“Uruguay Racconta”: la prima antologia in italiano nata dai Talleres

Tre Talleristi al Festival “Uruguay un paese nel Mondo”

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Durante il Festival “Uruguay un paese nel Mondo”, tenutosi a Milano tra il 21-24 marzo scorso, ho avuto il piacere di ascoltare la musica e le storie piene di arte e cultura di un piccolo Paese nel sud del mondo, l’Uruguay. Ho potuto inoltre incontrare tre autori letterari uruguaiani, definiti dalle loro parti “talleristi”.

Milton Fernàndez, il Direttore artistico di questo evento che viene organizzato per la prima volta in Italia, ha avuto la brillante idea di avvicinare questa figura al pubblico italiano, che non ha mai avuto a che fare con le tradizioni così radicate di questo popolo. I tre autori, seduti l’uno accanto all’altro, avrebbero potuto essere scambiati per italiani, se non fosse stato per il loro abbigliamento più informale. Nel corso dell’incontro, hanno svelato le loro origini italiane, che li hanno fatti sentire a casa sin da subito.

I loro nomi sono Lauro Marauda, Alberto Tarigo e Julio Cesar Barrera.

Tarigo vive a Punta del Este, Julio Barrera Talleres a Maldonado. Il Profesor Lauro Marauda, invece, dirige il Taller Rubén D’Alba fin dalla sua fondazione, avvenuta 21 anni fa.

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Il fenomeno dei Talleres letterari affonda le sue radici nel passato dell’Uruguay, diffondendosi con velocità e portando in ogni strada l’ottimismo. Si dicono Talleres quei laboratori in cui avvengono incontri letterari, che si prestano ad essere ritrovi per gli appassionati. Qui si svolgono analisi di testi e laboratori di scrittura, per capire meglio gli scritti e imparare a comporli e tradurli, usando elementi descrittivi artistici. Ciò è utile anche al fine di scoprire nuovi talenti: poeti e scrittori che desiderano cimentarsi in questa arte ma che hanno bisogno di essere corretti e guidati. Molti scrittori di successo hanno frequentato i Talleres, tra cui ricordiamo Mercedes Vigil, Jorge Chagas, Manuel Soriano, Pablo Silva Olazábal, Fernanda Trías, Eduardo Curbelo, William Johnston, Gustavo Esmoris, Lilian Hirigoyen.

All’inizio degli anni ’70 c’erano soltanto 9 Talleres. Come evidenziato da Lauro Marauda (uno dei più noti letterati e critici d’arte uruguaiani), in quegli anni buona parte dell’America Latina era governata da dittature militari, come nel caso dell’Uruguay, che ora conta ben 140 Talleres. Una cifra, questa, che va accrescendosi col passare del tempo.

Il laboratorio letterario di Marauda conta numerosi libri, collettivi e individuali, pubblicati da scrittori che sono passati e si sono formati - o meglio dire, rivelati - in questo laboratorio. Al tempo della dittatura militare non si aveva la possibilità di studiare e neppure di leggere libri che potevano ritenersi facilmente sovversivi, per cui Marauda pensò di dare lezioni di lettura e scrittura ai ragazzi per avvicinarli al mondo della letteratura. Tale tradizione si estese poi anche fuori dalla capitale, Montevideo, dove sorgeva il Taller Rubén D’Alba.

Magari vi sarà capitato di incontrarvi con gli amici per leggere e commentare un libro in una bottega o nel salone di casa, per confrontarsi e scambiare idee. L’iniziativa dei Talleres nacque proprio con questo spirito: ma ci si sarebbe immaginati che potesse riscuotere tanto successo.

cms_12357/3v.jpgI tre Talleristi presenti al Festival “Uruguay un paese nel Mondo” hanno, in tale occasione, presentato per la prima volta un’antologia con racconti selezionati proprio in questi laboratori creativi. Con l’appoggio instancabile del Professor Lauro Marauda, in base al materiale che lui aveva proposto, Fernàndez ha scelto una selezione di testi brevi di amore, perdita, umore e fantasia. Sono lavori variegati, di diverse estensioni e tonalità, che presentano tematiche universali e un linguaggio accessibile comunicativo. Si tratta del primo libro di un Taller letterario tradotto in una lingua straniera. Ogni racconto del libro è in spagnolo e italiano tradotto, per l’appunto dallo stesso Milton Fernàndez.

Avere come ospiti i tre meravigliosi talleristi letterari Lauro Marauda, Alberto Tarigo e Julio César Barrera, provenienti da un paese che dà e fa così tanto per la letteratura e l’arte, è una grande opportunità per l’Italia e per chi ama la cultura e la letteratura. Ciò ha consentito infatti di confrontarsi, scambiare opinioni e assumere come esempio una strada che può portare a un radicale cambiamento culturale tra i giovani, cambiamento che può avvenire solo seminando dal basso la cultura del sapere.

Il libro, edito dalla Casa editrice Rayuela, è intitolato “Uruguay Racconta”. E’ stato pubblicato in due lingue, spagnolo e italiano, e contiene scritti di autori come: Lilian Hirigoyen, Manuel Soriano, Mercedes Cobas, Susana Baliñas, Julio Barrera, Jorge Canavesi, Alicia Isern, Jorge Chagas, Eduardo Santucho, Leonardo de Mello, Martín Seoane, Delma Perdomo, Ana Lacoste, Yamile Manzur, Nedy Varela, Alberto Tarigo, Luis Beauxis, Carlos López Rial, Estela Calvete, Roberto Maneiro, Silvia Bechler y Lauro Marauda.

Marsela Koci

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