«I SUONI, LA MENTE, LA MUSICA»

Il recital concerto ispirato a «Musicofilia» di Oliver Sacks

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La Compagnia Diaghilev, inaugura la stagione Teatro Studio 2020-2021 con il recital concerto «I suoni, la mente, la musica». Il tema dell’opera, coprodotta con Time Zones e in programma dal 3 ottobre al 23 maggio all’Auditorium Vallisa di Bari, è incentrato sul rapporto tra la forza neurale della musica e le disfunzioni del cervello, già al centro delle ricerche del noto neurologo, divulgatore e autore di bestseller, Oliver Sacks. Lo studioso britannico ha descritto, nel celebre saggio «Musicofilia» (pubblicato in Italia da Adelphi), in modo lucido e avvincente gli aspetti più curiosi e controversi del rapporto.

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Il progetto, un percorso che in sette tappe riassume le indagini di Sacks su amusia, disarmonia, allucinazioni sonore, orecchio assoluto, rapporti tra musica, cecità, follia e melanconia e altre fissazioni musicali, segna l’incontro tra gli attori della compagnia Diaghilev Altea Chionna, Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia e Paolo Panaro (autore di drammaturgia e regia) con due musicisti di grande talento, padre e figlio, autori della «colonna sonora» dello spettacolo. Si tratta di Luigi Morleo, compositore addentro ai linguaggi della musica contemporanea e virtuoso delle percussioni (strumenti che insegna al Conservatorio Piccinni di Bari, dov’è coordinatore del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali), e di Mattia Vlad Morleo, pianista classe 2000 affascinato dalle sonorità di Ludovico Einaudi, Yann Tiersen, Wim Mertens e Michael Nyman, come testimonia il debutto a soli diciassette anni con il cd autoprodotto «The Flying of the Leaf», seguito quest’anno da «From That Dirty Glass» pubblicato con l’etichetta svedese 1631 Recordings (distribuzione Universal/Decca).

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Lo spettacolo, che andrà in scena il 3, 4, 7, 8, 10, 11 e 12 ottobre (ore 21, festivi ore 19), è un viaggio nella psiche umana, in quei territori sconosciuti dove la mente “pensa” attraverso i suoni, per dirla con Sacks, autori di molti saggi sui disturbi neurologici, tra cui «Risvegli» dal quale venne tratto il film di Penny Marshall con Robert De Niro e Robin Williams. In «Musicofilia» Sacks racconta casi al limite del patologico che hanno avuto il merito di gettare luce sui più sconcertanti misteri dell’animo umano. Come quello di Tony Cicoria che, colpito da un fulmine, entra in un vortice estatico.

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Ma poi, tornato in sé, viene posseduto dall’indomabile desiderio di ascoltare solo la musica di Chopin. Così si mette a studiare il piano e per mesi non fa altro che suonare e comporre. E c’è anche il caso di un uomo con un grave ritardo che conosce duemila opere musicali a memoria. Sacks, poi, descrive il musicologo a cui un’infezione ha azzerato la memoria, ma siede al clavicembalo e non riesce a smettere di suonare Bach, e, ancora, i malati di Alzheimer, le persone affette dalla sindrome di Tourette (che trovano la pace solo con la musica) e le allucinazioni musicali di Robert Schumann.

Umberto De Giosa

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