“RIENTRO INCONTROLLATO”

9 regioni italiane in allerta per il ritorno in atmosfera del razzo cinese “Lunga marcia 5B”

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Ancora tante incertezze circa il ritorno in atmosfera del secondo stadio del razzo cinese ’Lunga marcia 5B’. L’impatto dovrebbe avvenire nella notte tra sabato 8 e domenica 9 maggio (precisamente alle 2:24, secondo le stime più ambiziose). Nonostante la Cina abbia assicurato al resto del mondo che si tratta di un pericolo “estremamente basso”, ben 9 regioni italiane sono allertate per la possibile caduta di detriti: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le istituzioni hanno invitato la popolazione a trascorrere la notte al chiuso (suggerimento facile da seguire, se consideriamo che è ancora in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5). "È poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici" ha evidenziato il capo Dipartimento del Comitato Operativo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

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Sono molti, tuttavia, gli scienziati che si mostrano perplessi dinanzi al calcolo delle probabilità proposto dalla Cina: sebbene l’ipotesi più plausibile, statisticamente, contempli la loro caduta in mare, i rottami potrebbero schiantarsi al suolo colpendo strutture, monumenti, oggetti e non ultimo persone.

"Non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio" si è evidenziato, per l’appunto, durante primo incontro del tavolo tecnico della Protezione Civile che seguirà le operazioni del "rientro incontrollato" in atmosfera. Alla riunione, in video collegamento, oltre all’Asi (Agenzia Spaziale Italiana), un membro dell’ufficio del consigliere militare della presidenza del Consiglio, rappresentati del ministero dell’Interno - Dipartimento dei vigili del fuoco, della Difesa - Comando operativo di vertice interforze, degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione speciale di protezione civile della Conferenza delle Regioni.

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Ricordiamo che il vettore aveva portato in orbita il primo modulo della nuova stazione spaziale cinese lo scorso 29 aprile. È stata da poco resa pubblica la prima (ed unica, al momento) foto dello stadio principale del razzo, scattata dall’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

Leonardo Bianchi

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