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Conte: “Manovra sarà rigorosa e coraggiosa”

Conte: “Manovra sarà rigorosa e coraggiosa”

cms_9921/conte_parla_fg_.jpgManovra, Tav, rapporti con l’Europa. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra i giornalisti prima della pausa estiva e fa il punto sull’azione di governo. L’obiettivo dell’esecutivo, sottolinea il premier, è “mettere a punto una manovra seria, rigorosa e coraggiosa” che sia “accompagnata da riforme strutturali“. E il vertice di maggioranza di oggi servirà proprio per mettere a punto la manovra, ma “parleremo anche di flat tax e reddito di cittadinanza. Il nostro sarà un pacchetto integrale, però – precisa il presidente del Consiglio – bisogna essere realisti, non significa che a settembre realizzeremo tutte queste riforme’’.

“Questo è il governo del cambiamento – ribadisce – ma non può inventare da dove si ricavano le risorse economiche. Le coperture per la manovra saranno prese da un’attenta ricognizione degli investimenti programmati e delle spese” e, assicura, “non andremo a toccare capitoli strategici come sanità scuola e ricerca’’.

MISURE – Conte pone l’accento su misure che vanno dalla “semplificazione normativa e burocratica” alle norme anticorruzione e sull’accelerazione dei processi civili perché “è inaccettabile che il sistema giustizia offra risposte che arrivano dopo anni”. A settembre, inoltre, “avremo una proposta di riforma del codice degli appalti seria che possa sbloccare il quadro normativo. E poi pensiamo a una semplificazione burocratica perché ritengo che il Paese sia imbrigliato da vincoli, lacci e lacciuoli…’’. Tra gli obiettivi del governo, assicura, c’è anche un “codice per le disabilità”, un “riferimento normativo” per il settore.

Il presidente del Consiglio precisa che “non esiste un piano Savona sugli investimenti, ma un piano del governo sugli investimenti, come è giusto che sia. Savona partecipa a pieno titolo ai tavoli economici, il suo contributo è fondamentale ma si inserisce in un quadro condiviso da tutti. Non ci sarà un piano A B o C… C’è una manovra unica, decisa dal governo di cui stiamo curando i dettagli. Non c’è nessun deragliamento’’.

TAV E TAP – Si farà la Tav? “E’ un argomento all’ordine del giorno di questo governo, è all’attenzione dell’esecutivo – afferma il premier -. Stiamo valutando tutti gli aspetti, in termini di costi e benefici e trarremo conclusioni. La sintesi la faremo tra un po’ a livello risolutivo a livello di Cdm”. Per quanto riguarda la Tap, spiega, “stiamo parlando di un progetto che è in corso di realizzazione e pressoché completato in Grecia e Albania. Dobbiamo fare tutte queste valutazioni rispetto a un progetto deliberato prima e in corso di realizzazione. Vogliamo accertarci che la procedura sin qui seguita sia stata corretta. Faremo tutte le verifiche: è il metodo che stiamo seguendo per l’Ilva”. Assicura il premier: ’’Siamo vigili e pronti ad accogliere le istanze” della comunità locale, “alla fine ci sarà una valutazione e una sintesi politica che spetta al presidente del Consiglio e i suoi ministri’’.

VACCINI – C’è poi il capitolo vaccini sui quali “la posizione del governo è chiara – dice Conte – per quanto riguarda la scuola dell’obbligo mi sono confrontato col ministro Grillo e non ci sarà nessuna specifica circolare”, l’obiettivo “è garantire la massima tutela della salute e allo stesso tempo garantire il diritto all’istruzione”. “Mio figlio l’ho fatto vaccinare, ha fatto tutte le vaccinazioni e questa è la linea anche del governo”, assicura, una linea che coniuga il diritto all’istruzione alla tutela della salute.

CAPORALATO – Il presidente del Consiglio torna poi sul caporalato. “La legge c’è ma non viene completamente applicata“, evidenzia, quindi “dovremo intervenire per rafforzare il quadro delle tutele che sono già previste in quella legge”.

MIGRANTI – Quanto all’immigrazione, “credo che i dati parlino per noi: in questi due mesi di governo siamo tra l’80 e l’85 per cento di sbarchi in meno. E’ un risultato positivo perché significa meno rischi per i migranti nell’attraversamento del mar Mediterraneo”, dal momento che i migranti non attraversano il mare con “navi da crociera lussuose in prima classe”. “Il nostro – prosegue – è un approccio molto rigoroso che non ha mai messo in discussione il soccorso umanitario, abbiamo sempre assicurato con le nostre motovedette la disponibilità a prendere a bordo persone vulnerabili ma abbiamo cambiato atteggiamento perché quello sin qui perseguito in termini di risultati non ha offerto tutte queste garanzie umanitarie”.

“A noi interessa una soluzione dei problemi con un atteggiamento responsabile e sin qui possiamo dirci orgogliosi di aver impresso una svolta in senso positivo e virtuoso” per evitare che il Mediterraneo “sia un cimitero di migranti”, aggiunge Conte, che, a proposito della gestione dei flussi migratori, evidenzia come grazie a un coordinamento tra tutti i partner europei si possa “gestire meglio anche il problema dei flussi”.

EUROPA – Per quanto riguarda poi i rapporti con la Commissione europea, “ci presenteremo” in Europa “a testa alta“: finora “non ho mai chiesto alcun atteggiamento di favore, non ho mai chiesto una concessione – scandisce – ci presenteremo a testa alta con un programma serio, ragionevole ma anche coraggioso che tuteli i nostri interessi e su questo saremo molto seri, duri e rigorosi”, ma non saremo “né irragionevoli né scriteriati nelle richieste”.

LIBIA – Riguardo alla Libia, il presidente del Consiglio osserva che “ha un rilievo strategico per l’Italia per ragioni storiche, geopolitiche e di vicinanza. Le rotte della migrazione che attraversano la Libia si concentrano sull’Italia. Abbiamo un interesse primario” per quanto riguarda la Libia e da Trump è arrivato “un riconoscimento di questa realtà di fatto. Non abbiamo mai espresso pretese egemoniche o mire espansionistiche, ma la necessità di garantire gli interessi nazionali”. L’obiettivo è “stabilizzare la Libia”, in modo che le prossime elezioni si “svolgano con adeguate garanzie. Non abbiamo fretta, se affrettiamo questi processi non otteniamo la stabilizzazione: dobbiamo arrivarci in maniera progressiva e graduale”, afferma il presidente del Consiglio.

IRAN – In merito all’Iran, Conte spiega che l’Italia ’’è disponibile a valutare atteggiamenti più rigorosi” nei confronti di Teheran, qualora emergessero elementi che provano il mancato rispetto dell’accordo sul nucleare. ’’Non ci sottraiamo agli impegni già presi, ma rimaniamo disponibili a valutare un eventuale atteggiamento anche in una direzione più rigorosa’’, insiste il presidente del Consiglio. Riguardo alle sanzioni Usa nei confronti dell’Iran, il governo si impegnerà per ’’limitare al massimo” l’eventuale “impatto negativo’’ per le ’’nostre imprese’’. Ci ’’sono avvisaglie’’ in questa direzione, “ma sarò ipersensibile su questa materia’’.

ATTACCHI TROLL – Conte affronta poi la vicenda relativa agli attacchi troll contro il Capo dello Stato. “E’ un problema serio aver scoperto e verificato che ci sono stati interventi sui social che in un momento delicato della nostra vita politica hanno cercato di moltiplicare le suggestioni – osserva -. E mi dispiace che alcuni di questi interventi si siano diretti contro il Presidente della Repubblica”. “Con la polizia postale – aggiunge – siamo a stretto contatto per completare le indagini ed evitare che si possano anche in futuro verificare situazioni di questo tipo. Sono indagini coperte da segreto ma se dovessimo individuare le centrali che hanno coordinato questi interventi saremo assolutamente conseguenti per quanto riguarda le sanzioni”.

RAI – Questione Rai e caso Foa. “Come se ne esce” da questo stallo? “Valuteremo per il meglio, il presidente del Consiglio non ha una formula per uscirne. Ma anche cambiare in questo momento, se il cda non dovesse ritenere – tra tutte persone assolutamente qualificate – di individuare una figura da indicare come presidente, non è facile. Non si può costringere qualcuno alle dimissioni. E’ una situazione delicata – rimarca – valuteremo nel modo migliore, con tranquillità, senza forzature. Auspichiamo un dialogo tra forze politiche e la ricerca di una soluzione con tranquillità, nel rispetto delle prerogative’’.

Conte assicura che non c’è “nessuna irritazione” nei confronti del leader della Lega. “L’ho chiesto a Salvini: ’ma ti risulta che io sia arrabbiato con te? E lui mi ha detto di no… Scherzi a parte, non c’è nessuna irritazione da parte mia nei confronti di Salvini e alcuni componenti del governo sulla vicenda Rai. Anche in questo caso abbiamo adottato lo stesso metodo: tutti partecipano al tavolo della discussione per poi arrivare, attraverso un confronto molto franco, a una soluzione. Nel caso specifico, abbiamo raggiunto un assetto riguardo la composizione del cda”. Per la presidenza della Rai “serve una figura di garanzia” e “Foa è una figura di grande valore“. “A scanso di equivoci, è una mia valutazione personale, Foa – sottolinea – ha curriculum di tutto rispetto, è una persona assolutamente adeguata e seria per svolgere il ruolo di presidente, anche se non ho una sua conoscenza diretta e personale. Ho visto il curriculum ed è una persona di grande valore’’.

RAPPORTI CON M5S E LEGA– Il premier si sofferma quindi sui rapporti con M5S e Lega e assicura che non ci sono divisioni con Matteo Salvini e Luigi Di Maio. “L’Italia è un Paese bellissimo – dice – per questo non mi sono mai trasferito all’estero pur avendo avuto qualche offerta… Questo spiega il mio impegno personale e professionale al servizio di questo bellissimo Paese”, come premier. ’’Il fatto poi di dover lavorare con due forze politiche”, M5S e Lega, “non ho mai pensato di lavorare con un monocolore….”. “Il clima di lavoro tra di noi – sottolinea – lo confermo, è molto buono. Quando ci riuniamo attorno al tavolo, trovo sempre persone molto ragionevoli, che si confrontano con approccio pragmatico. Il vero cemento e collante di questo governo è far di tutto per realizzare il cambiamento e rendere gli italiani orgogliosi’’.

Strage braccianti, la marcia dei berretti rossi

cms_9921/braccianti_manifestazione_foggia_afp.jpgE’ partito dal ghetto di San Severo, ed è arrivato a Foggia il corteo di protesta dei berretti rossi organizzato dopo la morte di sedici lavoratori migranti avvenuta in due diversi e tragici incidenti stradali in pochi giorni sulle strade della provincia Dauna. La manifestazione e lo sciopero dei braccianti sono stati indetti dall’Unione sindacale di base (Usb). Prima del comizio è stato osservato un minuto di silenzio per i lavoratori deceduti e per tutte le persone che muoiono sul lavoro in qualsiasi settore e di qualsiasi nazionalità.

“Schiavi mai”, “Niente pomodori senza lavoratori”: questi alcuni degli slogan gridati dai partecipanti (VIDEO), in gran parte migranti africani che si trovano in Puglia per le raccolte stagionali nei campi, in particolare quella del pomodoro. “Basta stragi e sfruttamento. Lavorare in sicurezza”, si legge ancora su uno striscione in testa al corteo.

I due episodi tragici sarebbero legati, anche stando a una ipotesi investigativa, al fenomeno del caporalato. Dal palco a Foggia il rappresentate di Usb, Aboubakar Soumahoro, ha ricordato i morti italiani sul lavoro di 62 anni fa in una miniera in Belgio a Marcinelle e ha ringraziato per l’appoggio i vescovi di Foggia e San Severo e il presidente della Emiliano. “Noi non siamo migranti, non siamo extracomunitari – ha detto Aboubakar Soumahoro rivolgendosi ai due vicepresidenti del consiglio e ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al premier Giuseppe Conte – siamo persone come voi “.

Inoltre ha ricordato “lo strapotere dei caporali e della Grande Distribuzione Organizzata. Agli organi giudiziari diciamo: fate indagini, andate a interrogare i padroni, quanto ci pagano. Un euro all’ora”. E agli altri sindacati e agli stessi rappresentanti istituzionali si è rivolto in questi termini: “basta convegni in sale ghiacciate, tornate nei campi. Noi siamo lì a organizzare i lavoratori. Questa giornata non è una passerella – ha precisato Soumahoro – è una giornata di sciopero. Per la prima volta, non raccogliendo i pomodori, sfidiamo lo strapotere della Grande Distribuzione organizzata, i caporali, i padroni e chi ha vissuto nelle stanze ghiacciate dei convegni. Chi fa sindacato costruisce lotte sociali, non sta nelle sale dei convegni. Si impegna a organizzare uomini e donne che per la prima volta si sono sottratti a loro sfruttamento”.

“Ai padroni diciamo: non siamo schiavi, siamo esseri umani – ha sottolineato il sindacalista Usb – lottiamo ogni giorno contro qualsiasi forma di sfruttamento. I mafiosi non siamo noi. I ministri abbiano la forza di andare a ’interrogare’ chi decide i prezzi, cioè la Grande distribuzione organizzata”. Oggi i braccianti impegnati nella raccolta di pomodoro si sono astenuti dal lavoro. Nessuno, riferisce Usb in una nota, è al lavoro nei campi intorno al ghetto di Rignano, nel comune di San Severo.

Centinaia di lavoratori hanno sfilato con gli stessi cappellini indossati dalle vittime, berretti distribuiti settimane fa da Usb e Rete Iside per aiutare i braccianti a proteggersi dal solleone delle campagne e idealmente dallo sfruttamento e dalla mancanza di diritti, in un processo di sindacalizzazione che avanza a grandi passi. Ai lavoratori in marcia si è unito anche il governatore della Puglia Michele Emiliano.

Intanto a Roma, durante la conferenza stampa con i giornalisti prima della pausa estiva, il premier Conte è tornato sulla legge sul caporalato. “C’è ma non viene completamente applicata” ha detto il premier. Quindi “dovremo intervenire per rafforzare il quadro delle tutele che sono già previste in quella legge”.

Vaccini, presidi: “Senza certificato niente scuola”

cms_9921/bambini_scuola_Fg_3-2-2638013889.jpgAllo stato attuale, quando riapriranno le scuole a settembre, gli istituti applicheranno la legge Lorenzin perché “non è possibile far prevalere la nuova circolare Grillo” in materia di vaccini. E’ la posizione dei dirigenti scolastici illustrata oggi all’incontro al ministero della Salute tra una delegazione dell’Associazione nazionale presidi guidata dal Presidente Antonello Giannelli e una delegazione del ministero presieduta dal Capo di Gabinetto Alfonso Celotto.

Al centro dell’incontro, il paventato slittamento degli obblighi vaccinali e la conseguente ricaduta sulle scuole. Giannelli ha fatto presente all’Amministrazione sanitaria “quello che tutti i colleghi già sanno e cioè che essi sono dirigenti dello Stato e Pubblici Ufficiali tenuti a rispettare e a far rispettare la Costituzione, le leggi e i principi di base dell’ordinamento. E che inoltre, per costante giurisprudenza della Cassazione Penale, essi sono anche titolari di posizioni di garanzia dell’incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici”.

Se il ’decreto Lorenzin’ fosse modificato nel senso ipotizzato – afferma l’Anp – la presenza di bambini non vaccinati nelle scuole relative alla fascia di età 0-6 anni metterebbe a rischio la salute dei bambini che non si possono vaccinare e di quelli le cui difese immunitarie sono indebolite anche temporaneamente, a seguito di patologie varie”.

Sulla possibilità di classi ’differenziali’, composte dai soli bambini vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi, è stato ribadito il “netto dissenso dei presidi, sia perché si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, legato alla composizione delle classi ed alla regola della continuità, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni (mensa, palestra, bagni) e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto alla incolumità”.

Giannelli ha sottolineato, infatti, che “l’ambiente scolastico è di gran lunga quello più favorevole alla diffusione dei contagi per le caratteristiche dei soggetti presenti, per la loro elevata relazionalità sociale – costituente proprio uno degli obiettivi della scuola stessa – e per le caratteristiche degli ambienti: relativamente poco voluminosi, spesso molto riscaldati e con basso ricambio di aria”.

Il Presidente dell’Anp ha infine evidenziato che stanno circolando “evidenti travisamenti delle modalità di ricorso allo strumento dell’autocertificazione, peraltro non utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa. Questo rischia, da un lato, di aumentare il carico di lavoro dei dirigenti scolastici (costretti a controllare la veridicità delle dichiarazioni e a denunciarne gli autori in caso di falso) e, dall’altro, di indurre molti genitori a rilasciare con leggerezza dichiarazioni delle quali potrebbero poi dover rispondere all’autorità giudiziaria penale”.

L’Anp riconosce comunque che “l’amministrazione è stata disponibile al dialogo e alla ricerca di una soluzione condivisa”. Un nuovo incontro è previsto prima della fine di agosto.

Agenzia delle Entrate, cambio al vertice

cms_9921/agenzia_entrate_fg_ipa.jpg“Questa sera abbiamo nominato il generale della Guardia di Finanza Antonino Maggiore a capo dell’Agenzia delle Entrate. E’ un nome di garanzia, di grande esperienza e di onestà, che mi riempie di orgoglio”. Lo annuncia su Facebook il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, al termine del Consiglio dei ministri. Maggiore prende il posto di Ernesto Maria Ruffini, nominato ad di Equitalia nel giugno 2015 e presidente di Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2017.

“Antonino Maggiore – aggiunge Di Maio – sono certo lavorerà nell’interesse dei cittadini onesti e sarà nemico dei grandi evasori, che fino ad oggi l’hanno fatta franca a spese dello Stato e degli imprenditori e cittadini onesti. Chi riscuote le tasse deve essere al servizio del cittadino e non il contrario. Per noi gli italiani sono onesti fino a prova contraria”.

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9 Agosto 2018