“I VIAGGI DEL MONDO”

Silvia Ruggiero e Gaetano Appeso, due autori per un percorso geografico ed interiore attraverso popoli e culture diverse

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Diceva Marcel Proust che «il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi». Sono diversi i tipi di viaggio: si può viaggiare per recarsi fisicamente in un altro luogo, con la fantasia e c’è chi compie viaggi extracoporei denominati anche astrali. Ma come può un viaggio essere considerato una vera esperienza interiore dell’anima e un momento di condivisione con gli altri, oltre che un mero percorso geografico? Le risposte sono al centro del convegno “I viaggi dell’uomo” che si svolge domenica 5 dicembre presso la Sala Consiliare del Palazzo Ducale di Martina Franca. La psicologa e poetessa Silvia Ruggiero e il noto scrittore di letteratura di viaggio Gaetano Appeso raccontano il ‘viaggio’, inteso come percorso geografico attraverso popoli e culture diverse, ma anche come esperienza interiore dell’essere umano.

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Viaggi interni ed esterni in cui si sperimentano esperienze straordinarie che alimentano la voglia, e spesso anche il bisogno, di continuare a cercare frammenti di umanità. Viaggi in cui la realtà non è un dato di fatto o una verità esterna, ma una continua costruzione e ricostruzione di senso. «L’essere umano è complesso, ha molte sfumature, per natura e cultura ha molte dimensioni. Conoscere e comprendere le varie dimensioni dell’altro e le molteplici caratteristiche, ci aiuta a capire cosa ci accomuna e cosa ci differenzia dall’altro, cosa ci piace e cosa non ci piace», dice la dott. Silvia Ruggiero. L’incontro pone come obiettivi primari la maturazione umana, civile e sociale della persona, il pieno rispetto delle diversità culturali, etniche e religiose, il contrasto ad ogni forma di discriminazione.

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«Vedere la complessità umana, propria e altrui ci aiuta a non giudicare, a non escludere, a non estremizzare, ad avere cautela, a sospendere le battaglie ideologiche, a guardare ciò che è l’essere umano, e non ciò che dovrebbe essere secondo costrizioni socio-culturali che anziché aiutare la convivenza impediscono la condivisione», aggiunge la psicologa Ruggiero.Lo scopo, quindi, è quello di mettere al centro delle necessità primarie dell’individuo la maturazione umana, civile e sociale, il pieno rispetto delle diversità culturali, etniche e religiose, il contrasto ad ogni forma di discriminazione.

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«È importante viaggiare perché permette di vedere il mondo in modo diverso, apre la mente, amplia la nostra visione e sviluppa in noi un senso di adattamento e predisposizione verso ciò che viene considerato diverso», sostengono i relatori del convegno. Infatti, grazie alle loro esperienze non solo lavorative, gli autori, durante l’incontro, intendono promuovere il confronto tra le persone, un dialogo in cui, senza giudicare, si sperimenta l’ascolto dell’altro, l’empatia, la comprensione e la condivisione di esperienze e di vissuti, perché ognuno possa sviluppare le proprie capacità e possa metterle al servizio del bene comune, per una società più inclusiva e coesa. E come disse John Steinbeck «Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.»

Umberto De Giosa

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