“BOMBSHELL”, LO SCANDALO ALIES

Una storia vera di violenze e delle donne che ebbero il coraggio di denunciare

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Sicuramente in tanti ricordano ancora lo scandalo che, nel 2016, mise a nudo alcuni retroscena per niente etici della Tv americana e in particolare di qualcuno che osava definire la televisione “l’industria più competitiva del pianeta.” Stiamo parlando di Fox News e del suo CEO Roger Alies, creatore di un emittente televisiva che dal 1996 ha palesemente impostato la propria linea editoriale a favore dei conservatori. Ma aldilà delle prese di posizione sfacciate di Fox News a supporto dei candidati e presidenti repubblicani, la notizia che suscitò molte perplessità sulla tenuta morale del super boss del canale televisivo di proprietà di Rupert Murdoch, riguarda episodi di molestie, abusi e violenza sessuale nei confronti di alcune sue collaboratrici. Siamo ancora lontani, anche se non di molto, dallo scandalo Weinstein a dalla nascita dei movimenti “Times Up” e “#Me Too”. Le squallide e tristi vicende che hanno macchiato l’immagine di Alies, spin doctor e consulente sin dalla fine degli anni ’60 di presidenti come Nixon, Reagan, Bush e Trump, sono state raccontate nei mesi scorsi in una serie tv (The Loudest Voice) prodotta da Sky con Russel Crowe nei panni di Roger Alies e Naomi Watts in quelli della giornalista Gretchen Carlson; mentre è da pochi giorni disponibile, sempre sul canale cinematografico streaming di Amazon, Bombshell – La voce dello scandalo di Jay Roach.

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Il film parte dal 2016 quando la giornalista Gretchen Carlson (ruolo interpretato da Nicole Kidman) decide di denunciare Alies (John Litghow) di molestie sessuali in cambio di favori professionali. In seguito alla denuncia della Carlson, tante altre dipendenti dell’azienda trovarono il coraggio di denunciare l’irreprensibile (si fa per dire) padre di famiglia e uomo d’affari dell’industria televisiva che, nonostante il suo modo di agire ignobile, in un decennio ha portato nelle casse di Murdoch cospicui profitti. Tra loro la famosa giornalista, conduttrice televisiva e avvocato, opinionista e commentatrice per dodici anni su Fox News, Megyn Kelly interpretato da Charlize Theron che è anche co-produttrice della pellicola. La sceneggiatura, creata dal premio Oscar Charles Randolph (La grande scommessa), comprende anche il personaggio di finzione Kayla Pospisil, interpretato dall’attrice Margot Robbie, la Harley Quinn di Suicide Squad.

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E si concentra sui 16 giorni che hanno portato un uomo potente e appoggiato da un tycoon della finanza mondiale e del settore della comunicazione di massa come Rupert Murdoch, alle dimissioni e al conseguente declino. Morirà nel 2017 in seguito a un ematoma alla testa. Si può dire che in Bombshell vengono messi in evidenza svariati atteggiamenti femminili durante situazioni di molestie sessuali. Se la Gretchen di Kidman mostra coraggio e determinazione nel reagire alla violenza, la Kyla di Margot Robbie identifica tutte quelle donne (nella realtà saranno 23 le donne a denunciarlo) che hanno parlato, ma protette dall’anonimato, donne che vorrebbero giustizia, ma allo stesso tempo hanno paura di perdere tutto. A tal proposito la Theron sottolinea che “Time’s Up e il #MeToo non c’erano ancora quando è successo questo. Il che alza la posta in gioco perché quando Gretchen ha deciso di farsi avanti ed è andata da un avvocato, non aveva alcun sostegno. Non c’erano movimenti a difesa delle vittime ed era completamente sola. Tutte le donne coinvolte - ha aggiunto - sono state insomma incredibilmente coraggiose. Anche oggi certo è difficile denunciare, ma almeno non si è sole”. E allora: “non una di meno” e buona visione a tutti!

Umberto De Giosa

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