disponibile su base universale – quindi a tutti i cittadini – le soluzioni che attualmente molte aziende riservano ai propri dipendenti. In questo modo si potrebbe dimezzare il costo delle cure che oggi schiaccia i redditi familiari, con un risparmio per ciascun cittadino di circa 340 euro all’anno”.

“I soldi per farlo già ci sono – assicura – Basterebbe recuperarli dalle detrazioni sanitarie che favoriscono solo i redditi più elevati e promuovono il consumismo sanitario. Ci dichiariamo sin d’ora disponibili – conclude Vecchietti – a illustrare al nuovo Governo la nostra proposta, che può assicurare oltre 20 miliardi di risorse da investire sulla salute di tutti”.

Spread risale ma Piazza Affari tiene

cms_9387/borsa_fotogramma_070116.jpgLe Borse europee chiudono miste, mentre a Milano torna a salire sui mercati obbligazionari lo spread tra i Btp e Bund tedeschi all’indomani della fiducia del nuovo governo al Senato e in attesa del secondo round alla Camera. Al termine di una seduta altalenante l’indice Ftse Mib guadagna lo 0,26% a 21.808; il differenziale è a quota 247 punti base, con un rendimento del decennale al 2,93%.

In sostanziale parità Parigi -0,06%, in progresso Londra +0,33% e Francoforte +0,34%. A Milano positive le banche (indice +0,77%), fortemente penalizzate nelle ultime sedute. “Il debito pubblico vogliamo ridurlo ma vogliamo farlo con la crescita e non con le misure di austerity”, le parole del premier Conte che annuncia “una revisione dei provvedimenti sul crediti cooperativo e sulle banche popolari”.

Maglia rosa per Finecobank +5,93% che a maggio segna una raccolta netta di 686 milioni di euro (+48% su base annua), acquisti su Banco Bpm +4,41%, Banca Generali +3,93% (a maggio raccolta netta di 603 milioni con un saldo da inizio anno di 2,7 miliardi) e Mediobanca +3,20%. Tra i titoli bancari in rosso solo Intesa Sanpaolo -0,52%. Sulla parità Bper, Eni e Poste. In flessione, sul listino principale, Terna -1,29%, Saipem -1,12% e Moncler -1,09%.

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7 Giugno 2018