«ARRENDERSI O PERIRE!»

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Il “25 aprile” è anche conosciuto come festa della Liberazione o anniversario della Resistenza. Infatti in questo giorno, nel 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (Clnai ), che era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani e aveva sede a Milano , diede il via all’insurrezione contro i nazifascisti. «Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi. Tutti i territori occupati dai tedeschi e dai fascisti vennero attaccati dalle forze partigiane del Nord Italia che appartenevano al Corpo Volontari della Libertà. Entro il primo maggio dello stesso anno tutta l’Italia settentrionale fu liberata. Fu la fine della dittatura fascista, durata 20 anni. E l’inizio della fase che portò al Referendum del 2 giugno 1946, quando gli italiani, tra monarchia e repubblica, scelsero quest’ultima come forma di governo. Nei giorni della liberazione il Clnai emanò dei decreti legislativi in prima persona, decidendo soprattutto la condanna a morte di tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini che venne giustiziato il 28 aprile del 1945. Il giorno successivo, il 29 aprile, venne decretata ufficialmente la fine del fascismo e con la cosiddetta resa di Caserta. Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia, il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo luogotenenziale ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive") che recitava: « A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale. » La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo il 27 maggio 1949, con la legge 260 ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive"), essa è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale: La festa della Liberazione è stata istituita il 22 aprile 1946 con un decreto legislativo su proposta dell’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

Vincenzo Fortino

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