Traduci

Conte: “Manovra per crescita e stabilità”

Conte: “Manovra per crescita e stabilità”

cms_10159/di_maio_conte_fg.jpg

Una manovra nel segno della crescita, che terrà i conti in ordine e rassicurerà i mercati. E’ quanto emerge dal vertice dell’esecutivo al lavoro sui contenuti della legge di bilancio. “Nell’incontro di questa mattina abbiamo continuato a lavorare alla manovra economica e ci aggiorneremo anche domani” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi.

“Stiamo approfondendo tutti i dettagli per varare un piano finanziario che tenga i conti in ordine e che consenta al Paese di perseguire un pieno rilancio sul piano economico-sociale: la nostra sarà una manovra nel segno della crescita nella stabilità” ha sottolineato Conte. “Stiamo lavorando alle riforme strutturali a favore della competitività del sistema-paese – ha aggiunto – che saranno parte qualificante del Piano nazionale Riforme e, quindi, parte integrante della manovra economica”.

Al termine del vertice il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha spiegato che la manovra economica allo studio del governo “terrà i conti in ordine ma sarà coraggiosa“, conterrà “misure espansive” ma “il nostro obiettivo non è sfidare la Ue sui conti“. “I parametri li stiamo discutendo adesso”, ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se il governo nella nuova manovra fisserà il deficit-pil al 2%.

“Stiamo facendo i conti che servono, il nostro obiettivo è realizzare le misure economiche, non sfidare l’Europa sui conti. La nostra linea – ha aggiunto il ministro del Lavoro, rispondendo a una domanda sulle divergenze tra Lega e M5S in termini di impatto delle misure sui conti pubblici – è realizzare dei punti programmatici, quali saranno i parametri economici lo stiamo decidendo e definendo in queste riunioni che ci permettono di fare un gioco di squadra per arrivare a un obiettivo comune”.

Questo è il periodo in cui si deve decidere, con la legge di bilancio, come “spendere le tasse dei cittadini e come ridurle” ha proseguito Di Maio. “Il giorno in cui dovremo scegliere tra le agenzie di rating e gli italiani, questo governo per la prima volta sceglierà gli italiani” ha rimarcato ancora, aggiungendo che “servono misure espansive e il rilancio degli investimenti” e assicurando che la manovra “rassicurerà i mercati”.

Di Maio ha anche messo in chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax “non sono alternative”, quanto a “pensioni d’oro e legge anti-corruzione sono una priorità del Movimento prima della legge di bilancio, quindi miriamo a farle partire in questi giorni nelle commissioni e portarle a casa nel prossimo mese e mezzo, prima dell’inizio della sessione della legge di bilancio”. In merito poi ai rapporti con il ministro dell’Economia, “non parlerei di contrapposizione con Tria, stiamo facendo un gioco di squadra” ha assicurato il vicepremier.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è intervenuto in mattinata sulla manovra ai microfoni di Radio anch’io su Radio Uno. “Vogliamo rispettare gli impegni presi con gli italiani rimanendo nei vincoli imposti da altri. Ma – ha spiegato il leader della Lega – se per mettere in sicurezza l’Italia dovessimo spendere un miliardo in più lo spenderemo”. Riguardo al “reddito di cittadinanza è una battaglia dei 5 stelle. Sarà nella manovra visto che al governo siamo in due”.

Poi, a margine di una conferenza stampa al Viminale, il vicepremier ha spiegato che “il modello Aquarius sarà traslato anche a livello economico, rispettando le promesse fatte agli italiani e volendo rimanere al governo per cinque anni’’. ’’Non moltiplicheremo pani e pesci ma vi posso assicurare che già nella prossima manovra, che sarà rispettosa – ha ribadito – di vincoli e principi anche eterodiretti, ci sarà l’avvio dello smontaggio della legge Fornero, l’avvio della riduzione fiscale, della pace fiscale tra italiani ed Equitalia e della semplificazione burocratica che gli italiani aspettano danni. Stiamo valutando tempi e costi ma l’anno prossimo ci saranno sicuramente alcuni milioni di italiani più soddisfatti’’.

Ilva, piano Mittal: 10.300 assunti entro 2021

cms_10159/ilva_tuta_operaio_ipa_fg.jpg

Diecimila e trecento lavoratori assunti nella nuova Ilva entro il 2021. È questa a quanto si apprende la proposta che Mittal ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati: 10.100 assunti entro il 31/12/2018 e altri 200 entro il 2021.

Al tavolo, che per la prima volta vede il negoziato entrare nel vivo del piano industriale e occupazionale, siedono Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, le delegazioni di categoria – Fim, Fiom, Uilm – i commissari straordinari, e per il governo il direttore generale del Mise, Giampiero Castano.

A quanto si apprende, Mittal è pronta ad assumere non prima del 2023 tutti i lavoratori Ilva in esubero che non abbiano usufruito né di incentivi all’esodo né di prepensionamenti né di un’offerta di lavoro all’interno della nuova Ilva. Una piena occupabilità, dunque, assicurata al “momento della emissione del decreto di cessazione” nel caso “vi fossero ancora dei lavoratori alle dipendenze della società Ilva che non abbiano già ricevuto una proposta di assunzione e non abbiano beneficiato di altre misure e opportunità” e siano “stati continuativamente alle dipendenze della società Ilva dalla data di sottoscrizione del contratto fino alla cessazione dell’amministrazione straordinaria”. A fronte di questo impegno sui lavoratori residui, si legge nella proposta Mittal, i sindacati “si impegnano a raggiungere in buona fede con Am Investco specifiche intese, comprese riduzioni dell’orario di lavoro, che consentano di assicurare i costi del lavoro invariati”.

Migranti, la bozza del decreto Salvini

cms_10159/migranti_ftg_ipa_789_.jpg

E’ in dirittura d’arrivo il decreto immigrazione voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. A quanto apprende l’AdnKronos, venerdì si dovrebbe tenere una riunione di governo con tutti i ministri interessati, prima dell’approdo del testo in Consiglio dei ministri. Il provvedimento, formato da 15 articoli, reca “disposizioni urgenti in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e di cittadinanza”.

Tra le principali novità, più risorse al Fondo per i rimpatri, per un totale di 3,5 milioni di euro spalmati in tre anni: “Al fine di potenziare le misure di rimpatrio” – si legge nello schema del decreto in possesso dell’AdnKronos – il Fondo “è incrementato di euro 500.000 per il 2018, di euro 1.500.000 per il 2019 e di euro 1.500.000 per il 2020”.

CITTADINANZA – Il provvedimento voluto dal leader della Lega prevede anche una stretta sulla concessione della cittadinanza italiana. Gli stranieri a cui viene concessa, recita il testo, “non devono avere, a carico proprio o dei familiari conviventi, provvedimenti dell’autorità di pubblica sicurezza, giudiziari o di condanna, anche non definitiva, nonché concreti elementi di pericolosità sociale o di non irreprensibilità della condotta. Ai medesimi fini, gli stessi devono avere un reddito pari a quello previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, ai sensi dell’articolo 2, comma 15 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e devono assolvere regolarmente gli obblighi fiscali”.

“La cittadinanza italiana è revocata quando lo straniero o l’apolide a cui è stata concessa è condannato con sentenza di primo grado confermata in appello per i reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, nonché per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale”, si legge ancora nello schema di decreto.

PROTEZIONE – Per quanto riguarda il provvedimento di cessazione della protezione internazionale, invece, “è rilevante ogni rientro nel Paese di origine, salva la valutazione del caso concreto”. L’articolo 10 del decreto disciplina inoltre l’istituzione di “sezioni della Unità Dublino”, operanti presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale.

Vaccini, retromarcia Lega-M5S

cms_10159/vaccini_bambina_Fg.jpg

Retromarcia della maggioranza sui vaccini. “La maggioranza M5s-Lega della Commissione Affari sociali ha proposto la soppressione del comma 3 dell’articolo 6 del decreto legge che prevede la proroga dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica – dichiara il capogruppo Pd in commissione Affari sociali, Vito De Filippo -. Si tratta di una clamorosa retromarcia e di una straordinaria vittoria della buona politica, della scienza e del buon senso”.

“Durante le audizioni, i medici, i pediatri e gli esperti degli Istituti superiori di Sanità avevano contestato nel merito le ragioni di una scelta che metteva a rischio la salute dei bambini. E’ un successo importante – continua De Filippo – ottenuto anche grazie al contributo decisivo dei parlamentari del Partito democratico”.

LA RELATRICE – “Sarebbe sicuramente preferibile rimodulare le disposizioni in materia di prevenzione vaccinale intervenendo con una disciplina organica”: è quanto si legge nella proposta di parere di Vittoria Baldino, relatrice M5S del decreto Milleproroghe; parere con il quale si chiede di sopprimere il comma 3. “La disposizione in oggetto rischia di generare una certa confusione sul piano normativo, anche in considerazione del fatto che essa entrerebbe in vigore ad anno scolastico già iniziato”.

’’Il nuovo disegno di legge – aggiunge Baldino – sui vaccini sarà in grado di definire un quadro normativo completo e coerente, che andrà di pari passo con l’istituzione dell’indispensabile Anagrafe vaccinale. L’obbligo e le eventuali sanzioni verranno quindi discussi nella sede opportuna, come è giusto considerata l’importanza di tali temi’’.

BURIONI – “Ho detto che avrei giudicato il governo solo in base ai fatti. Sono felice che la ragione abbia prevalso, lo prendo come un segno di buon auspicio per tutto il resto”. Così il virologo Roberto Burioni su Facebook commenta il passo indietro della maggioranza sull’emendamento al Milleproroghe.

A quanto apprende l’Adnkronos Salute, inoltre, il ministero della Salute e il Miur stanno lavorando a una soluzione sulla ’questione vaccini’, riaperta dopo la notizia dell’emendamento che sopprime quello già approvato in Senato, per arrivare così a trattare le politiche vaccinali con un provvedimento ad hoc. L’indirizzo dei due dicasteri sarebbe, dunque, quello di consentire al Parlamento di lavorare e di esprimersi su questa materia.

Autore:

Data:

6 Settembre 2018