“Amnistia pecuniaria”

Se è lo Stato stesso a non rispettare le leggi, lo Stato nega se stesso.

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cms_358/processo-ruby-anche-giorgia-iafrate.jpgAgli occhi dei più, sembrerebbe quasi, che la giustizia italiana, abbia un solo grande problema, che riguarda purtroppo solo le note vicende del Cav. Silvio Berlusconi, chiamato a rispondere in sede penale in procedimenti diversi, con differenti imputazioni, che attendono dopo vari gradi, giudizi definitivi.

cms_358/fascicoli_jpg.jpgE’, ormai, opinione comune che, alla giustizia italiana, non importi nulla, o quasi, dei cinque milioni di procedimenti penali pendenti e dello straordinario numero di cause civili, divenute, se non eterne, quantomeno più che decennali. Purtroppo, l’intero sistema giudiziario italiano, a mio modesto giudizio, patisce profondamente nella domanda di giustizia, che, supera le umane possibilità dei pochi uomini, che, in qualità di giudici, si occupano e si preoccupano, di applicare le leggi, senza dimenticare il problema delle carceri. Infatti, a causa della loro insufficienza, mostrano tutte le loro carenze e spesso scoppiano. Quello che sta succedendo oggi, sta minando profondamente alla base il presupposto del contratto sociale che tutti siamo tenuti a rispettare.

cms_358/costituzione.jpgDi qui l’obbligo morale di ogni singolo cittadino italiano di costruire, mattone su mattone, uno Stato di diritto, addolcito da obblighi e condizioni, che normalmente chiamiamo doveri, richiamati nella Carta Costituzionale attualmente vigente, cosa che è fondamentale per l’economia, la salute e la sicurezza comune; è vero anche che spesso questa continua richiesta di giustizia risulta irrealizzabile.

cms_358/images.jpgE’ pur vero, inoltre, il continuo ricorso ai tribunali maschera, troppe volte, sentimenti di vendetta sociale e ricerca di facile arricchimento, che sono figli di una follia collettiva, cui non è estranea la cultura del capro o dei capri espiatori, che vuol trovare a tutti i costi, con il responsabile di qualsiasi avvenimento indesiderato, l’occasione per riprovevoli manifestazioni di istinti punitivi, sempre vivi in una società, come la Nostra, sempre più imperfetta. E’ necessario accennare anche al ruolo sfavorevole che accompagna l’esaltazione di certe notizie di cronaca giudiziaria, che trasformano l’Italia, agli occhi degli Italiani e delle altre Nazioni, in un’ aula di tribunale, senza pareti né limitative né contenitive, aperta e funzionante per 24 ore al giorno dove ogni giorno, si assiste ad avvenimenti che, volendoli classificare, come si fa al cinema, sarebbero tutti da Oscar.

cms_358/images_(1).jpgI processi vengono celebrati su tutte le testate dei giornali e delle televisioni, di ogni tendenza politica, prima, durante e dopo quelli veri, con dovizia di particolari, indagini e speculazioni di ogni tipo, capaci solo di disturbare il sereno svolgimento delle attività giudiziarie. La distorsione del sano diritto di informazione volta al soddisfacimento di curiosità morbose e il compiacimento di branco per la gogna mediatica cui viene sottoposto l’altro, da sé non sono certo segni di civiltà e umanità e in ogni caso non sono degne di un Paese civile.Una cosa è certa che questo, tutto questo, ha un costo e che pesa inesorabilmente sui costi materiali e immateriali della giustizia.

cms_358/Patto-sviluppo-610x361.jpgDovremmo educarci a controllare la litigiosità, sperimentare e aiutare, incoraggiare sempre di più e continuamente quelle forme di arbitrato extragiudiziario nelle cause civili, ma è una impresa quasi impossibile nella selva di leggi e leggine infestanti i codici, specie dopo che i cittadini si sono recati ,per un semplice consiglio, in uno studio legale che di contro opera e spinge per iniziare un procedimento.Per tornare all’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, l’ex Senatore e Cavaliere del Lavoro, Dr. Silvio Berlusconi, credo personalmente che nessuna forza politica, come nessun cittadino, avrebbe nulla da obiettare se dovesse poter fruire di un eventuale provvedimento di “amnistia pecuniaria” legata ad una percentuale, che lo stesso giudice indicherà, conforme al suo elevatissimo reddito, introducendo così il principio che, chi causa un danno, deve innanzitutto risarcire lo Stato, perché pone le proprie strutture a disposizione per celebrare i processi, cosa questa da attuarsi, d’ora in poi, per tutti i cittadini e sempre in base al loro reddito; solo dopo il pagamento di una somma onnicomprensiva lo Stato porrebbe le proprie aule di tribunale a disposizione per celebrare il processo, che non sarebbe quindi a carico di tutti i cittadini.

cms_358/soldi__(2).jpgDopo l’eventuale condanna, ogni singolo cittadino, potrà, in base alla sentenza, riscattare la stessa versando nelle casse dello Stato quanto valutato ed indicato dallo stesso giudice, solo così lo Stato rinunzierebbe a perseguire i reati civili individuati, con estinzione degli stessi e delle pene collegate. Rimane pacifico che la sanzione pecuniaria stabilita dal tribunale non riguardi eventuali ulteriori reati che la giustizia, di volta in volta, riuscirebbe ad individuare e scoprire. Solo così potremmo considerare l’azione giudiziaria, utile a far tabula rasa, necessario a resettare i diritti di piena cittadinanza, riservando l’azione penale al perseguimento dei reati più gravi, per i quali dedicare spazi carcerari comunque dignitosi e riabilitanti, come vuole la Costituzione.

cms_358/cella.jpgTenendo presente che meno di 3 mq per ogni detenuto per cella, in molte carceri italiane, hanno portato la Corte Europea a condannare l’Italia per violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Se è lo Stato stesso a non rispettare le leggi, lo Stato nega se stesso.

Attilio miani

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