“Bianco e Nero” riparte con l’omaggio ad Andrea Camilleri

Presentato il nuovo numero della rivista storica del Centro Sperimentale di Cinematografia

Bianco_e_Nero_riparte_con_l_omaggio_ad_Andrea_Camilleri___C_NEGRO.jpg

La Feltrinelli di Bari offre ogni anno, all’interno della rassegna del Bif&st, occasioni di interesse culturale di prestigio, la giusta appendice di informazione libraia abbinata alla cinematografia che conta.

La quinta giornata della rassegna si è svolta in concomitanza delle celebrazioni per la ricorrenza della Festa della Liberazione. Ciononostante un pubblico di appassionati cinefili, attenti alle novità del settore, non si sono lasciati sfuggire le novità, presentate nel famoso bookstore, inerenti l’organo di stampa per eccellenza del Centro Sperimentale di Cinematografia , “Bianco e nero ”, una delle riviste più antiche del cinema non solo in Italia ma in tutto il mondo.

cms_9055/2.jpg

La storica rivista, inizia una nuova fase della sua lunga e gloriosa esistenza, e lo fa celebrando, nel suo numero 590, uno degli artisti più amati e poliedrici del nostro Paese. Andrea Camilleri, il creatore del commissario Montalbano che è stato in due riprese docente del Csc.

Presente nello stoore anche lo stimato collega di penna di Camilleri, l’ex magistrato Gianrico Carofiglio, sorpreso ad ammirare la copia della storica rivista.

La presentazione è stata condotta da Alberto Crispi, responsabile dell’editoria del Csc, impegnato in una piacevole conversazione con Felice Laudadio presente nella triplice veste di direttore artistico del Bif&st, di presidente del Csc e di direttore della rivista “Bianco e Nero”.

L’analisi dei due esperti di cinema è partita dalla considerazione dei dati auditel impressionanti che il “fenomeno” Montalbano continua a produrre. In assoluta controtendenza alla considerazione che in questo millennio siamo propensi a fare della televisione, il fenomeno comunicativo per eccellenza.

Andre Camilleri è un fenomeno irripetibile e in qualche misura inspiegabile” - ha spiegato

Laudadio – “ Con questo numero di ‘Bianco e Nero’ abbiamo tentato di spiegarlo”.

cms_9055/3.jpg

La rivista è corredata da un dvd contenente la recente intervista che Felice Laudadio ha fatto al grande maestro.

Camilleri è cieco” ha spiegato il direttore Laudadio “purtroppo dopo un processo progressivo, è peggiorato negli ultimi anni. La cosa straordinaria è che è assolutamente lucido, nell’intervista, durata un’ora e venti, abbiamo fatto solo delle piccolissime pause perché aveva necessità di fumare. La sua capacità di analizzare i fenomeni dal punto di vista socio politico è impressionante. E continua a scrivere. Lui la mattina ha un ritmo incredibilmente stabile: dopo il caffè ed una rapida lettura di giornali, facendosi leggere solo gli articoli con i titoli di maggior interesse, comincia a dettare alla sua assistente Valentina (Valentina Alferj, l’unica che sia in grado di scrivere in vigatese, ndr) il suo nuovo romanzo. Valentina mi ha raccontato che, nella rilettura del testo scritto sotto dettatura sono veramente poche le correzioni da apportare. La sua straordinaria fluidità di pensiero, di narrazione, di passione nel racconto dei personaggi gli consente di essere così prolifico”.

Questo formidabile scrittore è tradotto in 36 lingue nel mondo, ha venduto 130 milioni di copie dei suoi libri nel mondo muovendo numeri da capogiro.

I suoi traduttori sono decisamente contenti in quanto lavorano in continuazione: un libro nuovo da tradurre ogni sei mesi. Questi professionisti ci hanno raccontato la loro difficoltà iniziale che si è rivelata una forte capacità di apprendimento del linguaggio particolarissimo di Camilleri. Il ‘vigatese’, una lingua inventata come pure è inventata Vigata, ha permesso ai traduttori, specie delle lingue più semplici, di diventare quasi scrittori in seconda battuta sul testo base dello scrittore, contribuendo alla formazione di una nuova lingua. Il traduttore italo americano Steven Sartarelli, ci ha spiegato di essersi ispirato, per la traduzione, al ‘brooklinese’ dei film di Scorsese o degli immigrati americani di prima e seconda generazione.

cms_9055/4.jpg

Il centro sperimentale cinematografico intreccia la sua funzione istituzionale con il passaggio delle persone più autorevoli del settore, che ne hanno determinato l’alto valore formativo. Se oggi la scuola nazionale di cinema è fucina di grandi talenti lo si deve a docenti talentuosi del calibro di Andrea Camilleri.

Il Csc è la scuola dell’eccellenza cinematografica” ha spiegato Laudadio – “l’unica scuola pubblica di cinema esistente in Italia. Sulle quattro sedi dislocate sul territorio, Torino per il cinema di animazione, Milano dove Maurizio Nichetti cura la formazione triennale per il cinema di impresa e cinema pubblicitario, L’aquila, dove Daniele Segre dirige la scuola di reportage e Palermo con corso di documentario, dove da gennaio Pasquale Scimeca ha sostituito Roberto Andò, sono migliaia le candidature che arrivano ogni anno.

Attualmente, tra i nomi degli insegnanti troviamo, Gianni Amelio, che insegna regia, Giancarlo Giannini, un genio della fotografia come Giuseppe Rotunno, mentre per i costumi, il geniale Piero Tosi, che continua a collaborare con consigli e suggerimenti preziosi in quanto ha 92 anni ed evidentemente ha smesso di insegnare.

Fin dagli anni ’30, l’istituzione, voluta dal regime fascista, è situata di fronte a Cinecittà e accanto alla sede storica dell’Istituto Luce, in quello che viene identificato come il triangolo del cinema a Roma.

“Il Csc è anche la più importante cineteca nazionale, anche una delle più importanti del mondo con circa 150.000 titoli, un vero patrimonio culturale.

“Bianco e nero è nata a metà degli anni ’30. Tra i direttori, Umberto Barbaro, Nino Miccichè, Roberto Rossellini, Stefano Rulli, uno dei maggiori sceneggiatori d’Italia. Pur occupandoci di cinema non si può negare la capacità della televisione di entrare nelle case e pertanto dobbiamo occuparci di formare anche talenti per la tv. Per esempio, l’allievo del Csc di sceneggiatura Francesco Bruni, è uno dei collaboratori storici di Camilleri nella scrittura di Montalbano.

Prima di diventare famoso con i romanzi editi da Sellerio, e con i numerosi e popolarissimi tv-movie ad essi ispirati, Montalbano ha lavorato alla Rai producendo programmi entrati nel mito come le serie dedicate al commissario Maigret e al tenente Sheridan; ha curato la trasposizione televisiva del grande teatro di Eduardo De Filippo; è stato regista di testi teatrali e di qualcosa come 1300 radiodrammi, quando la radio era lo strumento fondamentale di formazione prima ancora che esplodesse il mezzo televisivo.

Andrea Camilleri, uscito dall’accademia nazionale di arte drammatica ,Silvio D’Amico’ deve la sua formazione agli studi ad una figura straordinaria di formatore di attori e di registi, Orazio Costa.

Monica Vitti, Alessandro Gassman, Gianmaria Volontè, Nino Manfredi, Luca Ronconi, uscito da attore e poi diventato regista, sono alcuni degli attori formati dal grande regista ed insegnante italiano.

Laudadio ha spiegato in conclusione, l’importante funzione della biblioteca “Luigi Chiarini” del Centro Sperimentale che, contenendo i fondi di cineasti, è un vero e proprio giacimento culturale.

cms_9055/5.jpg

I fondi molto spesso contengono i film. Tra gli ultimi arrivati, e lo dico con sommo dispiacere, c’ è il fondo che gli eredi di Ettore Scola hanno voluto donare dopo la sua scomparsa. Abbiamo cominciato a lavorare sull’enorme quantità di questo materiale per far uscire un numero di ‘Bianco e Nero’ dedicato al maestro Ettore Scola. Così come ci è pervenuto il materiale di Eduardo e di tutta la famiglia De Filippo. E poi abbiamo un immenso fondo fatto di 11.500 pezzi che appartenevano ad Albero Sordi. Sordi era un uomo di una generosità immensa. La voce che lo voleva tirato di braccino è una finzione voluta da lui. Guadagnava immense quantità di denaro, ma altrettanto ne donava nella realizzazione di ospedali e case di ricovero per anziani. E questo si è scoperto solo dopo la sua morte. Poi aveva l’abilità di grande conservatore, non si disfava di nulla, pertanto il nostro fondo comprende veri cimeli come le registrazioni di ‘Mario Pio’, uniche e preziosissime, perché le copie in dotazione alla Rai all’epoca venivano adoperate per nuove registrazioni, pertanto non esistono più. Lavorando sul fondo di Alberto Sordi potremo fare diversi numeri di Bianco e Nero.”

Maria Cristina Negro

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App